La cosiddetta “evoluzione della specie” :)

Non sono le cose difficili che non ci fanno osare,
è il non osare che fa le cose difficili.
(Seneca)

…Sono dell’opinione che le capacità di gestire lo stress, di trarre opportunità dalle difficoltà,di trovare un adattamento ad ogni situazione, siano congenite…un’anomalia del dna, una “tara al contrario”, una mutazione, che appunto permette l’evoluzione della specie.

Giovedi 3 gennaio sono tornata a lavoro dopo dieci giorni di “ferie”, per così dire, a casa. La bronchite, la cistite, la febbre alta, hanno provato molto mio figlio, ma hanno straordinariamente rafforzato le sue capacità di dialogo, semmai ce ne fosse stato bisogno.

Così mercoledi sera ha detto: “mamma, domani vai al lavoro…mi lasci solo…” (e si può immaginare la mia espressione, un misto di colpa e tristezza), al che lui ha aggiunto: “allora dormiamo anche con l’amico orso , così domani mi fa compagnia”(nel letto, intendeva; l’amico orso è un orso di peluche di 60 cm di altezza sequestrato a mia cugina, con cui ci gioca da che aveva poco meno di un anno…)

Sono stata orgogliosa della soluzione “transizionale” che ha trovato per avere conforto dal distacco! Anche perché poco prima mi aveva detto(poichè quando c’è una canzone alla tv, io e lui dobbiamo necessariamente ballare), che era felice quando era con me…

E al mattino, come era ovvio(perchè quando sa che non devo andare al lavoro col cavolo che si sveglia) si è svegliato, ma ha voluto trovare una scusa sorprendente per venire un attimo in braccio “mamma, devo fare pipì…”

…sorprendente perchè ha ancora il pannolino -tasto dolente della sua evoluzione personale- ma a causa della cistite sta…come dire…volgendo a suo favore questo inconveniente, chiedendo lui stesso, a causa del fastidio, di abbassare il pannolino e fare pipì in bagno, come ha fatto i primi giorni per farsi lavare e trovare sollievo.

Quando ero a lavoro, a telefono lui mi ha chiesto “mamma, ma torni quando sarà buio?” dimostrando la necessità di sapere il tempo della mia lontananza…Ma era sereno, ha detto soddisfatto che aveva mangiato e che avrebbe giocato con il nonno (è ancora in convalescenza prima di tornare all’asilo).

Io non ho avuto le capacità di mio figlio, e ci scommetto la testa, considerato quello che vedo oggi, neanche il padre. I miei primi ricordi risalgono alla sua età attuale, e ricordo il sordo dolore del distacco, dell’attenzione mancata e l’incapacità di dirlo…anche perché mia madre non mi avrebbe potuta ascoltare. Cominciai a balbettare, di contro, per un periodo che mi sembrò interminabile, e sviluppai l’enuresi notturna, io che ero autonoma da quasi un anno senza pannolino -come poi mi raccontò mia madre. Nasceva mio fratello, in quei mesi, il maschietto che mia madre tanto desiderava…

…Mio figlio non ha preso dai genitori. Fin da quando aveva pochi mesi ha manifestato un’indole da un lato all’adattamento”creativo”, dall’altro lato alla volontà di farsi sentire. Come quando (di certo l’avrò già detto da qualche parte, perché è stato un momento che ha cambiato la mia vita) ero troppo depressa e lo allattavo-aveva meno di tre mesi- e fissavo il vuoto invece che i suoi splendidi occhi, lui una volta con la mano addirittura mi grattò con la manina sul petto, come un gatto, per chiamarmi e quando lo guardai lui mi fissava, severo e fiero.
Fu come mi risvegliasse da un torpore infinito, nonostante il mio umore rimase ancora precario a lungo.
Ma fin da quando era in pancia ha dimostrato di avere carattere. E ci parlavamo da allora, con parole e carezze.
Adesso, a tre anni e cinque mesi, lui crea storie con i giocattoli dove racconta le sue giornate. Ed è avido di fiabe e di storie.
Prima giocava con due pupazzi  e diceva “mamma va a lavoro e tu giochi con il nonno al computer”.
Si è appassionato ai puzzle, ultimamente…non proprio un gioco semplice…
Quando non vede le persone a lungo(come uno zio), poi,  immagina i loro ritorni nei giochi o nelle storie che mi racconta…

Io ho imparato con il tempo a gestire lo stress, a trarre opportunità dalle difficoltà, con fatica e lacrime. Lui invece ci è nato.
La sua soluzione è il gioco.

L’evoluzione della specie.
Ecco perché si impara molto ad essere genitori.
Ci si evolve con la specie “in evoluzione”…

K.I.M.  C.

K.I.M. C.

Annunci

The URI to TrackBack this entry is: https://esperia75.wordpress.com/2013/01/05/la-cosiddetta-evoluzione-della-specie/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: