È il luglio

Sulla collina
solo il canto di mille uccelli.
Il cielo è fermo e torrido.
La terra e’ arida,
le pesche sugli alberi mature.
Ciliegie così lucide
da sembrare bagnate
e i miei pensieri
con i loro dolori
sospesi come la rondine
su quel filo mosso appena appena
dalla brezza che arriva
come un respiro affannoso
a risalire la città
dal golfo cristallino.
È il luglio
della mia Stabia.

La Democrazia e la Grecia

#greekreferendum #grecia #democrazia #democracy

Dal discorso funebre di Pericle come ricordato da Tucidide, II, 37

Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei popoli confinanti, dal momento che, anzi, siamo noi ad essere d’esempio per qualcuno, più che imitare gli altri.
E di nome, per il fatto che non si governa nell’interesse di pochi ma di molti, è chiamato democrazia; per quanto riguarda le leggi per dirimere le controversie private, è presente per tutti lo stesso trattamento; per quanto poi riguarda la dignità, ciascuno viene preferito per le cariche pubbliche a seconda del campo in cui sia stimato, non tanto per appartenenza ad un ceto sociale, quanto per valore; e per quanto riguarda poi la povertà, se qualcuno può apportare un beneficio alla città, non viene impedito dall’oscurità della sua condizione.

Inoltre viviamo liberamente come cittadini nell’occuparci degli affari pubblici e nei confronti del sospetto che sorge nei confronti l’uno dell’altro dalle attività quotidiane, non adirandoci con il nostro vicino, se fa qualcosa per proprio piacere, né infliggendo umiliazioni, non dannose ma penose a vedersi. Trattando le faccende private, dunque, senza offenderci, a maggior ragione, per timore, non commettiamo illegalità nelle faccende pubbliche, dato che prestiamo obbedienza a coloro che di volta in volta sono al potere ed alle leggi e soprattutto a quante sono in vigore per portare aiuto contro le ingiustizie e quante, benché non siano scritte, comportano una vergogna riconosciuta da tutti.

In sintesi io affermo che tutta la nostra città sia un modello didattico della Grecia e che mi sembra che i nostri uomini, presi singolarmente, rivolgano la loro indipendente personalità, con moltissima versatilità, accompagnata da decoro, alle più svariate occupazioni. E proprio la potenza della città, che abbiamo conseguito in seguito a queste nostre capacità, rivela che questo non è uno sfoggio di parole di questo momento, quanto piuttosto la verità dei fatti.

Sola, infatti, fra quelle d’oggi, affronta la prova essendo superiore alla sua fama e sola né provoca sdegno nel nemico che l’assale, da quali avversari è ridotto male, né (suscita) il malcontento nei sudditi, come se fossero governati da persone indegne.

Inoltre, dopo aver dimostrato con grandi prove che anche la nostra potenza è suffragata da testimonianze, saremo ammirati dai contemporanei e dai posteri, dato che non abbiamo inoltre bisogno né di Omero che ci elogi né di qualcuno che con i suoi versi sul momento ci diletterà, ma la verità smentirà la rappresentazione dei fatti, e che invece costringemmo ogni mare ed ogni terra a diventare accessibile alla nostra audacia ed edificammo insieme ovunque ricordi destinati a durare in eterno di sventure e successi. Dunque, per una tale città, questi uomini morirono nobilmente in combattimento, perché ritenevano giusto che non fosse loro strappata via, ed è naturale che ognuno degli uomini sopravvissuti desideri soffrire per essa.

Ricordate anche che se il vostro paese ha il nome più importante del mondo, è perché non si è mai piegata di fronte a dei disastri; perché ha speso più vita e più forze in guerra rispetto alle altre città e si è conquistata un potere maggiore rispetto a quegli altri finora conosciuti.

(Pericle, Colargo, 495 a.C. circa – Atene, 429 a.C.)

 

*** Anche per questo mio figlio ha il primo nome greco, ed il mio amore per la storia, la lingua e la civiltà greca è assoluto tanto che ce l’ho tatuato sulla pelle, il simbolo e il monito del più importante oracolo greco: perché la Grecia è ancora e sempre modello di Democrazia ***

 

my tattoo

my tattoo

 

