Ricordi d’estate

Passi echeggiano nella memoria, lungo il corridoio che mai prendemmo, verso la porta che mai aprimmo. (T.S. Eliot)

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.(J. Irons)

…In questa sera un po’ “down”, dove l’eco della valle rimanda un piano bar estivo, dove ci sarebbe bisogno di un’ uscita di sicurezza da questa vita troppo “storta” – così, giusto per una boccata d’aria di un minuto- mi viene in mente che domani è luglio. Prima del 2008, era per me un mese di dolci malinconie…

Luglio/col bene che ti voglio/vedrai non finirà…

…Poi ha significato tante cose insieme. La rabbia per chi se ne va volontariamente da te dicendo di amarti…più in avanti, invece la nascita di quel figlio che doveva nascere in Agosto…ma evidentemente con me ne ha condiviso l’odio, ed è nato prima.

Un Agosto cercai di addolcire la rabbia di un Luglio doloroso e partii per la Spagna in un tour meraviglioso. Partii con una persona speciale, probabilmente una delle poche persone al mondo che mi abbia amato veramente, seppur a suo modo, come a mio modo l’ho amato io. Il mio migliore amico, anche. Una persona con cui, forse, se non avessi ascoltato la “voce di sirena” di un falso bugiardo (difficile perché ci lavoravo insieme….non avevo le chances di Ulisse di tapparmi le orecchie) sarei riuscita a recuperare un rapporto difficile. Ma come dice saggiamente lui, “Se la ma nonna avea le rote, era un carretto”…

Stasera mi viene in mente come abbia vissuto quel viaggio tra sogno e realtà, come non fossi molto realmente lì. Dormendo in castelli, vedendo posti fuori dal tempo…incantati. Vedendo in volo quella cicogna che uno spagnolo mi disse presagio di un figlio.

E ricordo come non fossi felice.

Come fossi stupidamente infelice. Pensando ad un falso bugiardo. E invece avevo quasi tutto. L’unica mancanza allora è l’unica mia gioia oggi.

Ecco perché mi piacerebbe avere “quei soldi da buttare”, come allora, per andare a fare lo stesso tour. Con l’unica mia gioia oggi. Che sarebbe felice: adora viaggiare. Sarebbe una grande avventura per lui.

Per ora, però, mi tocca solo sognarlo. Allora sorridevo in braccio a Don Quichote, ad Alcala’, fuori la casa di Cervantes.

Non immaginavo che per i successivi nove anni avrei dovuto lottare contro i mulini a vento…

…Questione di contrappasso… eh già.

Magari tra poco vado con Astolfo sulla Luna…chi può dirlo…

Sogni di sogni

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà la sua vita a credere di essere stupido.
(Albert Einstein)



​Mercoledì la manifestazione finale del taekwondo. Oggi la pagella. Andrà in terza elementare con tutti 8 e 9 nelle materie che dicono tutto di lui: musica, educazione fisica, tecnologia.
Chi mi conosce sa che dei voti me ne cale nulla: a me interessa la felicità del mio bimbo. E la conocenza non passa per un voto. I ragazzi dovrebbero capire che non sono il voto che prendono, il quale e’ sottoposto ad innumerevoli variabili.  Ad esempio il mio voto di diploma, basso esclusivamente per i capricci di due insegnanti incapaci, è stato compensato dal 110elode della prima di due lauree.

Dicevo: a me i voti non interessano… ma i suoi li ho fatti leggere a lui, e per la prima volta l’ho visto consapevole che la sua “pazienza” ed il suo impegno lo hanno premiato. E contento.

Quando siamo andati andati a prendere la pagella, gli ho chiesto”sei contento almeno per oggi di tornare a scuola?” Il suo secco e deciso “NO!” mi ha fatto ridere di cuore.

Io ho sempre amato la scuola. Ma per lui è cominciata in salita: spero solo che la sua passione per i computer e per la tecnologia lo porti a cambiare idea sull’importanza dello studio.

