Filosofia da quasi-seienni #1

Ho gettato via la mia tazza
quando ho visto un bambino
che beveveva al ruscello
dalle proprie mani.
(Socrate)

“…Ci sono altre porte nella Vita, mamma.”

Massima di K.I.M., 5 anni, 9 mesi e 24 giorni.
Il mio filosofo preferito ♡

Amore di Madre

Il bambino chiama la mamma e domanda:
“Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”
La mamma ascolta, piange e sorride mentre
stringe al petto il suo bambino.
“Eri un desiderio dentro al cuore.”
Tagore

Amore mio,
è la mia sesta festa della mamma. Forse, però, un po’ mamma lo sono sempre stata…d’altronde ho smesso di essere figlia mio malgrado molto presto. Sono stata mamma di tutti i bambini che ho incontrato sulla mia strada e troppo spesso, sbagliando, anche di adulti sperduti.
Ma nelle stanze più segrete di me è come se battessero, da sempre, dei cuoricini che scandivano il tempo emotivo della mia vita. Non sapevo né come nè quano, ma ero certa che prima o poi avrei abbracciato gli occhi di quei battiti.
Ricordo ancora il momento preciso in cui, lo so, si accese come una scintilla il tuo cuore. Pur così piccolo seppi che alla prima ecografia l’avrei ascoltato, con lo stupore della ginecologa perché lo riteneva raro e precoce.
Abbiamo fatto tutto da soli, ci siamo sentiti soli ed al contempo le persone meno sole del mondo.
E quando, a casa, quando poi tutto a lungo sarà stato più grande di me, ho dovuto togliere a me e a te il braccialetto di ospedale, ultimo pezzo di quel cordone ombelicale, ho capito veramente cosa vuol dire essere madre.
Vuol dire accogliere un angelo caduto dal cielo che ha perso le ali, insegnargli a correre e ad andare lontano, verso tutti gli orizzonti che avrà la possibilità di vivere.
Perché, come dice Gibran:

I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perchè la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.”

Vuol dire avere il privilegio di vivere l’Amore.
Buona festa della mamma, amore mio!

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Amore di figlio #2

Nell’occhio della madre
il bambino esplora le profondità
del cuore.
(Johann Heinrich Pestalozzi)

Accadde ieri.

E’ mattina.
Andiamo a scuola.

Lo sistemo in macchina, ammira il Creato che splende sulla collina.
Sto per chiudere la porta e lui mi fa “Mamma!!! Mamma aspetta, posso scendere un attimo???”
Lo guardo, un pò perplessa.
Lui guarda oltre di me, nel campo appena arato ai cui margini i peschi in fiore con le rondini cantano la primavera.
“E vaaaaaaaaaaaa bene, amore…ma che devi fare?”
Scende di corsa. Sguscia tra me e la portiera, si precipita tra i cespugli del campo.
Camomilla selvatica.
Intuisco subito.
Corre verso di me felice come la bella stagione, sbandierando il fiore.
“Volevo prendere una margherita per te, mamma! Sei il mio fiore!”

Mi è venuto da piangere.

La stessa sera.
“Mamma! Sei tornata! Giochiamo un poco??”
Sono tornata alle nove e mezzo di sera da lavoro. Fuori da tredici ore.
Uno straccio.
“A cosa giochiamo, amore?” mentre saltandomi addosso mi fa perdere l’equilibrio e finisco orizzontale sul letto.
Lui ride.
“Giochiamo all’ “abbracciamento”, mamma. E’ il mio gioco preferito.”

Restiamo così per minuti interminabili, stretti stretti, fino a che gli abbracci sono diventati prima grattini sulla sua schiena poi solletico.

Sono fortunata, certo… Ma forse…forse chissà, con l’Amore è vero che si crea amore…forse qualcosa la so fare…
…E tutto il “niente” ritorna ad “essere” dinanzi alla maestà dell’amore un bambino.