Dare un nuovo valore alle cose

…Oggi ho ripercorso a piedi la strada di un bellissimo borgo marinaro.
Il panorama è quello mozzafiato della costiera che da Stabia conduce i cuori fino al golfo delle Sirene. 
Mi hanno assalito ricordi delle ultime due estati: e mi sono detta che se mai una lezione abbia mai ricevuto da tutto quello che mi è capitato, è quella per cui mai più sottovalutero’ nè addirittura ignorero’ non solo il mio intuito da criminal profiler, ma anche il sesto senso ed i “segni” sul cambiare strada e soprattutto allontanare una persona che dopo veramente poco aveva dato chiari segni di non amare altri se non se stesso.
Tra gli innumerevoli segni c’è stato un ulivo bonsai seccato tra le sue mani.
Per me che ho il pollice verde è stato come un lutto.
Ma era un segno.
Un segno potente, che ho ignorato volutamente per “essere razionale”.
Fan***o la razionalità.
Qua funziona solo Jung.
Così ho ripercorso strade e respirato odori di ulivo e limoni.
Sono tornata dal fiorista, gli ho spiegato il tutto…e lui mi ha dato questo.
Un abete(anzi più più di uno) d’acqua.
Conifera caduca.
Perché muore e rinasce.
Bella come il colorato disegno di mio figlio felice come non mai per aver ripercorso strade care e aver potuto dare alle stesse anche lui un nuovo valore.
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Il segno “+” davanti alle cose

Ignorerò gli ostacoli ai miei piedi e terrò gli occhi fissi alla meta sul mio capo, poiché so che dove finisce l’arido deserto cresce l’erba verde.
(Og Mandino)

Non mi farò peggiorare dall’inganno in cui sono caduta per un eccesso di fiducia e un difetto di controllo. Nonostante sia stata tradita da una persona a cui avevo aperto il cuore, non mi trasformerò in una donna cinica, diffidente e sempre sulla difensiva. Cercherò di essere più presente alla vita e a me stessa, accorgendomi di ciò che mi succede intorno. Anche se sono stanca, stremata e spolpata da mille urgenze e centomila problemi…
Non mi farò peggiorare perché ho un grande alleato: l’autoironia, che mi fa scherzare persino sul furto che mi ha recato tanto dolore…
Non mi farò peggiorare, anche se le persone intorno a me non mi capiscono e invece di offrirmi la loro solidarietà si permettono di giudicarmi come se fossi una sciocca o un’illusa. Imparerò a essere più prudente, ma non voglio diventare più rigida, perché per salvare una collana mi perderei altri tesori dell’esistenza a cui può accedere solo un cuore aperto e disponibile alla meraviglia.
(da una lettera a Massimo Gramellini)

Oggi la giornata era cominciata con una paradossale, ossimorica constatazione:
        “va tutto perfettamente storto”
L’amara considerazione con alcuni amici, e la piena, certa consapevolezza che tutto ha un senso…però spesso, cavolo, questo senso è difficile coglierlo…e talvolta arriva dopo anni.

E poi accadono cose.

Certo, ho preso tre giorni di congedo per portare mio figlio al mare e purtroppo accade che devo fare altro…ma mio figlio mi guarda e dichiara serafico – ho il dubbio che mi legga l’anima attraverso gli occhi- che vuole fare altro, ed è contento di poter stare giorni interi con me e che non vada a lavoro…

Incontro un estraneo amico di zia, mi guarda e mi chiede se voglio andare a cantare con loro (e non sapeva che avrei tanta voglia di tornare a cantare anche con un’ottava in meno!!!)

E poi c’è chi non mi ha mai visto, mi stringe la mano e mi ricorda quello che sono…mi dice di non “devo farmi peggiorare” (come un amico appena una settimana fa), di perdonarmi, di volermi più bene altrimenti li acchiappo tutti come quel narcisista fedifrago del mio ex (lo psicologo intendo), e… che devo vedere tutto anche con un “+” davanti.
Anche me stessa… con un “+” davanti.

Questa persona mi parlava, ed io pensavo alle parole di mio figlio.
Pensavo a mio figlio che pensa sempre a quello che ha perso, che ha il coraggio di dire che gli manca ma guarda con gioia avanti e a quel che ha, e si dice ricco e fortunato; pensavo anche a quell’amica, che mi ha detto che devo starci “comoda” nelle cose…non sentirmi vocata -cioè condannata- al sacrificio…allontanare cose e persone che non mi fanno vivere…

Ora il senso è più chiaro, del “perfettamente storto”.  Mi è venuto in mente quel famoso “Dio scrive dritto anche sulle righe storte”…

Ho incontrato in chiusura di giornata una persona che amo tanto con la sua bella famiglia…e mi è mancata invece una persona che speravo avrebbe trascorso con me e mio figlio un po’ di tempo. Eppure sapevo perche’ si era oscurata…questa persona la conosco da sempre.
Anche grazie al bene che le voglio, da sempre, nonostante tutto, so che non mi farò peggiorare.

