Un 25 aprile un pò più speciale

Non si invecchia in base al tempo che si ha alle spalle, si invecchia quando si inizia a dimenticare i sogni.
(S. Bambaren)

Ho più rughe sul cuore che sulla fronte.
(R. Gervaso)

Non dimentico mai, ogni 25 aprile, festa della liberazione, che mio nonno nacque in questo giorno, ad oggi 98 anni fa.
Mio nonno, il mio nonnino di tutti i compleanni festeggiati assieme, morì che avevo 14 anni. Li avevo compiuti da pochi giorni. Morì in una splendida giornata di maggio. Fui la confidente e la psicologa di mia madre, che perse il papà ancora troppo presto per lei… ma soprattutto per me. Mio nonno era uno dei più affidabili compagni di giochi.

Credevo di farcela, quest’anno, ad uscire indenne dal genetliaco.
Diciamo però che non è stato possibile, sebbene ho ancora un giorno, ventiquattro ore ancora, per fare del mio compleanno un giorno di festa.
E per farlo gli ultimi tre giorni appena trascorsi mi sono raccolta in ferie per recuperare pezzi di me.
Proprio martedì scopro, come la rana con lo scorpione, che tutto il mio impegno affettivo ed etico, nonché la mia generosità mi si sono ritorti contro.
Tutto il mio desiderio di madre di dare il più possibile serenità e gioia a mio figlio, sono stati usati contro di me.
Nel peggiore dei modi.
Incredibile.

Ecco perché mi sono ritirata per qualche giorno.
Mi sono ripresa me stessa.
Ho camminato per venticinquemila passi nel sole (a detta del mio telefonino), respirando la primavera sul golfo tra la salsedine ed i forni delle pizze a pranzo, le pescherie e lo Zefiro lieve.

Ho incontrato persone che non vedevo da anni e i loro abbracci sono stati il mio conforto, ho fatto con loro un pezzo di strada per scoprire poi che la loro via è piena di massi e di fango proprio come la mia.

Ho sorpreso mio figlio andandolo a prendere a scuola, e la festa dei suoi occhi è stato l’abbraccio di Dio. Con lui abbiamo raccolto soffioni, dissertato sulla potenza della nuova stagione che fa nascere fiori anche nelle crepe delle mura, contato i gabbiani sul mare, guardato il cielo stesi in una stanza con il naso all’insù, misurato il cammino della falce di luna alla sera, ammirato Venere, Giove ed  Aldebaran tra le ombre della collina.

“Sono felice, mamma, di questi giorni con te!”
Mi sono detta così, aldilà di quello che mi aspetta dalla settimana prossima, che c’è stato un buon motivo per questi giorni di ferie. 
Anzi più di uno.
Di certo però non potevo finire meglio i miei ultimi giorni da trent_enne.

Da domani si ricomincia da 40.
Grazie a chiunque ricomincerà con me la nostra vita.

 

"Ho più rughe sul cuore che sulla fronte"( R. Gervaso ) (-1 to 40)

“Ho più rughe sul cuore che sulla fronte”( R. Gervaso )
(-1 to 40)

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