Amore di Madre

Il bambino chiama la mamma e domanda:
“Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”
La mamma ascolta, piange e sorride mentre
stringe al petto il suo bambino.
“Eri un desiderio dentro al cuore.”
Tagore

Amore mio,
è la mia sesta festa della mamma. Forse, però, un po’ mamma lo sono sempre stata…d’altronde ho smesso di essere figlia mio malgrado molto presto. Sono stata mamma di tutti i bambini che ho incontrato sulla mia strada e troppo spesso, sbagliando, anche di adulti sperduti.
Ma nelle stanze più segrete di me è come se battessero, da sempre, dei cuoricini che scandivano il tempo emotivo della mia vita. Non sapevo né come nè quano, ma ero certa che prima o poi avrei abbracciato gli occhi di quei battiti.
Ricordo ancora il momento preciso in cui, lo so, si accese come una scintilla il tuo cuore. Pur così piccolo seppi che alla prima ecografia l’avrei ascoltato, con lo stupore della ginecologa perché lo riteneva raro e precoce.
Abbiamo fatto tutto da soli, ci siamo sentiti soli ed al contempo le persone meno sole del mondo.
E quando, a casa, quando poi tutto a lungo sarà stato più grande di me, ho dovuto togliere a me e a te il braccialetto di ospedale, ultimo pezzo di quel cordone ombelicale, ho capito veramente cosa vuol dire essere madre.
Vuol dire accogliere un angelo caduto dal cielo che ha perso le ali, insegnargli a correre e ad andare lontano, verso tutti gli orizzonti che avrà la possibilità di vivere.
Perché, come dice Gibran:

I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perchè la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.”

Vuol dire avere il privilegio di vivere l’Amore.
Buona festa della mamma, amore mio!

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