#madre
#worklifebalance
#EUmanagestress

...il mio regalo più grande.

non ho niente di speciale…ma se ridi poi vuol dire / che qualcosa la so fare…(C.Cremonini)

Amore di figlio #1

Chi ha molto a che fare con i bambini scoprirà che nessuna azione esteriore resta senza influsso su di loro.
(Goethe)

Un bambino è un amore diventato visibile.
(Novalis)

Questa sera il mio piccolo leoncino:
“Mamma, mi fai le coccole dietro la schiena?”
“Certo amore…”
“Gratta qui…poi qui…poi qui…ahhh graaaazie…”
(sembra un micino che fa le fusa)
“Prego amore mio!!!”

Attimi di silenzio mentre gli faccio altri “grattini”dietro la schiena…poi dice:

“Mamma…sei più dolce di una fragola!”
                               ♡
Quando ho il dubbio di come sono e come amo, mio figlio lo fuga e mi abbraccia.

Published in: on 5 maggio 2015 at 12:28 AM  Lascia un commento  

Di un sabato in congedo parentale

Mentre cerchiamo di insegnare ai nostri figli tutto sulla vita, i nostri figli ci insegnano che la vita è tutto.
(Angela Schwindt)

…Svegliarsi in un sabato mattina preso di congedo parentale con mio figlio che mi carezza e mi dà bacini non ha prezzo.

“Mamma, ti posso aiutare a mettere in ordine? Io ti passo le cose e tu le sistemi”
“Ma non ti scoccia amore?”
“Ma no,mamma, guarda…è come un gioco…”

(…un filosofo!!)

(…più tardi…)
(Mentre mi passa i panni da stendere)
“Mamma, il sole ora li scalda e li asciuga, vero? Perciò li stendiamo…”
“Giusto, amore. Ora domanda a trabocchetto…ma il sole…è un pianeta o una stella?”
(resta pensoso un attimo…poi ridacchia)
“Ma è una stella mamma! Perché brilla come quelle nella notte,solo che è più vicina…”
“Bravo…ma dove le impari ste’ cose? Ma…allora… la luna che brilla che cos’è? un pianeta o una stella?”
(risponde sicuro)
“Un pianeta”
“Un pianeta piccolo amore,un satellite…ma come fa a brillare?”
“Facile…ha il sole nascosto dietro!”

(…un genio!!!)

#worklifebalance
#connessiallavita
#Life

Quanti anni hai?

L’amore è una cosa che tutti possono vedere
ma a volte arriva silenzioso
in modi facilmente trascurabili
nella nostra vita quotidiana.
(퍼엉, Puung)

Non est, crede mihi,
sapientis dicere ‘Vivam':
Sera nimis vita est crastina:
vive hodie.

(Marco Valerio Marziale) 

Pregare non è dire,
ma è porsi in ascolto.
(Enzo Bianchi)

Accadono cose strane, in alcuni momenti della vita.
Ho fatto fatica a tornare a lavoro, purtroppo è diventato difficile  non la mansione ma il condividere l’edificio con determinati soggetti ansiogeni.
Così tra ieri ed oggi sono capitate in fila alcune cose.
Una bimba sbucata dal nulla mi chiede quanti anni ho, io che sono rannicchiata con la cuffia in testa in un angolo della stazione.
Ho tentennato un pò prima di rispondere.
Mi è venuto da ridere.
Nemmeno me lo ricordavo, e ho compiuto gli anni nemmeno tre giorni fa, dopo una festa tra amici per ricordarci che si vive oggi.
“Ne ho 40″
“Oh, ma non lo so quanti sono”
“Nemmeno io, piccola amica”.

Il vento ha sostenuto i miei passi in questi giorni. Con la pioggia e con il sole.
Sarà che sono nata nella città del vento, ma quando soffia respiro meglio.
Poi l’abbraccio di tanti colleghi.
Un’altra bella civetta come regalo.
Chi mi beccava per caso al bar, anche.
Il barista che fa un capolavoro col cappuccino.
La radio che da giorni manda musica anni ’80-90 …

…nel caos doloroso della settimana precedente il compleanno mi son dimenticata di prenotare gli esami.
Ora dovrò aspettare luglio.
Ma tutto ha un senso…e sto imparando negli ultimi tempi a saper riconoscere i segni delle cose.

