Cosa farò “da grande”

Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.

(Pablo Picasso)

Oggi una psicoterapeuta con decenni di esperienza e che ha un “problema” col telefono, che sto richiamando quotidinamente per informarla dell’avanzamento, ha detto che sarò un’ottima psicologa.

Fa piacere sentirselo dire mentre fai tutt’altro mestiere, e che ha in comune con la psicologia solo l’ascolto e l’empatia… oltre alla capacità di identificare il problema e proporre la strada migliore per la risoluzione.

La prima volta me lo ha detto una neuropsichiatra infantile dell’ASL, quattordici anni fa.

Accompagnai una bimba (che avevo a scuola pomeridiana) e la sua mamma. Proposi la visita perché la bimba per un anno intero, in prima elementare, non aveva imparato niente…ma era intelligentissima. Nemmeno leggere e scrivere sapeva. La mamma me l’aveva portata a Giugno, preoccupata per la seconda elementare, sperando potesse recuperare.

Con i bambini lego subito. Avevo notato che non voleva disegnare. Cominciai a negoziare disegni e compiti. Contavamo i fagioli per terra, usai lettere e sillabe grandi come fogli e parole associative ed evocative… così a settembre divenne perfettamente alfabetizzata e capace di addizionare e sottrarre. E disegnava, anche. Ma solo su preghiera. Familiari ai lati opposti dei tavoli, persone distanti, cieli nuvolosi e mari in tempesta. Alte montagne. Nessuno che si teneva mai per mano. Nemmeno lei e la sorellina piccola. E non amava parlare di casa sia per il clima che per la sorellina che aveva invaso tutti i suoi spazi. Nei disegni spesso nemmeno la metteva, la sorellina…

Quando andammo dalla neuropsichiatra, le esposi ogni cosa. Lei mi guardo’ e mi chiese cosa avessi studiato. Io le feci presente che mi stavo laureando in filosofia, con un po’ di ritardo per vicende familiari, ma che la mia laurea in filosofia includeva più esami della norma e soprattutto di svariate discipline… considerato che per diniego paterno della trasferta a Roma avevo rinunciato a psicologia, finito il diploma.

Lei vide la bimba, la madre, poi mi richiamo’. E mi disse: “Tu dovresti fare psicologia: la diagnosi l’avevi già fatta tu. Non rinunciare. C’è sempre tempo per dire <<da grande farò…>>”.

Così, finita la laurea, ho ripreso a studiare per i test di psicologia. Ma appena 9 giorni dopo la conclusione di filosofia feci un colloquio, il mio primo vero colloquio per un lavoro aziendale (seppur “da diplomata”)… e da allora lavoro qui. Ho pendolato, studiato e lavorato fino a quando, con un bimbo da crescere da sola, ho dovuto studiare di notte, tra le lacrime per le prove parecchio dure della vita, la pressione alta per lo stress e i soldi sempre più radi per il difficile bilanciamento vita-lavoro e le spese sempre maggiori.

Ma manca poco. Due capitoli ed una conclusione.

E forse, “da grande”, farò anche la psicologa.

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