Il sorriso e la mano di Dio

La tua bellezza
la tua grandezza
la tua dolcezza
la tua saggezza
non sei solo un amore
di bimbo:
sei il sorriso
e la mano di Dio
che mi accarezza.

#figlio #madre
#son #mother
#motherlove

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Filosofia da seienni (e non solo) – Sogni e paure

Diventiamo grandi
grazie ai sogni
(Woodrow Wilson)

 

“Grazie mamma per avermi incoraggiato: senza il tuo incoraggiamento non ci sarei mai riuscito.”
(in merito ad aver risolto un livello particolarmente complesso ad un gioco sul tablet)

“Sono contento di vivere: ho una vita piena di sogni”
(in merito ai progetti che abbiamo fatto insieme per questo pomeriggio di sabato e parlando un pò dell’oltre)

Queste le esternazioni di un bambino di sei anni in un sabato di fine vacanze.

Lo stesso bambino che da due giorni prende la mano e mi dice “mamma…ho paura della nuova scuola…e se la maestra mi sgrida perché non sarò bravo?”, ed io a spiegargli che anche io ho paura di tante cose, ma le paure passano, si affrontano pezzettino per pezzettino…passo dopo passo…

…Tutte le esternazioni di mio figlio, sogni e paure, vengono fuori in un periodo in cui ho più paura di lui considerando ciò che ci aspetta per la nuova stagione e per quanto sia sempre più difficile riuscire a conciliare le mie più-di-12-ore-fuori-casa ed il fatto che, di fatto, mio figlio abbia solo me come punto di riferimento logistico guidando solo io oltre che principale riferimento affettivo essendo l’unico genitore presente, di fatto, nella sua vita.
Tuttavia gli sorrido, e lo rassicuro, e gli dico sempre che ce la può fare…ed un pò lo dico anche a me stessa.

In qualche modo si fa. Anche magari decidendo mio malgrado di fare il sacrificio economico del passare al part time per dare più coraggio al mio bimbo e maggiore serenità a me.

E magari investire questo tempo guadagnato nella realizzazione di sogni in costruzione…

Sogni ed Aquiloni

Sogni ed Aquiloni

 

#worklifebalance #eumanagestress #stress #equilibriovitalavoro

 

Elogio dello stirare

Soffriamo di ricordi,
osserva Freud,
ricordi dimenticati,
che non ci dimenticano.
(Ángel de Frutos Salvador)

…Li ho contati.
In totale tra me e mio figlio sono:
17 pantaloni
35 maglie
11 vestiti
3  parei
3 kaftani

Stirati.

Questo per accumulo pre e post vacanza.
Mi ha fatto compagnia  #timusic queste due ore e mezzo, mentre mio figlio ascoltava favole e contemporaneamente cercava di superare l’ennesimo livello di Minion Rush.

Immagino la vostra faccia.
Mio dio, stirare…vade retro!

Ma a me piace stirare.
Parecchio.

Due-tre motivi validi ce li ho per giustificare questo mio insano piacere,  che credete…

…Innanzitutto i ricordi.
Non sono mai riuscita a fare nulla con la mia mamma.
Lei non voleva, o non aveva tempo da perdere.
Ma stirare cumuli di fazzoletti e federe, si.
E piegare le infinite pile di pannolini di stoffa delle mie sorelle gemelle appena nate, anche.
Avevo poco piu’ degli anni di mio figlio ora.
Quando ripenso alla mia mamma super distratta e super esaurita dalla sindrome della casalinga perfetta e dalla gestione di 4 bambini tra cui quella che considerava ormai “grande” aveva appena sette anni, mi dico che mio figlio è più fortunato di quanto io stessa pensi, perché con la sua mamma può fare tutto…anche cose che dovrebbe fare con il papà assente all’appello… la sua mamma trova sempre tempo e voglia.
Per lui che è tutto, e il resto è il contorno.
Non l’inverso.

