Un ferragosto quasi “normale”

Oggi ho trascorso una giornata di ferragosto quasi “normale”… Normale come quelle che trascorrevo da piccola.

Quei pochi, rari giorni in cui mio padre metteva da parte l’apatia e l’asocialità che lo contraddistingue e cedeva agli entusiasmi sociali di mia madre, e a frotte  familiari ed amici si portavano tavolini richiudibili e barbecue improvvisati con thermos giganti di carne da cucinare in loco in montagna o al mare, e pasta al forno, dove all’odore della legna bruciata si mischiava l’odore della salsedine o quello delle sterminate pinete marittime.
Quella gita fuori porta sembrava sempre un trasloco, ma faceva parte del gioco, del rito…

…La notte prima non dormivo mai.
Capitava così di rado la possibilità di stare in compagnia…
…Avrei rivisto i cuginetti, immaginavo le avventure da costruire, le arrampicate e il nascondino che ci avrebbe fatto trovare, inaspettatamente, un qualche tesoro sepolto…o un amuleto dai più improbabili poteri magici…

Oggi l’aria era estiva, di quelle che non soffocano, di quelle che respiri e lo senti, lo capisci, perché l’estate è considerata la stagione più bella. L’aria brillava, ma non pizzicava.
E il suo riflesso sull’acqua rimandava piccole nuvole passeggere e gabbiani candidi in un azzurro di luce.
Ed ecco borse e borsucce thermos, pasta e insalate, e tovaglie vecchie su tavoli da camping…

…Ho pensato a chi non c’era, era inevitabile. Non si poteva essere malinconici, oggi, con quest’aria perfetta, ma il pensiero a chi non c’era aleggiava  come quel Papilio sulle ginestre.
Ho pensato alla famiglia che poteva essere, e che non c’è.
Alle due famiglie, a dire il vero, che non ci sono.

E poi ho guardato mio figlio.

E’ mio figlio che mi ha portato indietro fino a quando ero bambina, a ricordare quei ferragosto “normali” che mi emozionavano tanto da non farmi dormire la notte.

E sono stata orgogliosa di me.
Perché sono riuscita a dare a mio figlio un ferragosto quasi “normale” nonostante tutto.
Se finalmente ci sono riuscita, vuol dire che la “normalità” non è poi tanto lontana.
E che possiamo emozionarci ancora.

 

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Published in: on 15 agosto 2012 at 11:21 PM  Lascia un commento  

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