Note (e memorie) di viaggio -part 5-

Viaggiate,
se avete quattrini,
in buona compagnia
e guarirete.
(Pellegrino Artusi)

-26 Agosto-
Non c’è nulla di più bello per dei bambini del contatto con gli animali.
Così, allo zoo safari di Ravenna abbiamo vissuto per un giorno l’emozione della savana e della fattoria.
Il tempo è scorso lento…e per un pomeriggio anche due mamme hanno giocato a Safarilandia sulle giostre coi bimbi.
Riesci così per un tempo piccolissimo a sospendere il fluire delle cose…e dei pensieri.

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-27 agosto-
L’avventura degli animali ha continuato ad Oltremare, a Riccione. Un’avventura diversa, particolarmente emozionante per la presenza dei delfini.

Oggi eravamo più stanchi…forse era la malinconia della partenza imminente.
Due amiche lontane che si sono amate da lontano e tornano ad essere lontane.
È curioso ma è come se fossimo da sempre vicine.
E l’unica cosa che rende meno amara la partenza è la promessa di rivedersi presto…per divertirci ancora.

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Note ( e memorie ) di viaggio -part 4-

È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
(Fernando Pessoa)

Oggi ho viaggiato tra le mura della Serenissima Repubblica di San Marino con una guida d’eccezione: la mia amica sammarinese.
L ‘aria di San Marino è fresca, le strade gremite di turisti parlano di storia millenaria, il suggestivo saluto poco fuori le mura, “benvenuti nell’antica terra delle libertà” (loro che da sempre dicono”Nemini teneri”) dà al composto via vai di persone, come se fossero tutte in religiosa meditazione nel borgo, un qualcosa di magico.
E suggestivo e magico è il silenzio dei boschi del monte Titano. Al passo delle streghe, dove venivano gettate dal dirupo quelle donne accusate di stregoneria, lo stapiombo ricoperto di sottobosco ha un assordante mutismo della natura…come se l’urlo di tutte le anime che sono state sacrificate nell’era dell’oscurantismo della ragione riescano a zittire l’allegria dell’estate…o forse semplicemente perche’, come nella favola della bella addormentata, l’incantesimo di una fata ha fermato nel tempo tutta la rocca.

Pietre incantate, stratificate su altre più antiche.
L’energia positiva della terra si può quasi toccare tra radici di alberi millenari e cinta muraria.
Abbiamo percorso i sentieri fino  alla torre più alta, che domina austera la verde valle circostante.

E mi sono detta che ci tornerò ancora, per scarpinare sui vari percorsi possibili…
…Alla scoperta di nuovi incantesimi.

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Published in: on 26 agosto 2016 at 12:50 AM  Lascia un commento  
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Note (e memorie) di viaggio – part 3-

Una volta che sei stato dentro un terremoto, anche se sopravvivi senza un graffio, sai che esso, come un colpo al cuore, rimane in seno alla terra, nella sua orribile potenzialità, sempre pronto a tornare e colpire di nuovo, con una forza ancora più devastante.
(Salman Rushdie)

