Scegliere

La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno
è di essere di buon umore.
(Voltaire)

Scegliere è sempre difficile. Talvolta è doloroso. Sei l’unico responsabile del tuo destino, in quel momento.
La cosa diventa più complicata quando non è per te, che devi scegliere, ma per qualcuno che ami, e la scelta può essere solo tua.
Scelte di morte, per esempio, davanti alla sofferenza di chi non ha un futuro. Ma anche scelte di vita, che si riverberanno su chi un futuro ce l’ha, e dipende per lo più da quello che decidi tu.
Come per un figlio.
A volte non hai una scelta in positivo, a volte devi scegliere il male minore e devi scegliere da sola, perché l’altro genitore è inesistente o psichicamente incapace di scegliere. Perché l’altro genitore magari è parte del problema.

Scegliere sembra ancora più difficile quando con te hai un gigante di essere umano.
Un bimbo di cinque anni e poco più. Un bimbo che ti guarda come il primo giorno che è venuto al mondo, con i suoi grandi occhi severi e luminosi, indagatori e assertivi, e che quando meno te lo aspetti parlano anche senza parole.

Questa sera, per esempio, l’indagatore dell’anima della madre mi ha ripetuto più volte nel corso della sera ed in momenti disparati “mamma, se sei triste tu, mi intristisco anche io…”
Eppure stasera avevo gli occhi asciutti e vestivo un sorriso messo apposta per coprire lo sfacelo della giornata.
Allora gli ho chiesto dolcemente: “scusami, amore. . . guardami. Da dove lo vedi che sono triste? Sinceramente, mi fai vedere dove lo vedi? Eppure stasera stiamo giocando anche di più, e sei steso sulle gambe di mamma e mamma ti riempie di grattini e di baci e sorridiamo gurdando i video. . . ”
E lui si gira e mi guarda fisso, come solo lui sa fare.
Lui che conosce ogni battito del mio cuore.
E mi risponde”mamma. . . la tristezza la vedo nei tuoi occhi”.

Non confondero’ mai mio figlio con bugie, lui che è così fine osservatore.
Allora gli ho detto che era vero che un poco ero triste. . . che era stata una brutta giornata a lavoro. . . ma che ora ero felice perché eravamo insieme.
Tutta la verità, nient’altro che la verità.

“Grazie mamma. . . sei la mamma più bella del mondo”, ha chiosato.

Quello che troppo spesso mi dimentico è che forse,  a dispetto delle apparenze e di ciò che ho vissuto e che vivo,  più che la più bella sono tra le mamme più fortunate.

Proprio per questo diviene ancor più importante scegliere.
Per amore di un figlio.

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