La mia favola preferita

Limitarsi a vivere non è abbastanza.
C’è bisogno anche del sole,
della libertà
e di un piccolo fiore.
(H. C. Andersen)
ù
Sicuramente i danesi si troveranno d’accordo con me e gli americani no, ma la mia favola preferita, in assoluto, di Andersen e non solo, di tutte quelle che conosco da Gilgamesh in poi, è la Sirenetta.

La Sirenetta, principessa del regno del Mare, può finalmente visitare la superficie del mare compiuti 15 anni. Quando sale a galla, si innamora di un principe al comando di una nave che poi affonda per una tempesta. Lo salva dai flutti e lo porta a riva. Tormentata dal desiderio di diventare umana per stare accanto a lui e acquisire un’anima immortale (non concessa alla sua specie, destinata con la morte a trasformarsi in spuma di mare), si fa preparare dalla Strega del Mare una pozione per avere gambe anziché coda e in cambio rinuncia alla propria voce. Le viene tagliata la lingua, e ogni passo sulla terra sarà per lei come camminare sulla lama di un coltello. Solo se conquisterà l’amore del principe, potrà avere un’anima immortale, altrimenti si dissolverà in schiuma. Seppure accolta alla corte del principe, è da lui considerata una sorella minore. Il principe sceglie di sposare la principessa che lo ha ritrovato sulla spiaggia il giorno del naufragio, innamorato di lei. Le sorelle allora vengono in suo aiuto con un pugnale magico per uccidere il principe e tornare a essere sirena, ma lei rifiuta, muore, si dissolve in schiuma. La schiuma però evapora, omaggio al suo sacrificio d’amore, e la trasforma in brezza, figlia dell’aria, forma nella quale le è permesso piangere…e divenire immortale, avere un’anima in Paradiso, dopo 300 anni di buone azioni (la ricerca di bambini buoni).

 …L’amarezza di sentire un grande amore
ma di non avere le parole giuste per mostrarlo,
come se l’amore muto sia meno di nebbia al tramonto in Febbraio.
Ecco perché la mia favola preferita è la Sirenetta.

Perché alla fine l’Amore è così alto che va oltre se stesso,
è la parte più vera di te che ti trasforma ma non ti stravolge,
ti travolge come la marea, ti uccide e ti salva,
diventa la strada che nemmeno credevi
per realizzare te stesso.

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4 commentiLascia un commento

  1. bello, io lo sto vivendo, l’amarezza e la tristezza sono andate via, mi ha quasi ucciso e poi mi ha salvato ma ora deve diventare pura luce

    • Condivido il tuo dolore…a me ha ridato la vita dopo avermi quasi ucciso. Mi ha lasciato l’amore fatto carne. Un figlio.

      • ora ho compreso…tu mi hai dato un tonfo al cuore, io non ho figli ma ho sperimentato qualcosa di simile in questi mesi e ora io ne esco arricchita, grazie di tutto quello che scrivi, anche se non sono madre però riesco a comprenderlo


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