-24 agosto-
…Mi sveglio in Romagna nel cuore della notte. Un rumore, la TV dimenticata.
Vado in bagno.
Bevo un sorso d’acqua, mi rimetto a letto, gli altri dormono come sassi, incluso il mio bimbo a me di fianco.
Mentre tra veglia e sonno immagini si rincorrono, improvvisamente il letto in tutta la sua lunghezza comincia a tremare per un tempo che a me è sembrato eterno.
Le travi in legno scricchiolano.
Alzo la testa, ascolto rumori: praticamente sono l’unica che se ne è accorta. Nessuno ha sentito niente in casa. Dormono.
Lampadari non ce ne sono…non posso verificare l’eco di qualche oscillazione.
Per una come me che ha vissuto piccolissima il sisma del Friuli e -abbastanza grande dopo da non poter dimenticare – quello dell’Irpinia, il terremoto è come l’eterno nemico. E più lo conosci, più hai speranze di sopravvivergli.
Lo riconosci subito.
Lo pesi.
Valuti che fare.
Se qualcosa si può fare.
Ovvero fuggire…o ripararsi.
La mia parte razionale ha lavorato meglio di quella limbica, per una volta.
Mi sono detta che ero in Romagna da due giorni e che quel tremore poteva essere qualsiasi cosa; mi sono detta che se fosse stato un terremoto non era comunque così forte; mi sono detta che la casa era bassissima -solo un piano- e di recente costruzione, dalle solide travi in legno…e che difficilmente sarebbe crollata.
Tendo l’orecchio ancora un poco, il mio corpo ancora teso.
Niente.
Non succede più niente.
Mi risolvo a dormire…che al mattino altra giornata campale coi bimbi.
E col sole il ricordo del tremore notturno è quasi svanito.
Per caso leggo un post…solo per caso.
#Terremoto
Comincio a cercare l’ora. L’ epicentro.
Mi viene in mente l’ora sul telefono quando mi sono rimessa a letto: tre e venti.
Resto basita.
Tante cose mi passano per la mente.
Anche tanti ricordi. Come ogni volta sento di un terremoto.
Ricordi di eventi che a 5 anni erano difficili da elaborare.
Mi ricordo -la seconda volta in sei giorni, i giorni delle mie vacanze: l’ultima il 18 agosto, quando ho saputo si una ventitreenne morta dello stesso LNH di mia madre- che la vita può cambiare in ogni momento.
Che è un soffio.
E che non va sprecata, per quanto possibile.
Mio figlio non si è accorto di niente. Io alla sua eta’, dopo il terremoto dell’80, avevo gia’ dentro un senso di precarietà che derivava da chi si era già incontrato con l’Ineluttabile.
E ho lasciato non si accorgesse di niente.
C’è stata una giornata campale nel mondo delle fiabe.
Mentre bimbi la notte scorsa sono rimasti a dormire per sempre sotto le macerie per un terremoto…Mentre bimbi muoiono sotto le macerie ogni giorno in guerre senza senso, o in mare per non morire sotto le macerie.
Noi abbiamo fatto la nostra giornata campale nel mondo delle fiabe.
Perché la Vita è questo. Un continuo rincorrersi di dolore e speranza.
Cerchiamo di proteggere i nostri figli ma non dipende tutto da noi.
L’ Ineluttabile ci colpisce quando meno ce lo aspettiamo, e l’unica arma che abbiamo contro la disperazione, oltre alla fede, è la speranza, speranza che in certi casi veramente non si sa da dove prenderla.
A quel punto c’è la solidarietà, la carità intesa come amore del prossimo, che spesso ci aiuta a non soccombere.
Nutrire la speranza insegna anche l’importanza della solidarietà e della carità.
Ci saranno sempre altri terremoti ed altri crolli.
Quello che ci fa andare avanti sono questi sentimenti…la religione le chiama “virtù”…dare il meglio di sé…e non solo per sé, ma anche per gli altri.
Finché si è vivi.

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Note ( e memorie ) di viaggio – part 2 –

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.
(Edgar Allan Poe)

-23 Agosto-
… Ho finalmente incontrato l’aria fresca dei mattini e dei tramonti in Romagna ed il calore dei romagnoli.
Ad esser precisi romagnoli e sammarinesi.
Ho viaggiato in Cabrio tra le campagne del ravennate, con i riflessi di agosto a rincorrere capelli al vento e note di un disco di canzoni d’estate.
Con i bambini abbiamo sussultato su giostre e camminato per ore fino allo sfinimento, dopo’ file alle attrazioni.
E tornati stanchi, abbiamo sorriso e ci siamo detti che il giorno dopo avremmo ricominciato daccapo.
In tutto questo un pensiero prima di andare a letto…un piccolo magone.
Cancellato.
Il tempo di questi giorni di vuoto e sensazioni.

