Gli occhi dei bambini (cosa non possono?)

Sono gli occhi dei bambini che
fanno girare il mondo
sono i sogni dei bambini che
fanno tornare il sole
sono gli occhi dei bambini che
a volte fanno male
sono i sogni dei bambini che
fanno grande il Natale
e che fanno primavera ogni anno
ed ogni anno ci ricordano l’età
e faticano a studiare poesie
ma cantano pubblicità
sono gli occhi dei bambini che
non vogliono dormire
e nascondono segreti che
non potrai mai capire
sono gli occhi dei bambini che
ci prendono per mano
sono i sogni dei bambini che
ci portano lontano
dove un tempo volavamo e un giorno
un giorno forse torneremo là
a giocare ancora col futuro
tra una bugia e una verità
sono gli occhi dei bambini
mentre un aquilone vola
ci raccontano la vita
senza dire una parola
sono gli occhi dei bambini che
incontri a colazione
e ci vedi ancora un po di sonno
e che Dio non è un’invenzione
sono gli occhi dei bambini che
sconfiggono la guerra
che la fanno solamente per giocare
buttandosi per terra
che diventeranno grandi un giorno
e forse un giorno diventeranno eroi
ma con gli occhi dei bambini adesso
ci innamoriamo noi
che diventeranno grandi un giorno
e forse un giorno diventeranno eroi
ma con gli occhi dei bambini adesso
ci innamoriamo noi
ci innamoriamo noi
come i bambini noi…
(Alex Britti)

Sempre di corsa.
Certe volte proprio non ci si fa.
Ti viene voglia di chiedere venia.
Di poterti fermare.
Di delegare un poco.
E invece stringi i denti, l’anima e la giacca in questo primo giorno di ottobre, più freddo e piovoso, e come una immaginetta sacra baci sul cuore il sorriso di tuo figlio con i suoi grandi occhioni al saluto di questo mattino, che ti dà energia.
Un mattino di città infangate come paludi.
Un mattino di ritardi e di corse a perdifiato.
E che ne fai dell’ombrello, non ti riparerebbe nemmeno da una goccia con  la corsa e le correnti del centro direzionale…
…Poi un bimbo.
Un bimbo incantato davanti ad un trenino ornamentale.
La madre a chiamarlo e a tirarlo dolcemente.
Lui niente.
I suoi occhi all’insù, la bocca semi aperta. Incantata verso la ciminiera della simil locomotiva.
Avrà avuto due anni.
Mi sono fermata con lui a guardare.
Io so cosa vedeva.
Vedeva Thomas, il trenino dell’isola di Sodor.
Solo che la sua mamma sulle prime non l’aveva capito…
…Una giornata di lavoro particolare, tra aria di cambiamenti.
E poi di nuovo di corsa, fuori per cercare di far quadrare il tutto dei giorni pari…
…E ancora un bimbo.
Un bimbo rom.
Dagli enormi occhi nocciola.
Mi guarda e sorride.
I bambini tra loro si riconoscono.
Poi tira i capelli alla mamma.
È il suo modo per chiamarla.
Vuole i suoi baci sotto il collo, alle sue coccole sembra un gatto. Il viso verso l’alto, gli occhi chiusi.
Si bea.
Fino a quando non si volge verso lo zaino del papa’.
Lo bussa, il padre fa un gesto per dire “che vuoi?”e lui fa il gesto inequivocabile di aver fame. Il padre fa il gesto “finito”, ed il bimbo si volge alla mamma con lo stesso gesto…invano.
Lei lo bacia, così lo distrae.
Mi diranno che ha quasi tre anni… che  praticamente quasi non parla…ma credetemi, parlava eccome.
Altro che lingua dei segni…
…ed i suoi occhi…un mondo a sé.
Per mezz’ora di viaggio condiviso, sono rinata.
Ho pensato a mio figlio.
Al privilegio di in un universo bambino in casa.
Ai miei sogni da piccola signorina di una famiglia numerosa, a Cenerentola, a come è andata la mia vita fino ad ora…e per la prima volta mi sono fermata sulla ricchezza di quello che ho, non sulla poverta’ di ciò che manca.
Ancora tardi. Traffico, e poi attese fuori una porta.
Salterà qualche appuntamento,  in questa giornata.
Ma ora mi scaldano nuovamente gli occhi di mio figlio, che sorride dondolando con me su un’altalena mentre aspettiamo il nostro turno.
Improvvisata giocosa.
E i grandi  occhi azzurri del figlio di un’anima Maestra che sono stata felice di poter riabbracciare.
Vedi, le attese, a volte.
Fermarsi, per forza o per coraggio di farlo…
…Il coraggio.
Ho pensato ancora una volta, che forse per essere felice tutti i giorni devo avere il coraggio di seguire la via in cui mi riconosco da sempre, che tanta luce ha dato alla mia vita in passato(tra i tanti soprattutto, gli occhi sorridenti di Barbara e Simona) che ogni giorno mio figlio mi aiuta a ricordare e che i miei studi mi aiuteranno a perseguire meglio.
Che passa attraverso più di un sacrificio.
Ancora.
Ma…cosa non possono gli occhi dei bambini in una vita?

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K.I.M's eyes

Published in: on 1 ottobre 2015 at 10:12 PM  Lascia un commento  

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