Biancaneve

Oggetto simbolo della vanità femminile del tempo è una mela avvelenata, che invade il corpo e lo distrugge internamente. La fanciulla dovrà sedimentare il suo conflitto nella bara di cristallo, solo così arriverà il principe  che la sveglierà e la porterà via. La soluzione è abbandonare il conflitto geloso e morboso con la madre, trovare un altro regno, un altro uomo da cui avere bambini.
(Heinz Kohut)

…In questo periodo me ne stanno dicendo”di tutti i colori” (tranne una persona, tutti in senso buono, pure troppo,  a dire il vero) ma “Biancaneve” nessuno mi aveva mai chiamata.
In effetti a pensarci, in senso simbolico e psicanalitico, ci vedo molte analogie.
La deficienza di non riconoscere la strega in tutti i suoi travestimenti. La fiducia infinita come i bambini. L’incapacità di difendersi dal male e fuggirlo…fino a cadere come morta.
Che genio, Biancaneve. Mangiare la parte della mela avvelenata.
La domanda è: quanto tempo ha dovuto aspettare nella bara di cristallo la povera Biancaneve?
La risposta non c’è. Le fiabe hanno solo il lieto fine temporizzato (per sempre). Il dolore non dura che il tempo di voltare pagina al racconto.
Ed è per chi legge il tempo di un sospiro.

Published in: on 5 giugno 2015 at 7:16 PM  Lascia un commento  

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