Oggi, forse per la prima volta, ha espresso compiutamente un “da grande farò…” Lui vuole creare giochi al computer. “Voglio usare la mia grande fantasia” ha detto.

Lo dissi anche io, una volta. Avevo dieci anni, ed incontrai il commodore 64 e il Basic. Poi al liceo incontrai Kant e Freud e cambiai miei piani.

Ora quello che creo sono soluzioni. E creo sogni per mio figlio. Mi manca solo di poter aiutare anche gli altri a creare soluzioni e sogni. Allora potrò dire di essere riuscita a fare quello che volevo fare da grande.

E spero di poter aiutare mio figlio a fare altrettanto.

Epifanie del Dio nascosto

Dio dovunque nascosto e dovunque palese. Colui che a nessuno è permesso di conoscere così com’è e che a nessuno è concesso d’ignorare. (Agostino da Ippona)

​Questa sera mi è stato fatto un regalo.

Mi è arrivato un messaggio privato in cui mi è stato scritto:

“…anche se non ci conosciamo di persona ho una grande stima per te che riesci sempre ad emozionarmi. Grazie per quello che scrivi e complimenti per COME lo scrivi. Vorrei solo dirti che la benedizione di cui parli si sente anche da qui, sei una donna benedetta. Grazie”

Quando nella vita, in momenti difficili come quello che sto vivendo, mi arriva un messaggio del genere (a volte mi e’ arrivato un gesto, a volte una parola, a volte un sorriso) io so che è il modo che quel “Dio nascosto” usa per potermi dire “ci sono, ti seguo, non ti stancare di strappar spine, di seminare all’acqua e al vento…fidati. Non mollare”.

Questo messaggio mi ha fatto pensare anche a Lucia e Pietro, che non taggo questa volta, i quali gratuitamente e solo per genuino amore verso il prossimo, donano senza ricevere nulla in cambio se non la mia assoluta, incondizionata e profonda riconoscenza ed affetto.

Grazie infinite a loro…e alla persona del messaggio, che mi ha ricordato quel “messaggio di tenerezza” dell’anonimo brasiliano, questa sera.

Nei momenti difficili, non potendo la Grazia divina portarmi in braccio, mi manda persone che mi tengono per mano.

La scuola insegna ad inventare nuove storie

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.”(Gianni Rodari)

KIM ieri ha rappresentato con i compagni di classe uno spettacolo di fine anno sul progetto di tecnologia.  Un progetto particolare, dallo spirito postmodernista, “io, pinocchio…reloaded”. Il mio bimbo ha avuto la felice responsabilità di aprirlo con una presentazione, responsabilità che ha preso veramente sul serio, per la quale si è sentito importante e bravo, e questo ha aiutato molto la sua autostima e la sua percezione del senso di andare a scuola.

E si è divertito tantissimo.

Visto che mio figlio “funziona” in modo diverso rispetto a molti altri bambini, condivido con voi le sue principali considerazioni sulla esperienza.

In primo luogo, la rivisitazione di Pinocchio gli ha fatto intavolare una dissertazione filosofica con la madre: dice che ha ragione lui, che le storie non finiscono, mentre la mamma cerca di spiegargli, quando mette in scena con le marionette o con i pupazzi delle”storie” che queste hanno una trama… con un inizio e una fine. Ma lui no. Dice che le storie in fondo non hanno una fine.

E non è un fan de”La storia infinita” come la mamma😐

Ora lui ha detto che aveva ragione lui. Che le storie continuano e continuano, e le puoi cambiare e reinventare. Che puoi ripartire da dove sembrano finire e ricominciare a raccontare.

In secondo luogo, KIM mi ha detto che la scuola dovrebbe essere sempre così. Per uno come lui che non riesce a stare fermo in un banco, uno a cui la mente è sempre in movimento, che crea e ricrea storie e se le canta pure, spesso non solo nella testa, uno che vive di ritmo e che è sempre un po’ tra le nuvole del suo mondo a dare la caccia a mostri e farfalle, questa esperienza è stata la cosa più ricca, intellettualmente ed emotivamente, che abbia vissuto in tutto l’anno scolastico…

… Vorrei ringraziare il preside e le maestre sia per il progetto ma anche e soprattutto per l’impegno e la volontà di fare della parola “inclusione” un qualcosa di vivo e dinamico, che tenga conto dell’unicità di un bimbo come il mio.

