Come la luna

Per essere grande, sii intero: non esagerare.
E non escludere niente di te.
Sii tutto in ogni cosa.
Metti quanto sei
nel minimo che fai.
Come la luna in ogni lago tutta
risplende, perché in alto vive.

Fernando Pessoa

Più vivo e più imparo che anche le condizioni più avverse
possono diventare esse stesse foriere di un qualcosa di diverso da quello che appaiono, che possono trasformarsi in qualcosa di straordinario. Che possono essere, per usare una metafora, come quel masso che improvvisamente si stacca dal costone e ti invade la via…tu credi di essere bloccato, oltre allo spavento che ti sei beccato, oltre allo sconforto perché temi che il tuo percorso sia terminato o  compromesso… ma poi scopri che là dove manca il grosso sasso, si è aperta una strada nuova.
Che magari accorcia la salita.
Che è più ripida, forse, ma che ti porta direttamente sulla cima.
Non ci avresti mai pensato…non lo avresti mai sperato…non avresti mai creduto che quella grande difficoltà diventasse un’immensa opportunità.
Penso che comunque questo dipenda dal modo in cui vedi il Mondo.

Probabilmente, ci si nasce, con questo dono. Eppure, da life coach, penso che si possa imparare, a guardare tutto come le immagini figura/sfondo: almeno da due diversi punti di vista.
Per darsi sempre un’alternativa.

La mia favola preferita

Limitarsi a vivere non è abbastanza.
C’è bisogno anche del sole,
della libertà
e di un piccolo fiore.
(H. C. Andersen)
ù
Sicuramente i danesi si troveranno d’accordo con me e gli americani no, ma la mia favola preferita, in assoluto, di Andersen e non solo, di tutte quelle che conosco da Gilgamesh in poi, è la Sirenetta.

La Sirenetta, principessa del regno del Mare, può finalmente visitare la superficie del mare compiuti 15 anni. Quando sale a galla, si innamora di un principe al comando di una nave che poi affonda per una tempesta. Lo salva dai flutti e lo porta a riva. Tormentata dal desiderio di diventare umana per stare accanto a lui e acquisire un’anima immortale (non concessa alla sua specie, destinata con la morte a trasformarsi in spuma di mare), si fa preparare dalla Strega del Mare una pozione per avere gambe anziché coda e in cambio rinuncia alla propria voce. Le viene tagliata la lingua, e ogni passo sulla terra sarà per lei come camminare sulla lama di un coltello. Solo se conquisterà l’amore del principe, potrà avere un’anima immortale, altrimenti si dissolverà in schiuma. Seppure accolta alla corte del principe, è da lui considerata una sorella minore. Il principe sceglie di sposare la principessa che lo ha ritrovato sulla spiaggia il giorno del naufragio, innamorato di lei. Le sorelle allora vengono in suo aiuto con un pugnale magico per uccidere il principe e tornare a essere sirena, ma lei rifiuta, muore, si dissolve in schiuma. La schiuma però evapora, omaggio al suo sacrificio d’amore, e la trasforma in brezza, figlia dell’aria, forma nella quale le è permesso piangere…e divenire immortale, avere un’anima in Paradiso, dopo 300 anni di buone azioni (la ricerca di bambini buoni).

 …L’amarezza di sentire un grande amore
ma di non avere le parole giuste per mostrarlo,
come se l’amore muto sia meno di nebbia al tramonto in Febbraio.
Ecco perché la mia favola preferita è la Sirenetta.

Perché alla fine l’Amore è così alto che va oltre se stesso,
è la parte più vera di te che ti trasforma ma non ti stravolge,
ti travolge come la marea, ti uccide e ti salva,
diventa la strada che nemmeno credevi
per realizzare te stesso.

Piccoli guerrieri della luce crescono

L’attitudine mentale determina l’azione.
Nelle Arti Marziali si vince con la mente,
molto più che con il corpo, l’abilità o altro.
   Y. Mishima

Saper attendere è altrettanto importante che saper colpire.
E’ nella staticità che potrai trovare la pace
e la serenità delle tenebre.
Nell’azione potrai abbracciare la luce.

