Spiegare l’Assenza a mio figlio

Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte,
la miseria e l’ignoranza,
hanno stabilito,
per essere felici,
di non pensarci mai.
(Blaise Pascal)

…Mio figlio ha visto la mia sorellina  gatto che si era addormentata per sempre, e facendosi una sua ragione della sua immobilità e del tono emozionale dei miei occhi ha risolto che evidentemente il gatto era molto stanco e che doveva dormire,(“Poverinoooo, riposati!!”) l’ha congedata al giorno dopo e mi ha voluto attaccato a sé tutto il resto del tempo, perchè quel non-so-che che non riesce a concepire a livello logico-emozionale lo sente comunque, e ha voluto stare tutto il tempo in braccio a me.

E’ il suo primo incontro con la Morte, ma non con l’Assenza.

L’Assenza del padre, in primo luogo.
E poi di una nonna che non c’è mai stata per lui, almeno da quando è nato.

Ho dovuto cominciare a spiegargli che questa mattina avrei portato Brina in un bel posto in cui tutti i gatti stanchi vanno a riposare, che non sarebbe tornata ma che sarebbe stata bene, e forse un giorno avremo avuto un gatto piccolo che potrà crescere un poco con noi…E che Brina avrebbe continuato a giocare con noi nei nostri sogni.

Quando gli ho detto che sarebbe partita per un posto, l’unica cosa che ha detto mio figlio, che evidentemente stava elaborando quanto gli ho detto,  mi ha chiesto solo “come papà?”.

L’Assenza, appunto.
Con un papà che per sua scelta non vede e sente il suo bambino se non sporadicamente, quando “gli gira”, non è facile dare ad un bimbo una spiegazione valida ai disagi psicologici degli adulti che  impediscono di fare i genitori.
K.I.M ormai è grande ed inoltre ha una percettività emotiva fuori dal comune. Comincia a non chiedermi più del padre perché temo veda il velo che mi attraversa, un velo a doppio strato, che riguarda un senso duplice di fallimento che mi accompagna, soprattutto il senso di impotenza dinanzi a fatto che con tutte le mie forze ho provato a creare un rapporto tra lui ed il papà, un rapporto “normale”, ma il padre non ha voluto. E per la famiglia di lui non esiste.

Come faccio a spiegare ad un bambino l’Assenza volontaria?

Forse è più difficile che spiegare la Morte. Morte che fa parte della Vita, che è un posto altrove in cui necessariamente si deve andare, un posto diverso in cui comunque puoi raggiungere le persone con il cuore.
Spiegare l’Assenza volontaria è un po’ più difficile. Non è in ospedale o in prigione.

Semplicemente non ci vuole essere.
E gli esseri umani hanno bisogno di un perché valido. Lo dimostra la Scienza.
E’ la fase dei “perché” dei bambini, che è un “perché” che richiede una causa ed un fine.

Il problema è che a volte non ci sono “perché” validi.

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2 commentiLascia un commento

  1. Anche io ho la tua stessa situazione mianfiglia ha due anni ed inizia a capire come posso spigarle? Ciao e grazie p

    • La verità. Sempre quella. Quella sopportabile per l’età. Ora, non conosco la tua storia, ma cerca di essere più aderente possibile alla verità dei fatti…


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