…Dove eravamo rimasti?

Ho scoperto un paradosso:
che se ami finché ti fa male,
poi non esiste più dolore,
ma solo più amore.
[Madre Teresa di Calcutta]

 

…E’ bello tornare a sorridere quando vedo i fidanzati coccolarsi per la via.
A lungo non ci sono riuscita. E non per invidia…sembra sia l’unico peccato di cui non abbia mai sofferto. Almeno quello.
Ma vedere fidanzatini in giro per mesi mi riapriva ogni volta la ferita di ciò che avevo perduto, e gradualmente il pessimismo psicologico si era trasformato in pessimismo cosmico (per dirla leopardianamente…oh natura oh natura…perchè di tanto inganni i figli tuoi?).
Li vedevo e li immaginavo perduti, in un angolo del loro dolore, pensando che quello che loro vedono, in quell’istante, eterno, in realtà scompare come un battito d’ali, e non ti resta che sabbia tra le mani.
Per tanti, tanti mesi, delle piccole cose che un tempo mi procuravano gioia, dalla musica ad un piccolo fiore, l’unica cosa che oramai riusciva a strapparmi un sorriso era lo sguardo di un bambino…E l’unico valido motivo per vivere è stato a lungo lo sguardo del mio, di bambino, a cui mi sono legata come Ulisse all’albero della Nave nel golfo delle Sirene, per non  cedere alle lusinghe del dolce oblìo.
E’ per lui che ho combattuto quei giorni in cui ero incapace di alzarmi dal letto e combatto quelli che vengono ancora, come per lui lotto affinchè l’ansia diventi sempre meno frequentemente angoscia, e che nessun attacco acuto mi faccia sudar freddo, informicolire e venire la tachicardia. Per lui, perchè la sua vita in divenire merita tutta la serenità che è in mio potere, mi sono laureata per la seconda volta, nel secondo buio della mia vita.

Cosa potrò fare ora, che la fredda notte invernale  sta lasciando posto alla tiepida Primavera? Forse non molto di diverso, o di migliore. Ma è già così bello poter vedere chi si ama e sorridere, e credere che per qualcuno durerà per sempre…o almeno ci crede.
E sperare di meritare una fortuna del genere, prima o poi.

Essere contenti perchè si è vivi, ad avere di nuovo voglia di suonare, cantare e leggere…E questa volta con tuo figlio. E aver voglia di costruire.
Per questo mio sorriso devo ringraziare un piccolo uomo ed uno un pò più grande.
Il piccolo è mio figlio.
Il più grande mi ha insegnato un bel pò di cose.
Per esempio, che le persone ti possono piacere per quello che sono, e che l’Amore è forse proprio questo: amare a prescindere da quello che ti hanno detto o non detto, fatto o non fatto,  perchè l’Amore non si spiega. Che l’Amore ha una propria dignità, una propria nobiltà, ed una propria saggezza. Soprattutto quando è evidente che sia stato offeso e calpestato. Nutre la vita, e la possibilità di amare ancora, e di fidarsi del e confidare nel prossimo. E che non bisogna vergognarsi dei propri sentimenti, anche se gli altri ti dicono che sono senza senso o fuori luogo.
Mi ha insegnato, infine, a credere più in me stessa. E’ la prima volta che mi rendo conto che qualcuno mi parla non perchè mi adula, ma perchè vede quello che io mi ostino a non voler vedere per la mia distima. Mi hai insegnato a fidarmi di me, e a volermi più bene.
Come gli ho detto questa sera, è stato il mio spartiacque…diciamolo pure…il miracolo del Mar Rosso. 🙂

 

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Published in: on 28 marzo 2011 at 11:44 PM  Lascia un commento  

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