Detto delle Arti Marziali

Spero sinceramente
che attraverso il Taekwon-Do
ogni uomo possa acquisire la forza sufficiente
per arrivare ad essere il guardiano della giustizia,
opponendosi ai conflitti sociali
e coltivando lo spirito umano
al livello più alto possibile.
Gen. Choi

… Da madre e da studiosa di psicologia, vedendo crescere mio figlio, osservando attitudini e carattere, mi sono detta fin da quando aveva tre anni circa che appena avesse avuto l’ età avrebbe seguito un’arte marziale. Come una filosofia, una religione, avrebbe dovuto imparare la “spirituale disciplina” che recano in sé prima di poter invece approcciare a qualsiasi altro sport con regole annesse.
Sono stata sempre affascinata dal Karate, lo stesso significato del termine giapponese mi prendeva, ma un mio cugino, un essere umano così luminoso che ho sempre visto nella mia testa come un personaggio a metà tra Goku e il guerriero della luce di Coelho, è maestro di Taekwondo e la mia scelta, occhi negli occhi con il mio piccolo filosofo violinista, è andata senza indugio sull’arte marziale coreana.

Mio figlio, per le vicende della vita da cui non sono riuscita a proteggerlo totalmente perché indipendenti dalla mia volontà (come la scostante indifferenza paterna) è emotivamente un pò più piccolo degli altri bimbi: lui va avanti a Topolino, Peter Pan e i Pirati dell’isola che non c’è, mentre coetanei simulano combattimenti dei power rangers o conoscono le regole del calcio, i falli e quant’altro.

Il mio bimbo non sa cos’è la lotta. Come se avesse paura che arrabbiarsi sia un peccato, pare deviare su una balbuzie emotiva e sublimare con una fine attività cognitiva aggressività e rabbia.
Anche per questo ho scelto il taekwondo.

Ma lui sulle prime non ha mica capito che è combattimento.
No.
L’aveva presa un pò come una danza, una serie di mosse da fare davanti ad uno specchio.
Poi è diventato cintura gialla, e sono cominciati i primi allenamenti con corazza, caschetto e quant’altro.

Al primo combattimento con una bimba sono rimasta basita dalla sua espressione mista a sorpresa e shock quando l’avversario ha cominciato a mollargli calci.

Lui non ha reagito, non ha capito che lo sport/gioco è quello.
Semplicemente, è restato male perché secondo lui l’avversario lo picchiava senza motivo.
E non rispondeva nemmeno per difendersi. Non era in grado, non voleva colpire, o non lo sapeva fare, ma nemmeno cercava di parare i calci, come se fosse scioccato dall’incomprensibile fatto che qualcuno lo picchiasse senza che lui facesse nulla per meritarlo.
Al secondo combattimento, con un coetaneo che non vedeva l’ora di fare il power ranger, ne ha prese tante che dallo stupore ha cominciato a piangere a singhiozzi, con il maestro che se l’è preso in braccio e ha cominciato a spiegargli che le mosse che stava imparando servivano a questi incontri, che ce la può fare, che diventerà sempre più forte…
…Mi ha fatto una tenerezza! Avrei voluto correre sulla pedana, abbracciarlo e piangere con lui e invece sono stata forte, l’ho guardato tutto il tempo in modo assertivo e al contempo accogliente.
Sono qui, amore. Coraggio…
Alla fine dell’allenamento, lui ha cominciato a dire che non voleva andare più, che solo quando si faceva più grande e più forte sarebbe andato…e che voleva un’ascia per gestire la questione con quel poveretto dell’altro bimbo… Giusto perché i personaggi delle favole che vuole sentirsi raccontare ogni sera hanno asce e picconi come i sette nani…
…Non so se qualcuno possa immaginare come sono stata io.
Sono stata male male.
L’ho visto nel Mondo, come è il Mondo, come quella pedana, lui così piccolo e indifeso e il Mondo che il più delle volte ti prende a calci.
L’istinto è dire che è troppo piccolo e amen, ritirarlo.
Ma è la Vita, in qualche modo devo anche prepararlo…
… A me non mi hanno preparato, e  il risultato è stato “pianto e stridor di denti”.
Tanto vale prepararlo con lo sport, mi sono detta…in un ambiente che in un certo senso è ancora protetto perché alla fine è un gioco, ma impari…
…Ecco perché non ho pianto e piango mentre scrivo, tanto lui non mi vede…
…Anche oggi ho pianto un pò, perché mi sono commossa, e per non farmi vedere sono andata a prendere un pò di aria fuori la palestra.
Perché oggi il mio piccolo guerriero, pur chiedendo a mia cugina (anche lei maestro) se non si sarebbe fatto troppo male, pur se parecchio impaurito ha fatto il saluto, si è messo il caschetto e…ha combattuto.
Si è fatto coraggio e ci ha provato.
Ed è diventato un pò più grande.
Ne ha prese molte, ma ha capito che deve fare con quello che ha imparato davanti allo specchio, ed è stato felice di fare qualche punto.E questa volta è uscito sorridente, dicendomi:”Visto, mamma? Sto diventando più forte!!!”

