L’anima animale e l’amore.

…Un anno fa il cuore del mio gatto Brina, come accade per tutti i gatti,  si è fermato con discrezione, con l’eleganza e la dignità felina, senza un lamento, appartato, nascosto…
…Per chi ha una particolare sensibilità per flora e soprattutto fauna, un animale domestico è più di un” animale”.
O, almeno, non lo è più di quanto lo sia un essere umano.
Un animale che vive con te 16 anni lo è ancora meno.
Così, stasera, ripensando agli ultimi istanti del mio gatto, sofferente nel suo giaciglio e miagolante se solo lo andavi ad accarezzare, soffrendo per la sua agonia, e ripensando all’emozione e alla saggezza di mio figlio di fronte alla morte di quel suo amico gatto, di cui ogni tanto mi parla ancora,  mi è venuta in mente l’appendice di “Storia di un gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda. Lo lessi che Brina era ancora cucciola, e piansi come una bambina.
Mi venne in mente quella notte tra l’11 e il 12 dicembre di un anno fa, quando andando a carezzarla ancora una volta, e aspettandomi ancora un miagolio,  mi accorsi che se ne era già andata.
Così, questa sera, dopo una bellissima giornata di sole e fiori e farfalle qui a Napoli e dintorni, mi sembra bello ricordarla con le parole di Sepùlveda, che tanto bene spiegano che l’amore non fa distinzione tra esseri viventi.

“Questa mattina il postino mi ha consegnato un pacchetto. L’ho aperto. Era la prima copia di un romanzo che ho scritto pensando ai miei figli più piccoli. Sebastiàn che ha undici anni, e i gemelli Max e Leòn che ne hanno otto.
Scriverlo è stato un gesto d’amore verso di loro, verso una città, Amburgo, in cui siamo stati intensamente felici, e verso il personaggio principale, Zorba, un gatto nero grande e grosso che è stato per molti anni il nostro compagno di sogni, racconti e avventure.
Ma proprio mentre il postino mi consegnava la prima copia del romanzo e io avevo la gioia di vedere le mie parole allineate nell’ordine meticoloso delle pagine, Zorba veniva visitato da un veterinario perché afflitto da una malattia che prima lo aveva reso inappetente, triste, malinconico e poi gli aveva complicato drammaticamente la respirazione. Nel pomeriggio sono andato a prenderlo e ho saputo il terribile verdetto: mi dispiace, il gatto ha un cancro polmonare a uno stadio molto avanzato.
Le ultime frasi del romanzo parlano degli occhi di un gatto nobile, di un gatto buono, di un gatto di porto, perché Zorba è tutto questo e molto di più. E’ arrivato nelle nostre vite proprio quando nasceva Sebastiàn, e con il tempo è diventato molto di più del nostro gatto: si è trasformato in un nuovo compagno, in un amato compagno a quattro zampe dalle fusa melodiose. Amiamo quel gatto e in nome di questo amore ho dovuto radunare i miei figli e parlargli della morte. parlare della morte a loro che sono la mia ragione di vita. A loro, così piccoli, così puri, così ingenui, così fiduciosi, così nobili, così generosi. Ho lottato con le parole cercando quelle più adeguate per spiegare loro due terribili verità.
La prima era che Zorba, per una legge che non abbiamo inventato noi, ma che dobbiamo accettare anche a spese del nostro orgoglio, sarebbe morto, come tutto e come tutti. La seconda era che dipendeva da noi evitargli una fine atroce e dolorosa, perché amare significa non soltanto fare la felicità dell’essere amato, ma anche evitare le sofferenze e salvaguardare la sua dignità.
So che le lacrime dei miei figli mi accompagneranno per tutta la vita. Come mi sono sentito disgraziato, debole, davanti alla loro mancanza di difese. Come mi sono sentito miserabile davanti all’impossibilità di condividere la loro giusta ira, il loro rifiuto, il loro canto alla vita, le loro imprecazioni contro un Dio che per loro e solo per loro avrebbe trovato in me un credente, e anche davanti all’impossibilità di condividere le loro speranze, invocate con tutta la purezza degli uomini nel loro momento migliore.
La morale è un attributo o un’invenzione dell’umanità? Come potevo spiegare ai miei figli che avevo il dovere di salvaguardare la dignità e l’integrità di quell’esploratore di tetti, di quell’avventuriero dei giardini, terrore di ratti, scalatore di ippocastani, bullo di cortili al chiaro di luna, eterno abitante delle nostre conversazioni e dei nostri sogni? Come potevo spiegare che ci sono malattie che hanno bisogno del calore e della compagnia dei sani, mentre altre sono solo un’agonia, dove l’unico segno di vita è veemente desiderio di morire?
E come rispondere al drastico “perché proprio lui”? Già, perché proprio lui? Il nostro compagno di passeggiate nella Selva Nera. Che gatto folle, mormorava la gente quando lo vedeva correre accanto a noi oppure seduto sul portapacchi della bicicletta. Perché proprio lui? Il nostro gatto di mare che aveva navigato con noi su un veliero nelle acque del Kattegat. Il nostro gatto che, appena aprivo la portiera dell’auto, era il primo a salire, felice all’idea di viaggiare. Perché proprio lui? A che mi serviva aver vissuto tanto, se non sapevo rispondere a questa domanda?
Abbiamo parlato circondando Zorba, che ci ascoltava con gli occhi chiusi, confidando in noi, come sempre. Ogni parola spezzata dal pianto è caduta sulla sua pelliccia nera. Lo abbiamo accarezzato confermandogli che eravamo con lui, spiegandogli che proprio l’amore ci portava alla più dolorosa delle decisioni.
I miei figli, i miei piccoli compagni, i miei piccoli uomini, così teneri e duri, hanno mormorato sì, fa’ fare a Zorba quell’iniezione che lo farà dormire, che gli farà sognare un mondo senza neve con cani gentili, con tetti grandi e soleggiati, con alberi infiniti. Dalla chioma di uno di quegli alberi ci guarderà per ricordarci che lui non ci dimenticherà mai.
Ora che scrivo queste righe é sera. Zorba riposa ai miei piedi respirando appena. La sua pelliccia splende alla luce della lampada. Lo accarezzo impotente, pieno di tristezza. E’ stato testimone di tante serate di scrittura, di tante pagine. Ha diviso con me la solitudine e il vuoto che arrivano dopo aver messo la parola fine a un romanzo. Gli ho recitato i miei dubbi e le poesie che un giorno voglio comporre.
Zorba. Domani, per amore, avremo perso un gran compagno.
P.S. Zorba riposa ai piedi di un ippocastano, in Baviera. I miei figli hanno fatto una lapide di legno su cui si legge:
Zorba.
Amburgo 1984 – Vilsheim 1996.
Pellegrino, qui giace il più nobile dei gatti. Ascolta le sue fusa.”
(Zorba – l’amore e la morte…
Luis Sepùlveda)