Un altro motivo è che stirare mi rilassa.
Come il giardinaggio.
Sistemare le pieghe…mettere ordine nel caos del sintetico e del cotone…
…Mentre il braccio come il mare leviga, i pensieri vagano liberi. Messi un po’ come si fa con i bimbi quando fai shopping, nella ludozona a svagarsi.
Autorizzata a stare in un solo posto per qualche ora,  senza stressarmi e sbattermi a destra e manca…

.. Incredibile come alla maggior parte delle persone faccia l’effetto esattamente opposto, lo stirare.
Forse basterebbe solo cambiare prospettiva…

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Vivere e trascorrere le vacanze

L’etimologia di una lingua cela tante sorprese.
Per esempio la parola “trascorrere” vuol dire “passare oltre”.
Così quest’anno posso indubbiamente dire che ho cercato di “trascorrere” le vacanze, vacanze che non immaginavo cosi’, vacanze improvvisate  ed  organizzate per mio figlio, mentre ho cercato di farle “vivere” al mio piccolo che ne aveva tanto bisogno.
Ed è accaduto che nelle pieghe di quelle “sincronicita'” che si occorrono e si rincorrono da qualche mese, che sia tornata in un posto in cui sono venuta per due-tre anni esattamente una ventina di anni fa.
Certo che le cose in vent’anni cambiano.
Ma altre no.
Allora non c’era lo smartphone, e le foto del periodo sono in un album dalla copertina colorata, non su un PC…
…Prima di partire per le vacanze gli ho dato un’occhiata e ho scoperto che troppo spesso ho “trascorso”invece che “vissuto”.
Proprio per questo ieri ho portato mio figlio a fare una lunga passeggiata, per strade che vent’anni prima ho percorso da sola…Al mio bimbo piace camminare, e abbiamo visto fiumi e strade…e ho recuperato così parti di me perdute nel Tempo grazie alla mano di mio figlio nella mia.
È proprio vero che non tutto il male viene per nuocere.
Sembra una frase fatta, specie per chi ne ha avuto parecchio, di male, e per di più da persone false e malate di narcisismo che fino al giorno prima hanno avuto il fegato di abbracciarti e baciarti.
Ma è così.
Non viene per nuocere.
Ti segna e ti insegna.
A “vivere” di più e a “trascorrere” meno.

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La tristezza non chiede il permesso

Arriva di notte,
arriva anche in vacanza,
arriva anche se ti sforzi tutto il giorno di pensare al momento, all’attimo presente e fuggente…e arriva anche se ti concentri a fare di un giorno intero un giorno per tuo figlio, un giorno bambino, un giorno senza pensieri.
La tristezza non chiede il permesso.
Vive in quelle stanze lasciate vuote che ancora non riesci a svuotare completamente.
E quando tutto tace, come uno spettro si aggira in quel castello di cartapesta di sogni sbiaditi e perduti dell’anima.
Arriva e se ne accorge tuo figlio, che ascolta  una canzone di lontano e dice “mamma, questa canzone mi mette un po’ di tristezza, però…”
Lui non lo sa che prima ancora di ascoltarla lui, la tristezza tu già la sentivi nel silenzio.
O forse lo sa così bene che è riuscito a dare nome al velo negli occhi.
Non ci resta che accoglierla nell’attesa di svuotare gli appartamenti in cui soggiorna. Così che, come una maledizione sia disfatta dalla stessa natura che l’ ha generata…

Il miglior modo

Il miglior modo
per vivere
un presente
tenuto stretto tra i denti
come un osso
è non farsi sopraffare
dalle nostalgie di un passato
bugiardo.

