Le notti delle perseidi

…Questa notte, tra la veglia e il sonno, il mio incubo era più reale.
Allora mi sono seduta in mezzo al letto, Kim dormiva beato a fianco a me.
Ho pianto ancora.
Ho cercato di ragionare, per la prima volta dopo più di un anno.
Negli ultimi tre giorni, il mio profondo dolore è diventato un grido.
Prima nessuno sapeva.
Dopo, chi ha saputo mi ha detto di starci anni luce lontana.
Che era chiaro come lui era, solo io non lo vedevo.
Ed io a difenderlo.
A giustificarlo.
E tutti a dirmi che ero cieca.
Chi lo conosceva e chi no, e si basava sul suo comportamento, specie gli uomini.
Ed io de coccio.
Ho creduto e confidato in lui.
Ed ecco l’epilogo.
Avevano ragione.
Ero cieca.
L’unico barlume di chiarezza l’avevo avuto l’Agosto scorso.
Una trottola, un giocattolo, in mano ad un infame egoista.
Il giocattolo spupazzato.
Ma è stato abile a distruggerlo, il giocattolo.
A distruggermi.
Ha distrutto ogni cosa nella mia vita…sono circondata da cocci, sotto ogni aspetto: lavorativo, di hobby, di studio, di affetti.
"Ti ho amata disperatamente".
Ma cosa.
Ha saputo dire anche peggio.
"Il nostro amore è puro"-
Come no.
Una cosa sola pura ne è uscita, e fosse dipeso da lui l’avrebbe eliminata.
Appena il gioco non ha divertito più, ha lasciato tutto ed è tornato "sotto la gonna della mamma/moglie".
Anche questo mi avevano detto.
Ed io no.
Cieca fiducia, per la prima volta, in un essere umano.
L’unico essere umano che non la meritava.
Se di essere umano vogliamo parlare.
Anche un serial killer fa parte della categoria essere umano, ma ci vuole stomaco a definirlo tale.
Guardavo Kim stanotte.
Fuori, un cielo buio di stelle morenti.
Che miracolo che lui sia qui.
Si fa presto a dire bimbo.
Quanti ne nascono per caso.
Il mio no, non è nato per caso.
Stanotte è quello che mi chiedevo, piangendo.
Perchè lui è qui?
"Perchè io ho amato veramente".
E per l’altra parte?
"Non doveva nemmeno esserci.Non lo voleva. Eri il passatempo, la ruota di scorta, il piccione cui si da le briciole e ti diverti e ti compiaci a vedere che vive del poco di pane che gli poni nella tua mano. Forse senza il bimbo il suo gioco sarebbe potuto continuare…ma sempre gioco sarebbe rimasto".
E come si può pensare che uno che è già padre non pensi e non ami, "non senta suo" un figlio di cui, prima che la pancia fosse evidente, millantava l’orgoglio dell’averlo generato e del miracolo del suo sangue misto col mio?
Sempre parole, sempre epifanie momentanee.
Sempre gioco.
Solo questo, ogni sua parola.
Un bambino che gioca a second life.
Ad un certo punto Kim ha spalancato i suoi grandi occhi da piccolo alieno.
Ho sentito il Senso.
Lui, il padre, non mi vuole perchè non mi ama.
Quindi mi sono sbagliata. Non era lui.
Il difficile sarà spiegarlo al mio bambino. Ma ha un lungo diario, lungo quanto i 265 giorni di gestazione. E gli sto scrivendo anche in questi giorni, penso continuerò fino al primo anno di vita…per una cronaca day by day delle mie emnozioni.
Glielo farò leggere quando sarà abbastanza grande per discernere ed esprimere giudizi.
Non dovrò aggiungere altro.
Il problema ora è come gestire questo sentimento e questo dolore, che non si possono cancellare come un errore.
Magari.
Magari fosse come diceva lui, "ti sveglierai e non ti ricorderai più che esisto", "quando nascerà tuo figlio non ricorderai nemmeno più il mio nome".
Magari.
Quando un sentimento è vero, non è così facile.
E’ come la morte di una persona cara.
Ma lui, che di sentimenti veri non ne ha, non lo può sapere.
Ecco perchè gli è stato facile comportarsi come si è comportato, con tutti, e soprattutto con noi.
Ed ora, poi, come se nulla fosse. Proprio ora.
Dicevo, ho sentito il Senso.
Com’è che Kim è qui?
C’è per l’unica cosa di buono che abbia mai fatto quella persona.
Una persona che non fa altro che distruggere, per una volta ha pro-creato, in modo più o meno volontario.
E il buon Dio lo ha permesso per salvare la mia vita.
Così è chiaro cosa resta di tutto il mio amore sprecato.
Restano le molecole che girano nel corpo di mio figlio.L’unica parte di quella persona da salvare.
Il suo sangue misto al mio.
Ecco cosa amerò.
Così il mio amore non sarà stato vano, buttato, tradito…non mi sentirò più abbandonata da lui, orfana.
Lui non mi vuole. Mio figlio si.
Mentre ci fissavamo, stanotte,e piangevo su tutto questo, gli è partito uno di quei sorrisi che si prendono tutto il viso…uno di quei movimenti involontari della zona orale, ma che la tradizione giustifica con "gioca con gli angeli"…
…Kim gioca spesso con gli angeli. Sorride più di quanto piange, se si sente bene.
E farò in modo che non smetta mai di farlo, visto che il padre vorrebbe il contrario.
Per tutti e due.
E amerò mio figlio anche per quello che rappresenta di buono e di salvo in questo amore violentato da quella persona.
Amerò il Senso, per imparare a non soffrire più di tutto il resto, che senso non ha se non quello distruttivo e malefico dell’egoismo narcisista di un uomo.
Quell’uomo che non ama nemmeno se stesso.
Imparerò a capacitarmi che avevano ragione tutti, e che io sono stata una stupida cieca.
Che lui mi ha sempre mentito.
Che mai ha sentito qualcosa di vero o di puro per me.
Che l’evidenza non si può negare più ormai.
Che solo una cosa si è salvata, e ha Senso, per fortuna, altrimenti sarei già impazzita, come tante anime fragili.
E la mia è fragile assai, a dispetto dei molti che mi vedono forte.
Agosto passerà.
Arriverà Settembre.
E tutto cambierà.
Avrò giustizia, lo so, un giorno.
E pace.
Un giorno anche il VERO AMORE.
Dio è l’unico che sa scrivere dritto anche sulle righe storte. Lo ha dimostrato con Kim.
 
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Published in: on 11 agosto 2009 at 10:43 AM  Lascia un commento  

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