Ti ho amato come una sorella e da un anno rivedo i tuoi occhi generosi e vivi nello sguardo di ogni gatto sornione... E forse anche tu, certi giorni, vieni a trovarmi con ali di farfalla, per ricordarmi che l'amore è l'anima che non muore mai. A Brina, la mia gatta (1 maggio 1996 - 11 dicembre 2012)

Ti ho amato come una sorella
e da un anno
rivedo i tuoi occhi generosi e vivi
nello sguardo di ogni gatto sornione…
E forse anche tu,
certi giorni,
vieni a trovarmi con ali di farfalla,
per ricordarmi che l’amore
è l’anima che non muore mai.
A Brina, la mia gatta
(1 maggio 1996 – 11 dicembre 2012)

Annunci

The URI to TrackBack this entry is: https://esperia75.wordpress.com/2013/12/11/lanima-animale-e-lamore/trackback/

RSS feed for comments on this post.

One CommentLascia un commento

  1. Parole di una storia che mi fa’ piangere,avevo anche io una gatta che e’ stata con noi per 16 anni e poi se ne e’ andata via,16 anni di gioia vederla ogni giorno,vederla che stava bene…….vederla che stava in salute……ma la vita ha la sua legge,che pultroppo bisogna avere la forza di accettarla.Capisco bene il dolore che si prova……BRINA restera’ sempre nei nostri cuori e non se ne andra’ mai da noi…mi permetto di dire questo anche se non era la mia gatta,ma io amo tutti i gatti,assomiglia molto a ISA la mia gatta,bianca e nera con il nasetto nero……….una preghiera a questi piccoli innocenti che ci hanno fatto compagnia. alessandro(roma)


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: