Memorie dal social

Abbi cura dei tuoi ricordi
perché non puoi viverli di nuovo.
(Bob Dylan)

Ieri mattina Facebook mi ha cacciato fuori una delle sue memorie.
Questa qui, per la prima volta, mi ha commossa.
Era una delle prime condivisioni, ero da poco sul social, mi ero iscritta per cercare di arginare l’isolamento emotivo e sociale in cui ero sprofondata, mentre il più grande miracolo cresceva dentro me.
Mi sono commossa perche’, tirando le somme (ed alla fine sono quelle, che vedi), il periodo di Grazia di una donna per eccellenza è stato per me doloroso e ricolmo di solitudine. Ma, ecco, quel ricordo fermato nel tempo mi ha riportato anche la forza, il coraggio, l’amore per la vita e per quel figlio che né l’abbandono, né il disprezzo, né la solitudine che mi sommersero hanno mai messo a tacere. E la memoria di quei giorni di maggio al mare di Scauri, in compagnia di una persona preziosa che mi ha insegnato quanto l’amore cristiano e altruista possa veramente esistere, tra il suono del mare, del vento, delle canzoni, mi hanno prepotentemente restituito al cuore tutto il dolce, il calore, la meraviglia di quella gravidanza, fermata per mio figlio in un diario giornaliero che un giorno potra’ leggere per vivere la sua storia.
Ora, dopo sette anni, quel miracolo ha una bacchetta magica per le mani e ne combina delle belle…Si vede, che ha preso tutta l’energia di chi non si arrende mai e va, nemmeno controvento…e trova anche il tempo di riposarsi.

image

image

Ombrellando pensieri filosofici

KIM con l’ombrello di Cars, nuovo nuovo, tutto colorato.
Mamma con un vecchio ombrello grigio preso in saldo qualche anno fa che ha all’interno disegnate delle stelline. Che se prendevano luce, una volta, diventavano fosforescenti…Ora non più.
Mio figlio contentissimo del suo ombrellino…quando vede il mio dice “eh no…mamma! Facciamo cambio?”
Lo guardo stranita. ” E perché? Lo vuoi più grande?”
” No, perché voglio le stelle sopra di me”
( E ci sarà un motivo per cui ti chiami come Kant, no? ) 😅

********************************

Giustamente per chi non conosce Kant:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Immanuel_Kant

Sulla sua tomba vi è un epitaffio che recita l’explicit della Critica della ragion pratica:

(DE)
« Zwei Dinge erfüllen das Gemüt mit immer neuer und zunehmender Bewunderung und Ehrfurcht, je öfter und anhaltender sich das Nachdenken damit beschäftigt: Der bestirnte Himmel über mir und das moralische Gesetz in mir. »

(IT)
« Due cose riempiono la mente con sempre nuova e crescente ammirazione e rispetto, tanto più spesso e con costanza la riflessione si sofferma su di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me. »

(Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant dalla Critica della ragion pratica)

image

La settimana della produttività emotiva

Tra la nostra anima e il nostro corpo vi sono tante piccole finestre, da lì, se sono aperte, passano le emozioni se sono socchiuse, filtrano appena, solo l’amore le può spalancare tutte insieme e di colpo, come una raffica di vento.
Tommaso d’Aquino

…La settimana che termina ha avuto giorni intensi, anche se fuori dal lavoro. Ho sostenuto il mio terzultimo esame universitario, che mi avvicina un po’ di più ad un’altra tappa fondamentale e al raggiungimento di un altro sogno; ho imparato da mio figlio una volta di più che la saggezza dei bambini va di pari passo con la loro memoria…e con la loro sensibilità. Ho avuto il tempo per una mattinata con la mia immensa amica gragnanese e quello di un caffè con una persona preziosa e grande amico…che ha ben pensato di congedarsi con un cuore “per la festa della mamma”. Ho ascoltato due carissimi amici -una coppia eccezionale oltre che due geniacci- dissertare sulle frequenze e sul dominio del Tempo…e anche mentre parlavano di cose incomprensibili, ogni volta che si guardano capisci che l’Amore esiste.
Infine, contro ogni previsione, mi sono trovata a raggruppare un gruppo di madri amiche in un luogo virtuale che è il punto di partenza di un altro dei miei sogni: quella “casa del sole” che un giorno spero diventi un luogo fisico dove le mamme sole possono sentirsi al sicuro …
…Mai settimana fu più emotivamente produttiva:)