E che da oggi mi ricorderò del “+” davanti cercando di farne un mantra…

Nei colori di Stabia d’estate

…Esci dalla stazione.
Scendi verso la piazza.
Ti abbraccia il fresco odore del mare e i litigiosi gabbiani al tramonto.
L’azzurro resiste ancora, ma dietro al suo velo la luna si affaccia maestosa sul golfo: tra poco rubera’ la scena al re di giugno, il sole morente.
Eppure, il capolavoro nel cielo oggi lo fa l’incontro di due pianeti.
La fortuna e l’amore alla distanza di un bacio.
Guardi Giove e Venere, e pensi alla fortuna che hai avuto di amare.
Pensi a tuo figlio, ti viene voglia di tornare a casa.
Nei colori di Stabia d’estate.

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Castellammare di Stabia, 30 giugno 2015

Published in: on 1 luglio 2015 at 12:14 AM  Lascia un commento  

Quel che si impara in un giorno (dal lavoro, dalle proprie passioni, da un figlio, da una canzone e da un film)

L’unica persona che si può ritenere istruita è quella che ha imparato come si fa ad imparare – e a cambiare.
(Carl Rogers)

…Veramente una giornata come tante.
Una giornata di inizio estate e di mezza malinconia. Una giornata di finali di disincanti.
E nelle ore, senza accorgermene ho imparato tante cose.

Da un’ora di condivisione istituzionale lavorativa ho imparato a ricordarmi in cosa credo.
E ho risolto il problema ad un cliente che i preposti da mesi non risolvevano.

Dalla mia mania di testare le cose, un servizio che volevo provare ma che non funzionava a dovere per chissà quale arcano motivo sono riuscita pure quello a risolvere nonostante le risposte più fantasiose dell’assistenza preposta, non per le mie grandi conoscenze tecniche ma per il mio pensiero laterale, la mia curiosità…e la mia testardaggine.

Da un bambino di sei anni tra un mese-il mio bambino – ho imparato che sorridere è importante perché il mondo ti rimanda un’ immagine di te migliore. E da un bambino che oggi avrebbe compiuto sette anni e quattro mesi, che  riposa in una scatolina all’ombra delle ali dell’Altissimo nella Basilica della Vergine da questa mattina – dopo il triste rito della riesumazione settennale- ho imparato a ricordare quanto siamo ricchi, come dice il mio saggio K.I.M,  per quello che abbiamo, non poveri per quello che ci manca.

Da una canzone ho ricordato che i minori sono splendidi, anche se preminenti, perché ti insegnano che meraviglia è una melodia poi tutta in maggiore, e a come è composito e affascinante il pianoforte emozionale.

Da una telefonata ho capito che condividere valori vuol dire insegnare a credere che il cambiamento è possibile…

…Infine, da un film sulla piattaforma appena riparata da un’ intuizione “più tecnica dei tecnici” ho imparato che ci sono tanti falsari al mondo, ma è quel poco che inconsapevolmente, narcisisticamente ci mettono dentro di vero e di loro che li tradisce… e che al contempo però dà senso all’esistenza di quel falso.

Il film era “la migliore offerta”di Tornatore.
La canzone era “21 guns”dei Green Day.
I  valori…erano quelli miei.
Che ben si sposano con quelli della mia organizzazione.

E queste cose ve le scrivo per darvi per un attimo la lente colorata per vedere la Vita sotto una diversa prospettiva.
Per un attimo solo.
Perché non ce ne è quasi mai una sola…per fortuna.
Quasi mai.

#milionidipassioni
#connessiallavita
#ivaloriditim

Oscurare memorie

Forse quel vuoto al risveglio
l’ ha lasciato la pulizia di memorie.
Archiviare foto di momenti
veri solo a meta’,
quanto quella vita che al mattino ti accorgi
che era un sogno
ed era tuo solo.
Accade pure che le cose cambino
e finiscano.
Ma reggere che eri mera comparsa
nella pantomima di un falsario esistenziale
questo certo non è normale.
Oscurare memorie
serve ora a riprendersi i frammenti
del tempo e dell’amore perduti
ricomporli e poter dar loro vita nuova
e vera
e poter donare un capolavoro di arte esistenziale contemporanea
a chi lo merita
ma soprattutto a chi sa essere sano
nella follia dell’amore.

La felicità dipende da noi stessi

La felicità dipende da noi stessi.
Forse non sarà un lieto fine, forse è solo la storia.
Lo scopo della vita è una vita piena di scopo.
La differenza tra una vita ordinaria e una straordinaria è solo una piccola differenza.
La felicità è una direzione non la destinazione.
Ringraziate di esistere.
Siate felici, siate liberi, credete di essere sempre giovane.