Vuol dire che ora ho veramente altro da fare…e inconsapevolmente ho già cominciato…me ne sono accorta questa sera, terminando lo studio dei processi attenzionali :)

...questo è per te <3

…questo è per te <3

sprazzi e spruzzi della festa

sprazzi e spruzzi della festa…

Un 25 aprile un pò più speciale

Non si invecchia in base al tempo che si ha alle spalle, si invecchia quando si inizia a dimenticare i sogni.
(S. Bambaren)

Ho più rughe sul cuore che sulla fronte.
(R. Gervaso)

Non dimentico mai, ogni 25 aprile, festa della liberazione, che mio nonno nacque in questo giorno, ad oggi 98 anni fa.
Mio nonno, il mio nonnino di tutti i compleanni festeggiati assieme, morì che avevo 14 anni. Li avevo compiuti da pochi giorni. Morì in una splendida giornata di maggio. Fui la confidente e la psicologa di mia madre, che perse il papà ancora troppo presto per lei… ma soprattutto per me. Mio nonno era uno dei più affidabili compagni di giochi.

Credevo di farcela, quest’anno, ad uscire indenne dal genetliaco.
Diciamo però che non è stato possibile, sebbene ho ancora un giorno, ventiquattro ore ancora, per fare del mio compleanno un giorno di festa.
E per farlo gli ultimi tre giorni appena trascorsi mi sono raccolta in ferie per recuperare pezzi di me.
Proprio martedì scopro, come la rana con lo scorpione, che tutto il mio impegno affettivo ed etico, nonché la mia generosità mi si sono ritorti contro.
Tutto il mio desiderio di madre di dare il più possibile serenità e gioia a mio figlio, sono stati usati contro di me.
Nel peggiore dei modi.
Incredibile.

Ecco perché mi sono ritirata per qualche giorno.
Mi sono ripresa me stessa.
Ho camminato per venticinquemila passi nel sole (a detta del mio telefonino), respirando la primavera sul golfo tra la salsedine ed i forni delle pizze a pranzo, le pescherie e lo Zefiro lieve.

Ho incontrato persone che non vedevo da anni e i loro abbracci sono stati il mio conforto, ho fatto con loro un pezzo di strada per scoprire poi che la loro via è piena di massi e di fango proprio come la mia.

Ho sorpreso mio figlio andandolo a prendere a scuola, e la festa dei suoi occhi è stato l’abbraccio di Dio. Con lui abbiamo raccolto soffioni, dissertato sulla potenza della nuova stagione che fa nascere fiori anche nelle crepe delle mura, contato i gabbiani sul mare, guardato il cielo stesi in una stanza con il naso all’insù, misurato il cammino della falce di luna alla sera, ammirato Venere, Giove ed  Aldebaran tra le ombre della collina.

“Sono felice, mamma, di questi giorni con te!”
Mi sono detta così, aldilà di quello che mi aspetta dalla settimana prossima, che c’è stato un buon motivo per questi giorni di ferie. 
Anzi più di uno.
Di certo però non potevo finire meglio i miei ultimi giorni da trent_enne.

Da domani si ricomincia da 40.
Grazie a chiunque ricomincerà con me la nostra vita.

