Meriggiare

…Oggi pomeriggio c’era il sole.
E nell’ora del demone del meriggio, ho portato mio figlio a visita dalla pediatra.
Sembrava estate.
C’era un sole cocente che filtrava dalla finestra appena tendata dello studio, in clinica, e mio figlio nudo su quel lettino, così lungo e mingherlino, tutto occhi ed un sorriso che incanta sempre la dottoressa, mi guardava meditabondo, parlottando ora con me ora con la dottoressa.
Il mio bimbo sembra pensi sempre.
Debbo dire che tra i nomi impostigli, Immanuel è il più azzeccato.
Da oggi ha cominciato, curiosamente, anche a fare un’espressione bizzarra e divertente: quando gli parlotti troppo, insistentemente,, lui alza gli occhi al cielo quasi per dire"uffa", poi torna a guardarti e ti fa un mezzo sorriso, come per compiacerti.
Forse mio figlio è solo pigro, visto che non riesce, tra l’altro, a stare semiseduto.
O forse no.
Così oggi, mentre mostravo alla dottoressa che a pancia sotto si muove veloce come un pesciolino(sarà un nuotatore? Il mio piccolo Nemo! Ha sempre nuotato tanto, anche nella pancia!) e tiene la testa alta come una tartaruga- fin dal primo mese- ma non se ne parla nemmeno di girarsi (anche se vorrebbe, si arrabbia perchè non ce la fa)e lei mi consigliava prioritariamente una visita dal neurologo e poi qualche altro esame, io lo immaginavo, non so perchè, nel giardino dove sono cresciuta, dai miei nonni, con quello stesso sole…solamente quando più grande ho associato quei pomeriggi al sole cocente alle immagini di questa poesia.
Oggi pomeriggio, invece, immaginavo la conosca già, mio figlio.
Non so perché.

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(Eugenio Montale)

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Published in: on 23 dicembre 2009 at 1:37 AM  Lascia un commento  

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