Si, amore, stai diventando più forte e coraggioso…

“Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore”.
(P. Coelho)

kimmino 21feb2015

A me resta

…Ed il sole mi scorre davanti di primo mattino
come davanti a finestre chiuse di case abbandonate,
scivola su un cespuglio di ciclamini,
soccombe all’ombra del monte.
A me resta un bagliore di luce riflessa
che il cielo rimanda in mille sfumature di rosa.
A me resta la brina di gocce danzanti
su anonimi trifogli di stazione.
A me resta il giorno che avanza
indifferente a ciò che perde per strada.
A me resta la paura e la speranza,
il cadere ed il rialzarsi ancora,
ed il sole che di ora in ora
supererà il monte
per ritornare dominante.
(AmalieC75)

Metti un giorno di ferie di Febbraio, ad un’esequie

Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento le toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero;
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.
(dal Libro della Sapienza)

 

. . . Si sentono solo suoni sparuti , nel cimitero.
Il calpestio dell’erba e la pioggia lieve.  Un passero ardito, un corvo in amore.
Mentre camminavo tra i marmi e i fiori, ho ripensato alla funzione in chiesa. Cantare in chiesa dopo tanto tempo per chi fa festa per il suo primo giorno Altrove, mentre chi lo ama piange per lui.

Ti vengono in mente le tue, di lacrime.
Ti viene in mente che dovrai spiegare a tuo figlio di cinque anni e mezzo che il “nonnino” di zia Chicca che non vede più è con la sua, di nonna, in un posto che è un po’ come l’isola che non c’è, la terra degli angeli che tanto ama.
E ad un tratto ti viene in mente  che ci sono dolori da cui non potrai mai proteggerlo.
L’assenza di un padre.
La perdita di una persona amata.
Nulla di quello che è in potere ad una madre potrà mai evitare ad un figlio questi dolori.

E non puoi nemmeno piangerci sopra, perché è ora di sfoderare il tuo sorriso migliore, andarlo a prendere a scuola e correre a fare le facce buffe per una foto di carnevale.
Perchè la vita è anche questo.
Una maschera su una lacrima per il sorriso di un bambino.

Il cielo sa

Il cielo sa
che non dovremmo mai vergognarci
delle nostre lacrime,
perché sono pioggia
sulla polvere accecante della terra
che ricopre i nostri cuori induriti.
Charles Dickens

Attento a quel che desideri,
potrebbe avverarsi.
Oscar Wilde

Febbraio scorre lento ed infreddolito con la perniciosa pioggia della stagione.
Affacciati al mio cuore non vi sono più ghiacci perenni:  ma, come il seme vive della speranza sotto la neve perché la primavera, giorno dopo giorno, avanza sempre più, così le fonti sull’altura dell’anima goccia dopo goccia cominciano di nuovo a fluire.