Grazie❤

Crescendo

Gli alberi che sono lenti a crescere portano i frutti migliori.(Molière)


Crescere è difficile. Sembrerebbe facile: tanto, vuoi o non vuoi, tu cresci. Ma cresci fuori. Crescere dentro, evolvere come essere umano, fare della tua vita il tuo personale compimento facile non lo è per niente.

Specie per bambini speciali come te. Con un mondo, una sensibilità ed un funzionamento peculiari.

Tu senti i colori dell’arcobaleno quando gli altri vedono solo un cielo di nuvole. Ed il sole, troppo sole, quel sole che tanto ami, pur ti ferisce troppo lo sguardo. La musica, che ti risuona dentro ore dopo che è finita, che impari e ricordi come se fosse poesia nel ritmo e nelle parole, quando è troppo alta pare ti accechi lo sguardo come l’udito, come se fosse luce.

Sta finendo la tua seconda, pur con difficoltà: e ti fai un po’ più grande, più saggio (troppo per la tua età, per quello che senti) e forse un po’ più triste.

Ed è per questo che mamma cammina curva al tuo fianco, e quando ti parla ti parla in ginocchio. Perché possa ascoltare le tue paure ed i tuoi sogni. Per fugare le tue paure o perlomeno affrontarle insieme. E per aiutarti a realizzare i tuoi sogni. Che per adesso sono un salto in un cerchio ed una giornata di mare.

Per quello che non posso realizzare, come poterti dare quella famiglia “normale” spero tu non me ne voglia mai…

Il destino di un’illusione

Non siamo mai così indifesi verso la sofferenza,
come nel momento in cui amiamo.

L’amore è il passo più vicino alla psicosi.

Sigmund Freud

Una settimana di passione, la mia.
Fai il pittore, il falegname, la donna delle pulizie, l’arredatore di interni.
Oggi, che è Pasqua, butta le cose e conserva, imballando, quelle che magari potranno servire un giorno… ma che ora stanno in mezzo per niente.

Pulisci, pulisci, e trovi un piccolo bouquet nascosto, lasciato ad essiccare.
Da romanticona quale sono, adoro i fiori.
In verità, anche le piante, visto che considero come regalo più bello che abbia mai ricevuto (mio figlio a parte)  una pianta di gelsomino del madacascar recapitatami dal fiorista da parte di un mio carissimo amico il giorno del mio quarantesimo compleanno, che cresce rigogliosa.
Aveste visto la mia faccia, quel giorno, quando arrivo’ la consegna davanti alla porta nelle prime ore del mattino, io che dormivo ancora… No, non era del mio ex partner che era impegnato a cornificarmi da mesi, ovviamente facendo attenzione a non farsi scoprire e approfittando dei miei problemi familiari e lavorativi.
Era di questo mio amico, che mi fa pure da commercialista a gratis … quel giorno sono arrivata ad invidiare (sentimento che mai mi appartiene) la moglie.

Mancano dieci giorni al mio quarantaduesimo compleanno, e… tornando a quel piccolo bouquet essiccato che è la ragione di questo post, bouquet con una rosa sola, che per me valeva quanto un intero giardino in fiore… esso mi fu regalato al mio compleanno di cinque anni fa.
Un brevissimo momento in cui una persona forse incapace di amare veramente -o forse semplicemente immensamente egoista – divenne l’illusione di un destino finalmente felice, dopo cinque anni precedenti trascorsi in perenne via crucis.

Il destino di quell’illusione oggi mi pare rappresentato egregiamente nei colori sbiaditi, quasi tetri, di foglie e bocciolo.
Se solo lo avessi capito allora, non avrei sprecato anni di lacrime.
Una mia carissima amica qualche tempo fa ha visto le mie foto prima e dopo l’incontro di questa persona e mi ha detto che questa anima maledetta mi aveva rubato il sorriso… che da quando ho conosciuto lui il mio sorriso ha perso luce… per questo, solo per questo, sicuramente non poteva avermi amato nemmeno per un giorno… mi disse che sicuramente aveva sempre mentito.
Ora so che ha ragione.

