Vigilie e Feste

…Queste feste mi sono cadute addosso come ti cade addosso un appuntamento dimenticato.
Ti danni pure per averlo scordato…ma in fondo, poi, ti dici che se l’hai scordato tanto importante per te non era.
Ho avuto anni difficili… credevo di aver esaurito l’onda negativa nel 2013… ma non sapevo che il peggio ancora doveva venire.
E ancora mi dico che finché c’è la salute di te e chi ami va ancora tutto bene, un po’ come il Giobbe della Bibbia…solo che anche quella (la salute di me e chi amo) comincia a traballare.
Così ho dimenticato vigilie e feste, troppo assorbita dal tirare avanti nel migliore dei modi possibili.
E se non mollo, se ho finito gli esami nonostante tutto -pronta per la laurea che sognavo- se ancora studio di notte, non solo psicologia, e leggo, e suono,  e  sorrido a quasi tutti – anche a chi, vista la condotta deplorevole e distruttiva con me e mio figlio, dovrebbe non avere nemmeno il saluto ed invece viene addirittura aiutato se in difficoltà- è per tre motivi fondamentali.
Uno è per mio figlio. Per lui ho addobbato la casa a mille luci, per lui mille regali e per lui mi dico che Natale deve essere la magia ogni anno in più e non di meno…lui che è il mio, di Natale.
Un altro è che quando mi viene da dire “non ce la faccio più” (specie quando corro come una trottola e quando faccio i conti e mi dico che non bastano) mi viene in mente che mia madre proprio prima di morire mi disse che ce la dovevo fare, e se avessi voluto avrei potuto fare qualsiasi cosa.
E poi c’è un altro motivo…che ha il nome di molte persone, vicine fisicamente e molte con il cuore, visto che grazie al web mi sono vicine ogni giorno. Grazie a Lucia, a Mary, a Tina, a Mariangela, ad Eleonora. A Samantha in particolare: una sorella perduta nell’ultima vita e ritrovata grazie al nostro gruppo di mamme. E grazie alle mamme della nostra casa del Sole, che sono un supporto quotidiano. 
Vorrei ringraziare tanto le mie colleghe di lavoro, il mio capo ed anche “il capo sopra il capo”: un tempo venivo a lavoro con un altro spirito (visto che potevo girare per l’edificio serena, non come ora) e soprattutto senza la necessità di gestire un così critico bilanciamento vita-lavoro, che oggi mi crea tanta difficoltà. E se non fosse grazie al sorriso che loro mi dedicano ogni giorno, all’affetto e alla simpatia, probabilmente sarei troppo depressa per alzarmi ed andare a lavorare…invece è sempre come se fossi a casa. 🙂

Penso che sia veramente Natale quando e là dove tu possa sentire il senso profondo dell’Umanità -incarnata nell’Avvento del Cristo- nel volto e nel gesto degli altri. Forse ho sentito poco il “rumore” che fanno le festività -shopping, luci per le città, corse per i negozi e traffico – ma il Natale lo sento…proprio grazie a tutte le persone vicine e lontane che mi rappresentano questo Senso.
Vi auguro la stessa luce nel cuore che avete dato a me.
Auguri!

vigilie-e-feste

 

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