C’è l’entusiasmo e soprattutto tanto, tanto Amore.
C’è tanta consapevolezza, figlia del disincanto e del sentimento.
C’è anche un pò di leggerezza, come gli adolescenti che credono di poter riuscire in tutto perché il mondo è loro…
…il mio mondo, a quarant’anni, ha cinque anni e mezzo e due occhi profondi e luminosi come la mia terra. Dal suo sguardo vedo tutto quello che sono, tutte le piccole grandi conquiste che da soli abbiamo raggiunto…tutto l’amore che sono stata in grado di dare e che so dare.
Tutti i nostri progetti, presenti e futuri. Tutto il faticoso, imprevedibile cantiere che ci tocca gestire.
Ma d’altronde, nessun mondo è mai stato facile da conquistare…
…con l’esempio di mio figlio, mi appresto a costruire, pezzo dopo pezzo, sentimento dopo sentimento, sorriso dopo sorriso, impegno dopo impegno, un bell’ “arrembaggio”…  :)

kim pirata 2015

Sinestesie #2

Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l’espansione propria alle infinite
cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell’anima i lunghi rapimenti.

Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

Se chiudo gli occhi questa canzone mi fa vedere
prati verdi
sterminati
sotto la pioggia. 
Il rumore di pioggia lieve. 
L’odore di erba e terra bagnata.

Come fa a farmi questo effetto?

 

Due righe dalla terra al cielo

Siamo ciò che ricordiamo.
(J.K. Foster)

Cara mamma,
ti  scrivo  due  righe dalla terra.
Stamattina il Vesuvio era innevato e suggestivo, sembrava un’isola in mezzo al Tutto plumbeo.
Oggi sono andata a fare un esame, in un certo senso il primo di questo percorso. Mi è venuto in mente il mio primo esame universitario, vent’anni fa…Sarà che oggi è l’anniversario della tua morte e manchi da dodici anni ormai, sarà che tra tre mesi esatti compiro’ quarant’anni, sarà che si è avviato un nuovo periodo della mia vita con questo 2015…Mi è venuto in mente quell’esame. Quell’esame che volesti  conoscere tutto, curiosa e creativa qual’eri. Quell’esame che la temuta docente disse di non aver sentito mai esposto meglio, ed io spiegai che era perché l’avevo prima esposto a te, nel modo più semplice possibile…
… Da allora, mamma, un po’ sono cresciuta, forse un poco di più di altre persone perché ho qualche cicatrice in più sul cuore. Se fossi stata qui forse avrei pianto di meno e sorriso di più, mi avresti anche “menata”quando sono stata male, mi avresti detto che chi non mi amava non mi meritava veramente, avresti detto di non preoccuparmi perché c’eri tu e non serviva niente altro… ma soprattutto avresti sorriso un po’ di più tu, stringendo il nipote che tanto avevi desiderato…
…Io a quest’ora, probabilmente, avrei finito da un pezzo di fare esami e mi sarei preoccupata di meno dell’Avvenire…
…Ma qui non ci sei.
Mi piace pensare di aver preso il meglio da te, e come mi ricordasti prima di morire, sto cercando di non farmi atterrare da nulla e di percorrere tutte le strade se un ostacolo prova a bloccarmi, spesso schiacciandomi.
Forse non saresti proprio orgogliosa, visto che non ho proprio la vita che desideravi per i tuoi figli, ma sono certa saresti felice per come sono ancora in piedi, per come ti ho perdonato e ho perdonato me, ma soprattutto per il sorriso che trasmette il mio bimbo come un faro sulla scogliera…

…Eppure, sai…sono certa che quel raggio di sole nel mattino grigio del San Paolo, stamattina, a sorprendere le gocce di pioggia leggere come neve, eri tu, che mi ricordavi che c’eri.