Quindi ecco: io che speravo di conservare un ricordo prezioso come un anello mai ricevuto in dono, oggi ho aperto la pattumiera.

Ecco la fine che fanno le illusioni.
Sognate in grande, ma non illudetevi mai.
Felice rinascita a tutti.

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Breve favola triste convertita in dolcezza

Se vuoi cambiare il tuo destino,
cambia il tuo atteggiamento.
(Amy Tan)
Come trasformare una breve storia triste in una cosa buona buona 🙂
Giorno libero al lavoro e sveglia alle 5 e 30 perché, giustamente, per la gita del bimbo si parte alle 7 proprio quando a lavoro non devi andare.
Ne approfitti per andare a trovare il tempo e andare a fare quella maledetta rx esofago stomaco duodeno in trendelenburg …alle 7 e 50 sei in un centro laser deserto…
…e la macchina per gli rx non funziona.
Ho cominciato a bestemmiare in aramaico antico.
Volevo andare dal dottore, ma apre alle 9e30.
E che ci faccio un’ora e mezza tra il traffico di una città svegliatasi con un cielo così carico d’acqua che per farsi luce il sole spara pezzi di arcobaleno qua e la ?
Me ne risalgo sulla montagna, và.
Ma prima…visto che per quel maledetto esame SONO A DIGIUNO…mi merito una bella colazione.
Tra liceali ad aspettare la campanella e clacson assordanti per auto fuori posto, mi rifugio in un bar. Un cornettino, un cappuccino…e qualcosa mi fa l’occhietto dalla vetrina.
La scintillante, avvolgente, carta di un uovo di Pasqua.
Cioccolato fondente con nocciole.
“Ma sai che ti dico, Amalia?
Visto che nessuno te lo regala, mò sto uovo te lo regali da sola!
Rendiamo utile questa luuunga mattinata!”
Ci ho messo quasi 42 anni, ma ho imparato.
Ho imparato che la persona che ti ama di più devi essere sempre tu.
🙂
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2 Aprile

Un tipo sta volando in mongolfiera e si perde. Si abbassa sopra un campo di granoturco e grida a una donna:  
risponde la donna. <E’a 41 gradi, 2 minuti e 14 secondi a nord, 144 gradi, 4 minuti, 19 secondi a est; è a un’altitudine di 762 metri sopra il livello del mare, e in questo momento sta volando a punto fisso, ma era su un vettori di 234 gradi a 12 metri al secondo>
<Sorprendete! Grazie! A proposito, lei ha la sindrome di Asperger?>
<Sì!> risponde la donna.
<Perché tutto quello che ha detto è vero, è molto più dettagliato di quanto occorre e me l’ha detto in un modo che non mi serve affatto.,>
La donna aggrotta la fronte.
<Sì> risponde l’uomo.
 (Jodi Picoult)