 

"Ho più rughe sul cuore che sulla fronte"( R. Gervaso ) (-1 to 40)

“Ho più rughe sul cuore che sulla fronte”( R. Gervaso )
(-1 to 40)

“…E’ la mia natura”

Uno scorpione doveva attraversare un fiume,ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto.
Così, con voce dolce e suadente,le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.”
La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!” “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione”Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!”
La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.
Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto.”Perché sono uno scorpione…” rispose lui
                                                “…E’ la mia natura”

 

***Non potete sapere come è facile soccombere al proprio altruismo e generosità…Bisogna sperare solo di avere inaspettati anticorpi***

 

#laranaeloscorpionre

Chiedimi se sono felice

Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
(Il Piccolo Principe)
Felicità 
dichiarata fac-simile 
dal giudizio che ha 
rilasciato un orefice 
quella vera sarà 
senza un graffio di ruggine.
(Samuele Bersani)

La giornata lavorativa di oggi è scivolata via tra la delusione e il disincanto.
Certe cose non possono, per quanto finalmente ti sia data nuovi obiettivi ed altri orizzonti, lasciarti indifferente ed incurante dell’ipocrisia e del paradosso.  Certe cose, appunto, non fanno altro che rinforzare demotivazione e dis-investimento … cosa cui un datore di lavoro – attraverso i suoi preposti- dovrebbe combattere con ogni mezzo, specie se per sbaglio o per accidente ti riconosce “talent”…

…Ma questa è un’altra storia, che forse non vale nemmeno la pena di raccontare.

Quella che mi ha fatto pensare a lungo è quello che mi è stato detto a fine giornata lavorativa da parte di una persona che mi vuole bene:

“IO NON TI VEDO FELICE”

 
Ci ho pensato tutta la serata.
Da buon filosofo penso che la felicità sia una chimera.
Ma tra pochi giorni compirò 40 anni, e penso di aver imparato qualcosa, seppur di piccolo.
Ho sofferto molto, ma onestamente molto meno di tante altre persone…proprio per questo non mi sono mai lamentata.
Ho avuto in dono, piuttosto, la capacità dei bimbi di vedere la gioia delle piccole cose, che nonostante tutte le mie cicatrici non è mai venuta meno. La mia indimenticabile psicanalista freudiana lo chiamava molto più prosaicamente “il mio istinto di vita”.
E quando questa capacità ha rischiato di scivolare nell’oblìo della depressione, l’istinto di vita si è trasformato in scintilla di vita, che con le sue piccole manine mi ha preso per i capelli come Davide con Golia e mi ha riportato, attraverso i suoi immensi occhi, davanti alla bambina che vede la gioia nelle piccole cose.

Ora, so che ciò che ha visto-chi-non-mi-ha-visto-felice è sicuramente: delusione, perché mi rendo che in Italia una donna non ha il diritto di essere madre senza perdere la sua integrità di professionista; disincanto, perché se sei divergente e laterale vuol dire che sei caotica e disorganizzata; preoccupazione, perché in fondo per mio figlio, ormai è chiaro, ci sono solo io, con uno stipendio non proprio rassicurante e con tutte le difficoltà logistiche e di scelta tra un euro in più e un’ora in più con il bimbo; ansia, certo, perché è evidente che sta diventando difficile gestire delle criticità vita-lavoro e non sai quale può essere la scelta migliore, ma sai che urgentemente devi scegliere, anche per gli scenari nebbiosi che si profilano all’orizzonte.

In quarant’ anni ho amato e soprattutto donato in un modo esagerato e spericolato facendo quasi sempre la fine della rana nella fiaba con lo scorpione…eppure, l’ombra delle ali di Dio si è sempre vista nei momenti di maggior solitudine e dolore con i “samaritani” più inaspettati e disparati.
Ho imparato che la Misericordia e la Provvidenza probabilmente le vedi solo se ci credi. Se credi che i miracoli avvengono. Se hai fede, come dice mio figlio di avere…
In quarant’anni ho fatto scelte di cui non mi sono mai pentita ma che forse avrebbero dovuto essere sottoposte ad un vaglio più accurato, a partire dal dottorato rifiutato fino alla rinuncia della ssis con lo scritto superato: io che ho sempre amato insegnare e avere a che fare con bambini e ragazzi, ho preferito la grande azienda ed inseguire al contempo il sogno della psicologia…

…E mentre ora ascolto una compilation randomica di youtube, mentre mio figlio mette apposto le pentoline di plastica con cui abbiamo fatto la nostra cena con lui come chef, pronti a giocare a nascondino, mi sono chiesta se, nonostante tutto, io sia felice.