image

Motivazioni ed obiettivi

“C’era una volta una corsa di rane. L’obiettivo era arrivare in cima a un’alta torre. Molti si riunirono per vederle e incitarle. La gara ebbe inizio, ma in realtà pochi credevano che gli animali potessero raggiungere la sommità e i commenti che si sentivano erano sempre del genere: «Poverette, che pena, non ce la faranno mai!» Le rane iniziavano a dubitare di riuscirci, tranne una che si arrampicava senza sosta. E i presenti ripetevano: «Poverette, non arriveranno mai!» A mano a mano quelle si diedero per vinte, eccetto la solita, che continuava ad arrampicarsi. Alla fine tutte desistettero, a parte questa rana che, sola e pagando uno sforzo enorme, raggiunse la cima della torre. Le altre si chiedevano come avesse fatto; una le si avvicinò per domandarle come fosse riuscita a terminare la prova, e scoprì che era sorda.
Non ascoltare le persone che hanno la pessima abitudine di essere negative, perché cancellano le speranze migliori dal tuo cuore! Ricordati del potere che hanno le parole che senti o leggi. Sii positivo. Rimani sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni o che hai poche possibilità di guarire. Ognuno di noi ha in sé l’energia per guarire. Questa energia viene attivata dall’incoraggiamento, dai pensieri positivi, dalla volontà, dalla sicurezza e dalla fiducia nella possibilità di stare di nuovo bene.
Le prognosi e i pronostici negativi, lo scoraggiamento, la disperazione, la tristezza, la rinuncia ci tolgono la forza di cui il nostro corpo ha bisogno. Automaticamente ingigantiamo gli aspetti su cui concentriamo l’attenzione. Impariamo a osservare quello che va bene ed esserne grati piuttosto che considerare solo ciò che non funziona”.
(Claudia Rainville)

*****Questa parabola -ovviamente adattata per lui e circoscritta alle rane – l’ho raccontata al mio bimbo stasera, che mi ha detto sconsolato : ” mamma…mi piace il calcio…ma l’hanno detto anche i miei amici…io sono scarso”.
Io gli ho risposto: ” Se sei tanto scarso, tu che non hai mai visto una partita di calcio, non avevi mai visto un campetto, mi spieghi come hai fatto a fare due goals, amore? Tu non devi ascoltare nessuno, quando vuoi fare una cosa. Devi crederci, sempre, ci devi mettere sempre tutto te stesso, non ti devi arrendere, mai. Mia madre lo disse a me, ed io lo dico a te: se vuoi una cosa, se veramente la vuoi, la raggiungerai,  perché puoi arrivare dovunque tu voglia. Promettimi che non ti arrenderai, mai.”
“E se me lo dimentico, mamma?”
“Pensa alla tua mamma, che te l’ ha detto. Anche io faccio così…E ricorda che chi vince non è chi arriva primo, ma semplicemente chi non si è mai arreso e riesce a raggiungere l’obiettivo!”
Ed ecco che il mio bimbo si addormenta con un sorriso nuovo:) *****

image

250 e più “grazie”

…250 e più ( in verità la mia stima è approssimativa in difetto, temo…mi baso sulla base di partenza di Facebook…e non sono riuscita a leggerli tutti, quelli lì) “Grazie”, a tutti coloro che hanno deciso di spendere un minuto del loro tempo per farmi gli auguri tra ieri ed oggi.
Non solo a chi li ha fatti grazie all’alert del Social, ma a chi si è speso in privato, a chi mi ha abbracciato, a chi si è dispiaciuto perché non è riuscito a venirmi ad abbracciare, a chi mi ha detto che sono il suo tesoro, a chi mi ha chiamato, a chi ha sentito di dovermi fare gli auguri anche se mi conosce poco o da lontano, a chi mi ha scritto sui vari canali a disposizione dalle due parole alle dieci righe d’affetto.
Ho ricevuto tanto calore, ed è importante averlo quando senti che è un Tempo nuovo.
Vorrei ringraziare in particolare una persona che ha deciso per il più toccante e sentito augurio tradizionale: quello scritto di suo pugno, che ad una grafologa sentimentale come me non poteva non commuovere: l’augurio della “vicina di banco” (non dico altro) che poteva limitarsi a dirlo a voce perché mi vede più di tanti altri di voi, fisicamente e affettivamente.
Invece no.
Mi ha scritto.
L’ho letto ieri sera, prima di andare a dormire.
E se avevo dubbi mi sono detta che si,
abbiamo io e mio figlio una vita non semplice, ma è indubbio che siamo tanto fortunati.
Grazie a tutti voi, di cuore…là, dove ci siete tutti ♡

