Meditazioni peri-psicologiche -2- (Mamma, ti voglio sposare io)

Già da piccolo, il figlio comincia a sviluppare un’affettuosità particolare per la madre, che considera come cosa propria, e ad avvertire nel padre un rivale che gli contrasta questo possesso esclusivo; e, allo stesso modo, la figlioletta vede nella madre una persona che disturba il suo affettuoso rapporto con il padre e che tiene un posto che lei stessa potrebbe occupare molto bene. Apprendiamo dall’osservazione quanto sia precoce l’età cui risalgono questi atteggiamenti. Li designiamo col nome di “complesso edipico”, perché la leggenda di Edipo realizza con un’attenuazione minima i due desideri estremi risultanti dalla situazione del figlio: uccidere il padre e prendere in moglie la madre[…] Che cosa si può dunque scoprire del complesso edipico mediante l’osservazione diretta del bambino, all’epoca della scelta oggettuale che precede il periodo di latenza? Ebbene, si vede facilmente che il maschietto vuole avere la madre soltanto per sé, avverte come incomoda la presenza del padre, si adira se questi si permette segni di tenerezza verso la madre e manifesta la sua contentezza quando il padre parte per un viaggio o è assente. Spesso dà diretta espressione verbale ai suoi sentimenti, promette alla madre che la sposerà. Si penserà che ciò è poca cosa in confronto alle imprese di Edipo, ma di fatto è già abbastanza, in germe è la stessa cosa. L’osservazione viene spesso offuscata dalla circostanza che in altre occasioni lo stesso bambino manifesta contemporaneamente una grande affezione per il padre; tuttavia, simili atteggiamenti emotivi opposti  o per dire meglio, “ambivalenti”  – che nell’adulto porterebbero al conflitto, nel bambino sono del tutto compatibili tra loro per un lungo periodo, così come più tardi trovano posto permanentemente l’uno accanto all’altro nell’inconscio.

Sigmund Freud – Introduzione alla psicoanalisi / Lezione 21. Sviluppo della libido e organizzazioni della sessualità,  1915-17, Opere Vol.  8

Da “addetta ai lavori” sapevo che prima o poi sarebbe successo, e curiosa come sono mi chiedevo se avrebbe assunto connotazioni diverse per un bambino che vive solo con la mamma.

Oggi mio figlio mi ha detto solenne” Ma mamma, ti voglio sposare io!!”

E’ che eravamo sul lungomare, e c’erano due sposi. Mio figlio ammirava l’abito della ragazza, bianco scintillante sotto il sole con il lungo  strascico, poi però ho scoperto aveva notato anche l’abito dello sposo.

Mi ha chiesto che aveva “quella signorina” addosso.
“E’ una sposa, amore”, e gli ho detto che in genere le persone che si amano sovente si sposano, prima o dopo aver avuto dei figli…anticipando i pensieri che tradivano i suoi occhi, gli ho spiegato che mi sarebbe piaciuto sposare il suo papà, ma non è andata così e ora…chissà…magari avrei sposato Riccardo…

…”Ma mamma, voglio sposarti io!”
Sorrido. “Okkei amore…va bene!”
“Tu, mamma, mi metti un gran bel fiocco come quel signore…e tu ti metti un abito bello bello come quello lì…”
“Va bene amore…”
“Allora…mamma…quando ci travestiamo?”
“Intendi con gli abiti da sposi? Ma non so amore, dobbiamo fare i soldini per sposarci…bisogna fare una bella festa…”
“Io non la voglio fare la festa, mamma! Travestiamoci adesso, dai!!!”

Come se non camminassimo già mano nella mano, io e lui…come due bambini nel sole.

E’ stato bello  sentirsi dire dal proprio figlio che ti vuole sposare.
Io che ho lavorato da sempre con i bambini, come formatrice o animatrice , ho avuto spesso il narcisistico compiacimento per un bambino che mi diceva “da grande ti voglio sposare”, e la cosa mi inteneriva sempre. Mi dava l’idea, tra le varie cose,  che si sentisse, che ci mettevo il cuore con loro…e che mi sentivano un pò come il sostituto materno.

Ma quando te lo dice tuo figlio, la cosa ti sembra inconsapevolmente la più normale del mondo.

Lui che tra dieci giorni compie cinque anni.
Il suo desiderio di sposarmi oggi, mi ha dato l’idea che sta per cominciare un nuovo capitolo della sua vita…
“…Tu un pò più grande, un pò più grande anch’io” (P.Mango)

. . . A te che sei la miglior cosa che mi sia successa... (L.Cherubini)

. . . A te che sei la miglior cosa che mi sia successa… (L.Cherubini)

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