Hans Asperger dichiarò, cito testualmente, che “un pizzico di autismo è necessario per il successo nelle arti e nelle scienze“. E, considerando il numero di persone che hanno avuto successo nelle arti e nelle scienze le cui abitudini e la cui capacità “altra” sociale ha fatto pensare all’Asperger, direi proprio che aveva ragione.
Basta fare un giro in rete per capire a quanta gente illustre si lega l’Asperger: perfino ai più storicamente vicini Steve Jobs e  Bob Dylan.
Mi sono avvicinata all’Asperger, in particolare da poco: laureanda in psicologia, i disturbi dello spettro li ho visti sotto innumerevoli punti di vista… ma è accaduto, ad inizio anno, che un notevole neuropsichiatra infantile, sensibile ed attento,  ha visto – in quel bimbo che solo a settembre scorso un altro competente e lungimirante medico aveva definito essere “tante cose” e la cui composizione variegata avevo personalmente identificato fin da piccolino- i pezzi del puzzle della complessità Asperger.
E’ ancora tutto da definire, ma quando la prospettiva ti cambia e non studi le cose ma le vivi, accade che cerchi persone con cui parlare della cosa…persone che le vivono anche loro.
In particolare, in questi mesi ho conosciuto giovani donne (forse perché ai maschi non piace molto parlare di sé) cui è stato diagnosticato la sindrome di Asperger o quanto meno un autismo ad alto funzionamento (che non è proprio la stessa cosa, ma i confini identificativi sono parecchio labili). Raccontandomi la  loro infanzia, ci ho visto tante cose del mio bimbo.
Sono giovani donne complesse e meravigliose.
Qualcuna di loro mi ha rappresentato la difficoltà-e sovente il male- di vivere. Il peso di essere diverse. Di non capire le battute, di non condividere gli interessi dei coetanei, di essere un pò più irascibili degli altri.
Oggi vorrei dire a queste giovani donne che la difficoltà e il male di vivere è di tutti noi, e soprattutto che per chi funziona in modo diverso (non solo autismi, asperger ma anche tanti altri neurofunzionamenti e altro ancora) è sempre più difficile vivere. Non perché siano “fatti male”, ma perché tutto ciò che è diverso non viene mai fino in fondo compreso da chi non ci somiglia. 
E lo so che per alcuni è davvero difficile vivere. Ma oggi ho visto una mamma con tutti e  due i figli nello spettro autistico, con interazione sociali diverse,  che raccomandava di impegnarsi ogni giorno per migliorare la propria vita e quella dei propri figli.
Non è una malattia, è un modo d’essere.

E c’è questo bellissimo video di Marco Ripà che dice quanto sia “borderline” ai neurotipici l’eccentrico, profondo, e variegato universo dei neurofunzionamenti altri.
Vi invito infine a sentire quanto colpisca al cuore il quadro ed i versi di Zegalvis Torukh ,  nei “moti del sentire” della neurodiversità.

Adam, capire l’Asperger

Castelluoni’s Karma, Occidentali’s Karma made in Stabiae

Item in Stabiano quae Dimidia vocatur calculis medetur
Con l’acqua che nel territorio stabiano chiamano Dimidia si curino i calcoli
Plinio il Vecchio
Naturalis Historia 31, 2, 9

Una perla rara incastonata tra i monti ed il golfo di Napoli, annerita dal tempo e dall’incuria di chi non l’ama, Castellammare di Stabia, in passato una delle “cento città” di Italia, medaglia d’oro al merito civile, madre della nave-scuola Amerigo Vespucci   e della nave da battaglia Caio Duilio , l’antica e gloriosa Stabiae , grande città prima sannitica, poi etrusca, poi greca, sede privilegiata dei patrizi romani all’epoca dell’eruzione del 79 d.c., custode di uno dei più famosi affreschi dell’area pompeiana, la Primavera di Stabia, o “Flora”.
Piena d’Acqua , la mia città, vantando storicamente 28 sorgenti di acqua minerale, sede privilegiata di imperatori (Federico II aveva un casino reale, i d’Angiò ci avevano tutta la corte, gli Aragonesi e i Borboni non sono stati da meno), location per opere d’arte ed artisti (una di queste: la VI novella della X giornata del DECAMERON di Boccaccio) un tempo città industriale e turistica al contempo, viene da decenni di latrocinio e depauperamento da parte di malavita organizzata e autorizzata, ovvero amministrazioni disastrose.
Ma i veri stabiesi non si arrendono, la città è viva, si organizza in gruppi pro-città, e i Social aiutano il coinvolgimento degli “uomini di buona volontà”, come SOS Stabia.
E a volte anche una canzone, o meglio una parodia, aiuta a pensare sorridendo e a prendere maggior consapevolezza.

Se volete fare un tuffo nel cuore della nostra città, andate su questo bellissimo sito:

Castellammare di Stabia: Storia, Cultura, Natura e Tradizioni Stabiesi

E adesso, Castelluoni’s Karma!!