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Lavorare(e vivere) d’Agosto

Adoro il mio lavoro.
Specie in Agosto.
Quando in ufficio c’è pace e gli ascensori non indugiano tra piani che ti ritarderanno.
Col fresco del climatizzatore ed il tempo che scorre più veloce.
Con i clienti che hanno voglia di partire…e di cambiare.
Anche gestore.
Che chiamano a raffica ma sorridono con la voce ed hanno tanta voglia di parlare. Che ti dicono “a te devo dare 11!” ed io a spiegare che non sono oggetto di sondaggio, ma ringrazio della stima.
Che non vedono l’ora di tornare un po’ come si torna dalle ferie di Agosto, “perché forse siete un po’ più cari… ma siete i migliori”.
Che con questo caldo,  mentre il mare lambisce le loro caviglie ed io invece rispondo loro tra i roventi riflessi di vetro del centro direzionale, dicono “mi ha messo allegria parlare con Lei oggi..grazie” giusto perché io non vendo, io consiglio la scelta migliore.
Che siamo comunque noi.
Adoro il mio lavoro.
Specie in Agosto.
Che arrivo presto -ed in anticipo!!- perché mio figlio purtroppo in questo mese è “parcheggiato” a casa e non devo accompagnarlo perdendo il treno,  lui che si svegliera’ tardi -pigrone com’è- sollevando mio padre da troppe ore di scorribande…e torno presto a casa proprio per questo: per la bicicletta, e le giostre, e la cuginetta…
…Se sapessi mio figlio a divertirsi da qualche parte, indubbiamente il mese migliore per andare a lavoro sarebbe proprio Agosto… ma, ahimè, in qualche modo anche questo mese devo saltellare come un canguro tra le pieghe della Vita di madre single.
Ma in fondo è questa, la vita…

#Tim  #ivaloriditim  #worklifebalance #Life #Noi

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Sei anni

…Da quando sei nella mia vita
Tutto
ha un senso più grande.
Anche nei momenti più bui
È  il tuo sorriso
a richiamarmi alla Luce.
Come il Sole
il tuo sguardo su di me
è il monito che è sempre azzurro
oltre le nuvole.
E mi piace pensare
che sia stato il mio Amore
ad averti fatto dono
del calore che sai dare al mondo…
…Lo sognai fin quando eri un fagiolino nel mio grembo
quel bambino che mi sorrideva seduto ad un tavolo
e che poi correva ad abbracciarmi forte.
Seppi così che eri maschietto
ed ora che sei un piccolo grande uomo
Mamma sa ogni giorno di più
che la ricchezza
ha il colore della terra dei tuoi occhi
e la grandezza della tua mano
che stringe la mia
sempre un po’ di meno,
che sempre un po’ di più mi saluta da lontano,
ma che non smette mai di carezzarmi.
Buon sesto compleanno, amore mio.

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Malinconie

Curiosa
la malinconia di certe sere
in cui ti sembra di aver
perduto
qualcosa che hai appena ritrovato.

Sincrononicita’ #2 (le cose curiose della vita)

Le cose curiose della vita.
In questi mesi difficili per una serie di, come al solito, “strane” coincidenze radio e video tv mi passavano musica di una quindicina d’anni fa.
Già di per sé la cosa ha avuto un effetto terapeutico: ero agli studi della laurea in filosofia, avevo tanti sogni, tanta energia e parecchie sofferenze in meno… c’era anche mia madre ad ascoltare la differenza tra Piaget e Vygotskij.
Era il periodo di desideri e speranze pure. Di quel periodo ho avuto la fortuna di vedere compiute nella mia vita due cose: gli studi (che per me non finiscono mai) e il dono della famiglia attraverso una figlio (anche se avevo sperato una famiglia “classica”)
E come mai avrei potuto immaginare,sono passata anche per molta sofferenza.

Ad ogni modo…in queste sincronicita’ conosco una persona che poi capisco  che da un certo punto di vista viene dal mio passato…che vedevo spesso, di lontano, cui immaginavo i pensieri, i sogni, che conoscevo di riflesso attraverso i racconti di un’altra persona…dopo quindici anni ora stranamente sono passata attraverso lo specchio…attraverso quel riflesso e sono dall’altra parte.
Non è una cosa che capita sovente nell’esistenza umana.
Ora quella persona ce l’ho di fronte, col suo carico di vita e di sofferenza, proprio come il mio.
Con quindici anni e un po’ di paure in piu’.
I suoi occhi parlano con me anche se spesso pare mi fuggano.
Parlano con me.
E grazie a questa persona sto imparando che la Vita può avere certo in serbo le sorprese più amare, ma anche le esperienze più curiose, dolci e ovviamente sorprendenti, che pare prendano linfa proprio da quelle più amare.
E che il viaggio è più importante della meta, quindi è meglio farlo nel modo più positivo possibile…

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