Una delle prime scelte “serie” degli ultimi due anni che ho fatto è stato cercare di essere felice per crescere un bambino ed un uomo felice.
E nonostante le ferite  e le difficoltà quotidiane, che di certo preghi diminuiscano ma che realisticamente quanto meno non muteranno, non ho cambiato idea.

Quindi, cara amica che mi hai parlato a lungo del tuo affetto, so che purtroppo, in fondo, mai potrai comprendere quanto le mie difficoltà non possano per definizione essere quelle di altri per una lunga serie -purtroppo- di ragioni; posso dirti però, con serenità, che se dire “sono felice” è un parolone forse irraggiungibile perché dovrebbe essere supportato da un abbondante senso di serenità che ovviamente non ho, “vedo la gioia” nella mia vita te lo posso dire.
E poiché sostanzialmente passa per lo sguardo di mio figlio, la mia gioia,  se arrivo a lavoro mezzora/un’ora più tardi in permesso sicuramente non sarò considerata performante come chi spacca il minuto in entrata ed uscita, e resterò probabilmente sempre la ruota di scorta del carro…però almeno avrà un senso, venire a lavoro, e continuare a profondere impegno ed entusiasmo nonostante ormai pare chiaro che per una serie di ragioni sia un pesce fuor d’acqua.

Ha il senso del sorriso di mio figlio, la mia gioia, che si sente il centro del mio mondo.
E ha il senso del coraggio che ho a credere ancora nei sogni.

 

#‎worklifebalance‬

‪#‎pensierolaterale‬

‪#‎pensierodivergente‬

‪#‎unconventionalthinking

‪#‎creativethinking‬ 

#theresnowaytohappinesshappinessistheway

#happiness

‪#‎pescefuordacqua‬

#connessiallavita

Filosofia da quasi-seienni

La fede consiste
nella volontà di chi crede.
(Agostino d’Ippona)

K.I.M: “Mamma, bevo un poco d’acqua, ho bisogno di sistemare l’aria nel pancino”

Mamma: “Eccoti amore” (un bel bicchiere di ACETOSELLA, l’acqua citata da Plinio nel I sec. d.c. nella Naturalis Historia, XXXI, 2)

K.I.M:”Ahhhh!!! Che bella quest’acqua!!!”

Mamma:” Già amore…quest’ acqua fa miracoli…”

K.I.M:”Mhm…mamma…ma che cos è un MIRACOLO?”

Mamma(perplessa): “Beh…amore…un miracolo…teoricamente significa qualcosa che desta meraviglia…che è straordinaria…che normalmente non può succedere ma succede…”

K.I.M.(incalzando):”Per esempio?”

Mamma: “Beh…per esempio…per esempio come si legge nella Bibbia una persona non può più camminare e sta male e allora le persone pregano Gesù, e Gesù fa un miracolo e l’uomo torna a camminare…”

K.I.M.(pensieroso): “Ah…ho capito…ma allora Gesù è un MAGO”

Mamma (°_°):”In verità il termine è TAUMATURGO: il mago fa magie, il taumaturgo fa miracoli, ma per vedere un miracolo, che non è una cosa finta come la magia, devi avere molta fede…”

K.I.M.(sguardo verso l’alto, pensa in silenzio un poco): “Ho capito. Trau…TAUMATURGO. E che significa avere fede?”

Mamma(?!):”Penso…significhi credere nell’Amore…significa avere fiducia …”

K.I.M.: “anche se uno non fa miracoli?”

Mamma: “Aver fede? Certo…”

K.I.M: “Allora io ho fede…”(e non finisce la frase, distratto dalle rondini festose del mattino).

Qualcuno mi ha condiviso il vangelo di questi giorni. “Beati coloro che pur non vedendo crederanno”. A volte i bambini sembrano veramente la voce di Dio.
Battezzati o no.

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