TESTO                                              TRADUZIONE

Mago del gelo o K2?
Il dubbio amletico
contemporaneo come l’uomo del neolitico
e mo’ sta Smart 2×3                     (ed ora questa smart 2×3)
dove la colloco
quanto stress per un caffè,
chiamo la neuro
c’è l’abusivo minaccioso
ca vo’ l’euro                                       (che pretende l’euro)
ormai il grattino è démodé
parcheggi facili,
problemi inutili
AAA cercasi (cerca sì)
un po’ di strisce bianche
sperasi (spera sì)
e non è certo una follia
si a lasc mmiez ‘a via                    (se la lascio per strada)
Marò che settimana                      (Madre, che settimana)
tra auto e vesuviana
mi serve un’ora d’aria, che noia
(alè)
qualcuno se la rischia
c’è il vigile che fischia
sì bbell e nun abball                     (Sei bella ma non balli)
è il castelluoni’s karma
è il castelluoni’s karma
sì bbell e nun abball                      (Sei bella ma non balli)
mo vac a parking stabia               (ora vado al “Parking Stabia”)
piovono graffe di pupett’
in corpi obesici
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
Tutti tuttologi col web
ncopp a sto fesabukk                      (Sopra a questo Facebook)
occhio a sti comici                           (occhio a questi comici-i politici-)
AAA cerca di (cerca dì)
non fare l’animale
spera che (spera che)                                                        
di non trovarla miez’ a via          (di non trovare per strada)                             
a sacchett’ e zi maria                    (la spazzatura di zia maria)
Marò che settimana                       (Madre, che settimana)
tra auto e vesuviana

mi serve un’ora d’aria, che noia
(alè)
qualcuno se la rischia
a mappina se ne infischia           (la “mappina”se ne infischia!)
sì bbell e nun abball                      (Sei bella ma non balli)
è il castelluoni’s karma
è il castelluoni’s karma
sì bbell e nun abball                      (Sei bella ma non balli)
chiamm a sos stabiaaa                 (Chiamo SOS Stabia!!)
Senza rispetto pa città,                 (Senza rispetto per la città)
non siamo uomini
è il castelluoni’s karma
è il castelluoni’s karma
la cacca si riaaaalza
E chest’è… Alè !                                 (E questo è/Tutto qui ..Alè)
Marò che settimana
tra auto e vesuviana
mi serve un’ora d’aria, che noia
(alè)
qualcuno se la rischia
c’è il vigile che fischia
sì bbell e nun abball
è il castelluoni’s karma
è il castelluoni’s karma
sì bbell e nun abball …
…è il castelluoni’s karma …
omm!

*Ed ecco il video musicale eccezionale!!! (Cliccate sul link se non vi appare il video)*

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FSplitLab%2Fvideos%2F1141909342605121%2F&show_text=0&width=560

   youtube:     CASTELLUONI’S KARMA
Canta: Alessandro Criscuolo
Testo: Stabia 2020 – Giochi olimpici / Alessandro Criscuolo
Musica: Francesco Gabbani  Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli
Progetto, riprese e montaggio: Split Lab

Legenda:

Castelluono, o meglio Castelluoneco , come ben dice il nostro “scugnizzo” stabiese, Raffaele Viviani , è uno dei modi dialettali per definire quelli che ufficialmente vengono definiti “Stabiesi” per distinguerli dai “Castellammaresi” di Castellammare del Golfo(TP), termine questo, “castellammarese”, usato spesso anche per noi .

Si’ bell ma nun abball stabiese per il dialettismo partenopeo  sì bell ma n’ abball’ , si usa in genere per indicare una ragazza molto bella ma che ha un carattere così scontroso da renderla insopportabile. Utilizzo anche metaforico per dire che qualcosa che è “bello”, di fatto, non riesce a splendere della sua bellezza.

Il Mago del Gelo  e il K2 sono le gelaterie storiche della città, che da sempre si contendono il titolo di miglior gelato.

Pupetta è il posto migliore al mondo per le “graffe”, cornetti, ciambelle e quant’altro al cioccolato. Se non la provate, non potete saperlo.