image

40+1

Negli ultimi 7-8 anni ho avuto compleanni pessimi.
Compleanni con l’unico faro… mio figlio.
Compleanni con persone finte o malate al fianco, che dicevano di amare senza essere capaci di farlo, mentre quelle vere erano sullo sfondo, un pò più lontano, a cercare di sostenermi da quella posizione.

Avrei voluto che specie il 40simo fosse un nuovo inizio…ma un omino narcisista e meschino lo ha impedito.
Allora quest’anno mi è venuto in mente l’ultimo anno bisestile.
L’anno del 365+1…chissenefrega! Come ha scritto Elena Orlandi.
Anche quest’anno è bisestile…ed è anche l’anno del mio 40+1.
Così mi sono detta: ripartiamo dal 40+1…chissenefrega!

Ripartiamo dalle persone vicine: per esempio, dopo 10 anni in Azienda, festeggiamo con i colleghi!
Ripartiamo dalle persone vere: quelle, per esempio, che non si sentono da tempo, che leggono sul Social di una visita, e grazie al potere della Rete scrivono, come se non avessero mai smesso, per sapere se va tutto bene; o quelle, ad esempio,  che scrivono veramente ogni giorno, da quasi un anno, convinte come sono che “nonostante tutto” riusciranno a rubare un sorriso…ed hanno ragione.
Ripartiamo dai punti luce: dalla stella polare (mio figlio), innanzitutto, seguita dal “cielo stellato sopra di me” (Kant insegna)
Ripartiamo dalla Filosofia, ora che si avvicina la specializzazione in Psicologia: e capire di essere sempre, orgogliosamente, un filosofo specializzato in psicologia, mai il contrario…un pò come Fromm.
Ripartiamo dai colori e non dal bianco e nero, dalla musica randomica della radio, da quelle canzoni che non fanno più male ad ascoltarle ma fanno sorridere… e da quelle che si sanno suonare per impararne di nuove.
Dal canto a squarciagola e dai respiri profondi nelle correnti ascensionali della collina sospesa tra il canto dei merli e quello ciclico delle rondini, tra il silenzio del vento ed il suo arpeggio tra le fronde del platano antico, tra il verde dei monti e il blu cobalto del golfo.

Ripartiamo da quel +1 …per ricordare che ogni punto d’arrivo è sempre un nuovo punto di partenza, mai viceversa, e che il viaggio è lo scopo, non la meta, con tutti i sogni che raccogli per strada come tappe, e che non lasci indietro senza doppiarli.
Quest’ ultimo anno mi ha insegnato che ogni giorno può essere un nuovo inizio…ed è con questo spirito che ho deciso di vivere da questo +1, auspicando innanzitutto la salute per me e chi amo. Poi tutto il resto “ci si fa”… Perché se si resta a piedi, si potrà sempre fare l’autostop per continuare il viaggio, no? E perché finché ci sono le gambe, si può sempre andare :)

Creatore di collage di foto_emGDDA

Filosofia da seienni #3

Ogni bambino ci porta il messaggio
che Dio non è ancora scoraggiato dell’uomo.
(Rabindranath Tagore)