Io lo so, che ci sei…

Ci sono domeniche

Dio ci ha dato i ricordi
in modo che potessimo avere
le rose di giugno
nel mese di dicembre
(James Barrie)

…Ci sono domeniche che non sono come le altre.
Come le nuvole invernali, ora bianche ora grigie, dalle forme più strane, che tappezzano il manto azzurro, certe domeniche sono gravide di ricordi recenti e passati, di pensieri sul “se pioverà forte ancora e troppo”…
E nel momento, mentre scrivo e gli attimi si portano via il mattino, nella penombra di una stanza che mi ha visto vivere gli ultimi trentatré anni, per riuscire a guardare solo il sereno, che è lì -lo vedo!- sopra le nuvole, lascio che dolci e cari suoni diventino padroni della mia testa: un gallo stonato che pensa sia solo l’alba, la campana della Maddalena che scandisce il tempo della collina…Ed il respiro regolare del mio bambino, cui cerco di assicurare ogni giorno per quello che è in mio potere  un’infanzia meno ” da adulti ” (e più ombrosa) della mia.

Domenica, 25 gennaio 2015.
Domani sarà il dodicesimo anniversario della morte di mia madre.

Sbagli, rivelazioni e progetti

Ormai l’aveva imparato.
Le scelte si fanno in pochi secondi
e si scontano per il tempo restante.
Stavolta però li riconosceva:
quei secondi erano lì
e lui non si sarebbe più sbagliato
(P. Giordano)

Delle prigioni che ho abitato,
di tutte
possedevo le chiavi.
(Aldo Penna
)

… E chi l’avrebbe detto che il 2015 sarebbe partito con questi scorci.

Innanzitutto con nuove promesse d’ amore, che nella fredda e piovosa stagione fungono da ombrello, copertina ed arcobaleno.

In secondo luogo, con la soddisfazione di vedere coloro che il cuore ce l’hanno sporco, donnine dell’apparenza, superficiali, senza sentimenti profondi perché incapaci di avere relazioni d’amore, recidive a seminate/raccolte di progenie casuali ed incuranti di esse se non all’apparenza,  con l’unico obiettivo, causa il loro narcisismo , di sollazzarsi nella vita,  fuggire davanti alla tua testardaggine ed assertività, forte come sei dei tuoi sentimenti.
L’amore è un progetto, come dice Gervaso, non un capriccio da letto.
Quello si chiama in un altro modo, ma c’è gente che cerca di farsi zaffiro quando non  è nemmeno pietra, è solo cacca.
E non basta essere nane bionde per fingersi qualcosa di bello e prezioso…
…Basterebbe essere onesti e chiamare le cose con il proprio nome.

Ed è qui il terzo scorcio: avere finalmente la serenità di vedere la pochezza di chi hai amato, il che non toglie nulla all’amore che hai sentito tu, che ti confida che ti ha fatto credere tutt’altro: che lui voleva un piede in due (pure tre) scarpe,  non voleva certo il grande amore.
Hai capito male.

Ti ha fatto -per ammissione- capire male, perché altrimenti lo sapeva che nemmeno l’avresti guardato, nonostante il grande amore che sentivi. Saresti andata avanti, razionalizzando, capendo subito che amore non poteva essere,  e lui oltre ad essere narcisista ha qualche problema psichico in più…non poteva permettersi che tu fossi andata avanti perché è un codardo ed un egoista.

Materiale organico in putrefazione che cerca di spacciarsi per pietre preziose.
Questo poteva essere il titolo del post.

L’unico rammarico è il tempo investito…attimi che non ritornano.
Sorrisi negati ad un bambino per una lacrima immeritata verso il padre.
E’ pur vero che dai diamanti non nascono i fiori, come dice De André.
E’ dal letame,  dal concime che nascono i fiori.

Ecco perché tutto serve…

…Il primo mese dell’anno mi ha portato molta più determinazione e consapevolezza.
Come si dice…quello che non accade in una vita…accade in un giorno.

Ora il cielo è di un azzurro sorprendente, nonostante le nubi all’orizzonte sul futuro professionale.

Ma c’è un tempo per ogni cosa.

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