Vigilia_ndo

Si dice che la verità trionfa sempre,
ma questa non è una verità.
(Anton Čechov)

Non temere il terrore improvviso
la tempesta degli empi quando si avvicina;

 perché il Signore sarà il tuo baluardo,
proteggerà dal laccio il tuo piede.
(Proverbi 3: 25-27)

…Probabilmente d’estate avrò un’altra seduta di laurea…La terza della mia vita, forse la più importante.

Tuttavia penso che nessuna”notte prima degli esami” potrà essere come quella che mi attende in questa vigilia di San Benedetto.
Perché dover spiegare a persone che non ti conoscono, che non sanno cosa hai patito e patisci, come ti sei arrampicata fino ad ora nella giungla della vita, da sola, con tuo figlio nel marsupio, a mani nude, con qualche straccio, combattendo contro ogni tipo di difficoltà, facendo quasi l’impossibile per vivere, di giorno e di notte, sacrificando sonno e salute, solo per una causa: il sorriso di un cucciolo…spiegare, dicevo, a chi non lo sa, che c’è chi recita per denaro e chi azzecca garbugli per mestiere, senza rispetto per la verità…e chi invece non ha altro che la forza, la sua  testardaggine, le sue cicatrici ed il suo cuore ma, soprattutto, quella verità calpestata dalla sua, non è per niente facile.

Perché c’è chi pensa che esistono molte verità.
Invece per certe cose non v’è scelta. O  “è ” o  “non è”.
L’unica sfumatura in questo caso è tra cattiveria e malattia mentale.
Ho sempre voluto pensare fosse la seconda.
Ma la realtà di un folle non è la verità.

Di errori ne ho fatti tanti. Il più grande, però,  è stato credere che l’amore potesse curare una ferita antica. E che gli occhi di un bambino fossero – per chi non è stato amato e si è perduto crescendo- una sorta di “educazione sentimentale”.

Invece niente.
Il buio.
Anaffettività. O, meglio, una patologica incapacità di costruire legami.
E non c’è nulla che danneggi di più un bambino del cosiddetto “doppio legame”:

“Un giovanotto che si era abbastanza ben rimesso da un accesso di schizofrenia ricevette in ospedale una visita di sua madre.     Contento di vederla, le mise d’impulso il braccio sulle spalle, al che ella s’irrigidì.  Egli ritrasse il braccio, e la madre gli domandò :«Non mi vuoi più bene?».   Il ragazzo arrossì, e la madre disse ancora: «Caro, non devi provare così facilmente imbarazzo e paura dei tuoi sentimenti». Il paziente non poté stare con la madre che per pochi minuti ancora, e dopo la sua partenza aggredì un’inserviente e fu messo nel bagno freddo”
(da “Ecologia della mente” di Gregory Bateson)

Mandare due messaggi opposti, automatici, inconsapevoli, con il corpo e con le parole, entrambi affettivamente importanti da rendere difficile capire qual’è quello veritiero, o poterlo chiedere criticamente.
Si pensi se fatto ad un bambino: sorridergli, proporre il suo coinvolgimento,  mentre lui si accorge che tutti i gesti che gli vengono rivolti sono vuoti o distorti. La mente dell’adulto è altrove, è costretto a stare lì, o non sa bene cosa vuol dire costruire un rapporto, per cui le azioni sono senza un fine…ed un bambino sente il contraddittorio.
Il bambino sperimenta confusione e vuoto. E diventa aggressivo e nervoso.
Quindi viene considerato “selvaggio” e punito fisicamente: schiaffi, sculacciate.
E il bambino diviene ancora più insicuro e arrabbiato.

La verità è una sola.
E’ questa.
Che non si impara ad amare. 
Non si può che amare.
Specie un bambino.
E se non ci riesci, se non sai gestire una relazione, se diventi distruttivo, hai un problema.
Ma soprattutto il problema maggiore diviene proteggere il più debole nella relazione – specie se è troppo piccolo da potersi proteggere da solo- da chi ha questo grave problema, un problema così subdolo da essere perfettamente camuffato per normalità.

Forse far capire questo sarà la cosa più difficile.
Da cristiana confido nel carisma della Sapienza a chi deve comprendere.
Sapienza è vedere le cose con gli occhi di Dio(Papa Francesco)

Proverbi, Bibbia

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