La Vesuviana, o meglio Circumvesuviana, croce e delizia del trasporto campano, collega praticamente tutta la zona vesuviana. In particolare, per quanto riguarda Castellammare di Stabia, è servita dalla linea Sorrento-Napoli, che attraversa luoghi di interesse paesaggistico, storico  e culturale come, tra i vari, Vico Equense, Pompei (e gli scavi), Oplontis/Torre Annunziata, Torre del Greco ed i suoi magnifici coralli, Ercolano Portici/Pietrarsa, e permette di arrivare al palazzo di Giustizia di Torre Annunziata.

Mappina è un termine denigratorio partenopeo: persona di poco conto, sporca, che vale niente.

SOS Stabia è un’associazione di stabiesi per Stabia.

Il traffico di Castellammare, che ha un’alta densità demografica se consideriamo i metri quadri di superficie della città, è famoso…addirittura Pino Daniele lo ha cantato °_°

…E chest’ è … That’s all folks! Enjoy!!!

Memorie sonore #1

La musica ha un grande potere:
ti riporta indietro
nel momento stesso
in cui ti porta avanti,
così che provi,
contemporaneamente,
nostalgia e speranza.
(Nick Hornby)

Questa notte,compilation speciale.

L’effetto mozart è a cura di Francesco #Gabbani, con “Occidentalis’s Karma”.
E questo è il presente.
Quello che sono ora, che ho imparato a guardare con ironia alla vita…e sono in equilibrio su una gamba, senza più cadere.
Rileggendo “la scimmia nuda” di Morris, lavorando, cercando di tenere “up” la salute e terminando la laurea dei miei sogni.

Poi, la canzone che non fa più male ma sorridere  e addolcire: “Forever Young” versione Youth Group, che la canta anche mio figlio, e che mi ricorda che sono stata fortunata, perché ho amato.

“Freedom!90”, del grande George Michael: 15 anni, e l’idea che nulla era impossibile. Avevo incontrato Freud e la filosofia, e il mondo mi sembrava finalmente spiegato. Così come il mio destino.

“Happy” di Pharrel: il grande sorriso di mio figlio, la gente che balla ovunque, un pò come ora con Gabba, e la positività di una parola inglese. E i minions, che tornermo a vedere al cinema.

Il mio magico Mika e “Grace Kelly”: per seguire un illustre sconosciuto, oggi tanto famoso, nel 2007 girai per Italia ed Europa. Per riscoprire, dopo la morte di mia madre, l’amore per la musica: e ritornai a suonare…e più di uno strumento!

“Dragonstea din tei”, by O Zone: ricordo un tour tutto di casa, in costiera amalfitana, tra bus e barchetta, in un agosto di schizzi e sole, ed una bambina  in piedi, come tutti in un pullman serrato di gente grondante, che sembrava fresca come una rosa di maggio, sorridente come la primavera, che con quelle manine ballava ed intonava “numa numa iei”…e a noi tutti sembrava un miraggio di oasi.

“I can’t be with you” dei Cranberries.
Le prime scelte difficili.
La malattia di mia madre.
E camminare.
Dalla città di provincia alla Neapolis ombelico del mondo, pozzo delle meraviglie: ogni volta percorrere una strada diversa nel paradiso degli storici, perché come insegnava il maestro di Storia Medievale “A Napoli ogni pietra racconta una storia millenaria”.
“Just my imagination”.

“Shiny Happy People” dei R.E:M.: i miei primi esami all’università, il correre a piedi alla stazione (4 km di corsa), in un marzo di nuovi amori e di passione sempre più forte per lo studio dei meccanismi della mente. E mia madre, che mi ascoltava spiegare Piaget e Platone.

“Lucky man” dei Verve.
Happiness, more or less. E dirsi “nonostante tutto, ce la posso fare”

“Fatti bella per te” di Paola Turci. 
Che mi somiglia molto.
E’ la mia canzone.
Torniamo al presente.
Con la speranza in un domani più sereno.