– Mamma…tu che sai tante cose…perché studi ancora(?!)…mi sai dire perché mai il tramonto è così bello?
– Perché Dio sa fare le cose per bene…poi ci pensano gli uomini a rovinare il rovinabile.
-Chi è che sa fare le cose per bene ?
-Dio.
-E chi è Dio?
-Come chi è Dio? Ma quando preghi, chi preghi tu?
-Gesù.
-E allora…per i cristiani Gesù è il figlio di Dio…o meglio è Dio…il concetto è un po’ complicato…parliamo di “Trinità”…quando tu entri in chiesa e vuoi l’acqua benedetta in fronte e dici “dammi lo Spirito”…anche quello è Dio. Lo Spirito. “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito…”(mamma simula il gesto della croce)
-Ma è il Dio di tutto e tutti?
-Eh si…ma ognuno lo chiama e lo vede in un certo modo. Sempre il dio creatore dell’Universo è.
-Ho capito…Io, mamma, l’ho visto nel tramonto…
-Se tutti vedessero Dio nel tramonto, amore, nessuno ucciderebbe più…

*il bimbo sorride*

image

Pensieri sparsi

Pensieri sparsi.

E’ notte di primavera.
Forte, lo scirocco urla alle finestre.
Cuffia a basso volume: un pianoforte
che nella mia testa
danza con il vento
e con il respiro regolare del mio bimbo.
Sorride, mentre dorme: saranno bei sogni.
Momenti in cui il mondo
comincia e finisce in una melodia
nella certezza
che Tutto dura il tempo di un accordo
in bemolle:
l’imperativo
è non perdersi una nota.

image

Pensieri sparsi

Pensieri sparsi.

E’ notte di primavera.
Forte, lo scirocco urla alle finestre.
Cuffia a basso volume: un pianoforte
che nella mia testa
danza con il vento
e con il respiro regolare del mio bimbo.
Sorride, mentre dorme: saranno bei sogni.
Momenti in cui il mondo
comincia e finisce in una melodia
nella certezza
che Tutto dura il tempo di un accordo
in bemolle:
l’imperativo
è non perdersi una nota.

image

Published in: on 22 marzo 2016 at 12:25 AM  Lascia un commento  

Gli auguri per papà

Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza.
(Umberto Eco)

…Oggi è anche il compleanno del mio papà.

Nacque sessantanove anni fa che “schiariva san Giuseppe” ed è stato l’ultimo maschio…ma mia nonna, già quarantenne, voleva una femmina…
Ha il nome di un santo medico che giù, alla marina, proteggeva e dava speranza.

Non so, se fosse stato femmina, che tipo di madre oggi sarebbe.
Fatto sta che, visto che era un maschio, sicuramente gli è stato faticoso, affermare il suo spazio nel mondo.

Di mio padre ammiro la capacità di lasciare che la vita gli scivoli addosso e non lo ferisca più di tanto, anche se ricordo capodanni in cui ci insegnava miti e malinconie della storia del mondo.
Forse non lo sa, ma se ho preso filosofia all’inizio è per il suo essere tra lo stoico senecano e il pessimista schopenaueriano. Per cercare di trovare la radice del buio, scoprendo poi che la filosofia è la scienza della ricerca della luce della mente.

Per sua stessa ammissione, i maschi non nascono padri. Imparano a farlo. Mi raccontava come si abituava, giorno dopo giorno, a quel fagottino che teneva in braccio. Alla paura di sapere che dipendeva anche da lui. Al cammino senza manuale di istruzioni ma con il buonsenso ed il proprio modo d’essere e di fare.

Non mi ha mai dimostrato di essere fiero dei miei traguardi e delle mie scelte, ed io con il tempo ho imparato a capire perché. Questo è forse il motivo per cui mi sono specializzata in psicologia. Crescendo, ha perso quel grande amore che manifestava alla sua primogenita, c’è stato il tempo della rabbia da fidanzato tradito…ma, invecchiando, la dolcezza per un nipote inaspettato ha dato a tutto un sapore diverso.

Oggi, il meglio nella mia vita mio padre oggi lo fa con mio figlio, a cui fa anche da papà.
Come con me da bambina, poi, gli insegna nella biblioteca-babilonia che è la nostra casa  la curiosità per il mondo e per le stelle. A sei anni e mezzo mio figlio conosce tutti i pianeti e ha risposte a mille domande sulle cose dentro e fuori di noi perché mio padre è la sua migliore enciclopedia.

Auguri papà e grazie per il doppio lavoro di padre e di nonno. Ti auguro che la dolcezza del rapporto con il nipotino sia sempre più il caleidoscopio attraverso cui il mondo ti appaia più colorato e la vita più degna d’esser vissuta.

image

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 408 follower