Sai il mio nome, non la mia storia.
Avete sentito quello che ho fatto, ma non quello che ho passato.
L’amore è come il vetro, sembra così bello, ma è facile da frantumare.
L’amore è raro, la vita è strana, niente dura e la gente cambia.
Ogni giorno è speciale, fate in modo da rendere migliore la maggior parte di esso, potrebbe arrivare una malattia terminale domani, così cercate di ottenere il massimo ogni giorno.
La vita è brutta se la rendiamo brutta.
Se qualcuno ti ama, allora non dovrebbe essere lasciato scivolare via, non importa quanto sia difficile la situazione.
Ricordate che la vita è piena di alti e bassi.
Mai rinunciare a qualcosa di cui non puoi far passare giorno senza pensarci.
Voglio essere quella persona che rende i giorni brutti migliori e quella che ti fa dire “la mia vita è cambiata da quando l’ho incontrata!”
L’amore non è quando si dice ti amo – è piuttosto quando si può dimostrare che ciò è vero.
L’amore è come il vento, si può sentire, ma non si può vedere.
Sono in attesa di innamorarmi di qualcuno… posso aprire il mio cuore.
L’amore non riguarda chi vuoi vedere accanto a te nel futuro, ma piuttosto chi non puoi immaginare che sia fuori dalla tua vita nel futuro…
La vita è un gioco per tutti, e l’amore è il premio.
Solo noi ci possiamo giudicare.
A volte l’amore fa male.
Ora sto combattendo sola con me stessa.
Posso sentire il vostro dolore.
I sogni sono la mia realtà.
Fa male, ma va bene, io sono abituata.
Non siate rapidi nel giudicarmi, vedete solo quello che ho scelto di mostrarvi … non sapete la verità. Voglio solo divertirmi ed essere felice senza essere giudicata.
Questa è la mia vita, non la tua, non ti preoccupare di quello che faccio.
Le persone ti odieranno, ti valuteranno, ti maltratteranno, ma se sei forte ecco cosa fa di te…te.
Non c’è bisogno di piangere, perché so che tu sarai al mio fianco.
(Athena Orchard, morta a 13 anni di tumore osseo)

Published in: on 28 giugno 2015 at 10:00 PM  Comments (1)  

I sogni in cantina

Presente.
Parte dell’eternità
che separa la sfera della delusione
da quella della speranza.
(Ambrose Bierce)

 

 

Seduta in cantina.

Borse e scatole riempite di fretta e alla rinfusa.
Sogni di sogni.
Cerchi di mettere apposto, di inscatolare correttamente.
Non sai nemmeno se e quando le riaprirai.
Ogni straccio, ogni candela, è un ricordo.
Ricordi la paura di credere in chi diceva “fidati, non sono come gli altri” a cui ti sei affidato… ed invece forse v’era un sesto senso inascoltato…era il lupo travestito da pecora, e non ci si crede.
Nemmeno ora.
Un giuda.
C’è un groppo in gola.
Lo ingoi e guardi il tramonto del giorno più lungo dell’anno che sembra capirti, invaso da nuvole grigie.
L’hai cancellato questo falso, malato.
Decapitato nel cuore per quello che ha fatto e sta facendo.
Tu.
Non tuo figlio.
Ma resta il dolore dei sogni, dipinti sulle mura
come quelli di un bambino che dipinge con le mani il suo mondo
e trascinati da un giorno all’altro come un uragano che distrugge ogni cosa in una cantina illuminata da una finestra che da sulle scale…scale che ora sembrano solo in salita.
Combatti il senso del vuoto con la chitarra e con la mano di un bambino sulla tua, che quando ti legge negli occhi la penombra
non chiede, ma sorride ed abbraccia.

Ti chiede di giocare agli “strumenti musicali”.
Almeno copriamo il mormorìo di quei sogni in cantina.

Da domani i giorni cominceranno ad accorciarsi…l’estate cominciata un pò già muore, ma per mio figlio che è nato nella calda stagione c’è tutto l’entusiasmo per il compleanno che viene.
E allora suoniamo…

Oltre lo sguardo

Ho baciato le mura per te, figlio mio.
Le pareti arancione
quegli adesivi che hai attaccato
con entusiasmo e amore
con figli come te,
il grande specchio e tutti i sogni riflessi dal soffitto a nuvole azzurre.
Ho pianto ancora per non piangere con te
davanti al tradimento
e per riuscire a dirti sorridendo:
“chissà, forse un giorno rivedremo
mura e persone”.
Ma tu sei un bimbo saggio
e oltre lo sguardo tu vedi,
tu sai.
E taci e mi stringi forte.

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