Psicofilosofia della vita amorosa – 1

<<Saint Exupéry ha detto “L’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso.” Non a ciò che io voglio che tu sia, ma a ciò che sei.[…] Se ciascuno avesse anche una sola persona nella sua vita che gli dice “Ti amerò, indipendentemente da tutto. Ti amerò se sei stupido, se scivoli e batti il naso, se sbagli, se commetti errori, se ti comporti come un essere umano…io ti amerò ugualmente”, allora la gente non finirebbe negli ospedali psichiatrici. Dovremmo amarci così: indipendentemente da tutto.>>
(L. Buscaglia)

Pochi giorni fa mi è stata fatta, penso, la più grande dichiarazione d’amore che un essere umano possa fare ad un altro.
Non penso che chi l’ha proferita si sia reso conto, sulle prime,  della potenza di ciò che ha detto.

Perché ci sono parole che sono parole e basta.

Ed altre che vanno all’idea della cosa stessa. Un pò come la questione degli universali in filosofia.

Più o meno le parole sono state queste:

“E lo so come sei tu, che non odi, non ce l’hai…che può darsi pure che, addirittura, ad un certo livello amerai sempre un poco il padre di tuo figlio…ma io mi sento sereno, non mi sento secondo a nessuno, perché io ti conosco, e SO COME AMI, e tu mi hai scelto…”

Di tutto quello che in quel discorso mi è stato detto, quello che mi è rimasto nel cuore è ” io so come ami”.

Se sai come amo, sai chi sono.
Mi vedi.
E ami me, non l’idea che hai di me. Quell’idea che prima o poi ti delude se non è resa compiutamente, che vuoi realizzare.
No.
Tu sai come amo, e sai chi sono.
Non importa se grido, se parlo stabiese, se ti correggo come una maestra e poi mi perdo per strada. Se ti odio quando non mi messaggi e quando decidi per me.

In amore penso non si scelga.
L’amore sceglie noi.
Noi semplicemente, umani, nella nostra imperfezione, possiamo provare a riconoscerlo.
Scegliendolo.

In questo, ci siamo scelti…

…sono le nostre decisioni, non le nostre condizioni, ad orientare il nostro destino. E l’amore è il faro.

E’ cambiato qualcosa dentro me da quando mi ha detto “io so come ami”.
E mi è venuto in mente all’improvviso, come una lampadina,  che qualcun altro, in fondo, me l’ha detto, anche se non formulato così,  a parole.
Ha fatto in modo che dal fondo del pozzo che ho dentro, l’eco dal fondo me lo sussurrasse.
Fu la mia terapeuta.

E’ come se ora mi riconoscessi allo specchio realmente, interamente,per quella che sono…come se la nebbia fosse diradata.
La stanza è illuminata,  e non canto più sottovoce, per timore di svegliare qualcuno.
Ora “voglio svegliare l’aurora” (salmo 56/57)
E il giorno della vita non sappiamo quanto potrà durare. Per cui tutto quello che si può costruire di buono, è proprio necessario farlo…

…Metafore sparse per un giorno di consapevolezza.
E d’amore.

 

SPECCHIO

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