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Note ( e memorie ) di viaggio -part 1-

È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria.
(Voltaire)

-22 Agosto-
…Non è mai capitato che io e il mio bimbo intraprendessimo due viaggi nella stessa stagione. Nello stesso anno, addirittura.
In verità, da sette anni col mio bimbo abbiamo viaggiato poco. Gestire un figlio da sola, sempre, 24 ore su 24, 365/366 giorni all’anno, implica anche la grande responsabilita di pensare sempre e solo prioritariamente a ciò che è meglio per lui, non per sé. Così, salvo che per la seduta di laurea triennale a Roma  -in cui, considerata che era la seconda laurea e non essendoci alcun parente mi sono laureata letteralmente con mio figlio in braccio- finché non lo ha chiesto lui di viaggiare, di andare in nuovi luoghi, non siamo mai stati troppo lontani da casa.
Nelle ultime tre stagioni è emersa la sua curiosità per il mondo…e il viaggio come per me, anche per lui è motivo di sogni e fantasie. Mentre scrivo siamo nella Circum, e lui guarda fuori e sorride. Mi dice immagina uno dei suoi viaggi.
Quest’anno, di inverno, mi aveva chiesto, incantato dalla pubblicità della riviera dei parchi, di poter andare in quei luoghi.
Ed è solo per l’affetto di una persona se, dopo una settimana con i nostri amici al mare,  abbiamo la fortuna di fare qualche giorno nel mondo romagnolo della fantasia.
C’è sempre qualcosa di provvidenziale nell’amicizia.
Almeno nella mia vita, nei momenti più difficili, in cui la solitudine si faceva più schiacciante, un angelo dallo sguardo amico mi tendeva la mano….
La “freccia” ci aspetta. Torno dopo anni in luoghi che hanno visto la spensieratezza dei miei 20 e 30 anni: il “gran tour” dell’Italia dell’estate 1998 che toccò anche Rimini e l’incantevole Bologna che nel 2007 mi ospitò durante la sequela di Mika in Italia…
…È bello poter tornare con mio figlio: ora…”l’avventura” ha un sapore nuovo🙂

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Holidays

Il far niente è una meravigliosa occupazione. Peccato che bisogna rinunciarvi durante le vacanze, quando l’essenziale è proprio quello di fare qualcosa.
(Pierre Daninos)

…Ho sempre pensato di essere stata inglese in un’altra vita – se per caso esistesse la reincarnazione.
Ho amato la lingua inglese fin da bambina, in un’epoca in cui alle elementari inglese non si insegnava.
Probabilmente la responsabilità è da attribuirsi ai Beatles, ai Rolling Stones e ai Pink Floyd: ma il fatto che sia “una lingua indoeuropea appartenente al ramo occidentale delle lingue germaniche, assieme all’olandese, all’alto e basso tedesco, al fiammingo e al frisone. Conserva ancora un’evidente parentela col sassone continentale (dialetto del basso tedesco), oltre a forti influenze latine”(fonte:Wikipedia) la rende indubbiamente capace di esprimere in una parola, quasi come gli ideogrammi, la suggestione di un significato più ampio.
Per esempio: Holidays. Da “Holiday”: giorno sacro, giorno santo.
Giorno festivo.
Il plurale è diventato”vacanze”.
E cosa c’è nella “vacatio”?
Il sacro della libertà, dell’otium inteso dai latini.
La possibilità di svuotare, per quanto possibile, al mente per far posto a tutto quello cui quotidianamente non riusciamo a prestare molta attenzione: sensazioni, odori, sapori, colori.

…Lasciata l’amena Santa Maria, l’ultimo bagno sulla Riviera dei Cedri di questi sette giorni è sulle sabbie dell’anno scorso.
Mio figlio è un po’ malinconico. Io invece sono contenta di averlo portato con i piedini nelle limpide acque dell’Abatemarco: ci venni’ultima volta vent’anni fa, quando mio figlio era ancora nei miei sogni, e come una bambina mi divertii a risalire il fiume e a catturare rane.
La nostra vacanza improvvisata in un Agosto di sole continuera’ sulle rive dell’Adriatico, ancora grazie all’affetto di un’ amica che ci regalerà la magia dellaRiviera dei Parchi.
È solo grazie a due amiche se anche quest’anno sto riuscendo a far vivere a mio figlio la magia del viaggio e della scoperta. Spero un giorno di poter dare loro settanta volte sette quanto mi stanno dando: per ora posso solo benedirle… ♡

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Il mare al coperto

…Io il mare lo preferisco così.
Quello dei giorni coperti,
placido come una culla,
trasparente come il cuore di un bambino
dal profumo intenso e struggente
di ricordi collettivi di migliaia di persone…
…che parla di terre lontane,
che unisce persone lontane.
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Ma che ne sanno

…Che ne sanno.
Che ne sanno se non l’ho scritto, se l’ho nascosto dietro ad un sorriso, quello schiaffo o quel sottile violentarti l’anima ogni giorno, perché alcune cose le riesci a dire: di altre te ne vergogni troppo…per troppo tempo.
Che ne sanno se ho cercato il lato positivo,
se ho scavato nei cuori di pietra come se fossero quei punti X sulle mappe del tesoro…con l’illusione che ci fosse qualcosa di prezioso…
Che ne sanno di briciole cercate come nelle favole alla ricerca di un posto che ti facesse sentire a casa…umiliando la tua dignità ogni giorno…
…Che ne sanno.
No, non si sa…
Non si sa  dire…
Non si riesce ancora a dire…
…non si può dire.

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Published in: on 11 agosto 2016 at 1:17 PM  Comments (1)  
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Un bagno di Sole

(In Italia) nel mese d’agosto, persino Dio è in vacanza.
(Gabriel García Márquez)

Il tempo migliore per il centro direzionale è Agosto, quando tutto è deserto.
Esci dall’ufficio con una escursione termica di dieci gradi…e non solo.
Causa penombra di tende abbassate per il sole del meriggio, che trafigge vetro e cemento, è più facile dare riparo ai pensieri bui, nel palazzo, tra una telefonata e una pausa…
…Quando sei fuori, l’ Estate invece ti sommerge in tutto il suo splendore.
Non hai scampo, sei come un naufrago di strada in balía di onde di luce, che ti soffiano sul viso la brezza della marina. L ‘aria di mare, tra le correnti ascensionali, pare sollevarti nel sole.
Per una volta, non camminare all’ombra.
Prendi il corridoio centrale, se hai le lenti toglile, e permettiti un bagno di sole. Il vento ti rendera’ il viaggio mite…tutto sembrerà più lento e dolce.
I rumori di fondo del mondo ti sembreranno più ovattati.
E se guarderai in alto, in quell’azzurro impareggiabile pennellato di sbuffi di gabbiani, per un momento, un solo momento, quasi sospeso anche tu dalla brezza calda che sussurra con la tua musica preferita un girotondo di emozioni…ti sembrerà di essere un pezzettino di quel blu.
Chissà perche’…succede solo d’estate.

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Per essere felici

Per essere felici
bisogna eliminare due cose:
il timore di un male futuro
e il ricordo di un male passato;
questo non ci riguarda più,
quello non ci riguarda ancora.
Seneca

Qualche giorno fa qualcuno mi aveva ricordato qualche filosofo sulla felicità…
… Ma per un filosofo è più facile ricordare i pensatori che creano domande più che quelli che cercano di dare risposte.
Ad ogni modo, è Agosto:
il male passato non fa più male,
il male futuro è inevitabile
e cercherò di avere lo stesso coraggio e la stessa forza di sempre anche davanti all’ennesima prova.

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