Alla mia sorellina gatto

Gli occhi di un gatto sono finestre che ci permettono di vedere dentro un altro mondo.
Leggenda Irlandese

 

…Per gli apocalittici dei numeri era una data nefasta: 6/6/96.

Ti presi da un trespolo di una gabbia per uccelli, ma fosti tu che scegliesti me. Eri nata nella tarda primavera, ed eri grande quanto una mano.

Ed io avevo appena compiuto 21 anni.

Quel giorno qualcosa di nefasto pure accadde, la mamma fece un brutto incidente con l’auto, o meglio lo subì,  quando corsi all’ospedale l’auto era praticamente sfasciata…ma per fortuna i colli e i bracci erano fasciati, ma non rotti.

Ho sempre pensato che forse quella fortuna nella sfortuna l’avevi creata tu.

Dovevo scegliere un nome e un giorno avevo visto un cane grosso e pacioccone che si chiamava Brina. Avevo amato per i gatti il nome Sabrina e mio fratello,  visto il tuo carattere, avrebbe preferito Birba…ma la verità è che quando guardai i tuoi profondi occhi di gatto sapevo giù come ti chiamavi, come se ritrovassi qualcuno perso nel calderone dell’Eterno, come si conviene alle grandi storie d’amore su questo Pianeta.

Così, sorellina Brina. mi hai visto crescere, mi hai visto piangere, e per fortuna anche sorridere, qualche volta.

Hai vegliato il corpo di mia madre, ma solo quando la gente era andata via e nel buio profondo della notte, quando si favoleggia che le anime incontrino il proprio angelo per volare via.

Hai saltato e giocato con me, e sei stata paziente e coccolona con il mio bambino, ci sei sempre stata per regalare una carezza quando il mondo era troppo dinisinteressato dal fartela.

Io ho fatto poca cosa per te, anche davanti alla tua ultima ora.
E per la seconda volta in vita mia, io che prevedo i terremoti e le morti, i colpi di fortuna e le disgrazie, non ho voluto vedere la realtà, che te ne stavi andando via…

….Così ti ho creato un giaciglio coperto, tu che cercavi disperatamente di nasconderti. E nessun lamento. Solo quando ti carezzavo, tu lanciavi un miagolio disumano, ma hai continuato a fare le fusa.

Fino all’ultimo abbraccio.

Te ne sei andata senza un lamento, senza fare rumore, con ‘eleganza di un gatto.

Ed anche se conosco la morte il tuo corpo freddo lo vorrei tanto riscaldare come tu hai tenuto calda la mia casa per sedici lunghi anni.

K.I.M,  con il mocciolo al naso ha guardato me  che ti carezzavo con la testa bassa e ti ha guardato  mentre già avevi cominciato il tuo lungo sonno. E ti ha detto: ” Brina è taaanto stanca! Ha bisogno di dormiiiiiire! Ciao Brina, ci vediamo domani!”.

Sarà difficile spiegare al bimbo dove ti porterò adesso che non vedrà più il suo amico gatto.

Tu continua a giocare con lui nei suoi sogni.

Ti voglio bene!

26-12-08_0012 kimebrina brinaccia!

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