Cara mamma, nella festa della mamma 2017

E’ stata mia mamma
che mi ha insegnato a ridere e pregare.
(Raymond Dickinson)

Cara mamma,
oggi sono certa sei fiera di me.
Fiera per quel nipote che hai sempre desiderato e che sono certa è stato prima tra le tue braccia e poi tra le mie come figlio.
Fiera del fatto che come te, più di te, non mi arrendo, che guido, corro, pitto, riparo, martello, scalpello … e sai che prima o poi se necessario imparerò anche ad usare la macchina per cucire.
Fiera del fatto che di fronte a uomini incapaci e spesso prevaricanti, che non sanno amare veramente se non se stessi, io riesco a fare e ad essere quello che loro non sanno fare ed essere.
Fiera anche del fatto che non mi accontento, e che se la persona che amavo non amava veramente in fondo me, piuttosto che ammalarmi in una relazione annientante ho lasciato andare, affinché avveleni altrove…affinché ci sia spazio per qualcuno che mi amerà davvero.
Fiera del fatto che come dicesti se voglio arrivo a qualunque cosa… ed è pensando a quello che mi dicesti prima di morire che oggi, nonostante proprio non ne possa più per il troppo che non va, non mollerò.
Te lo prometto.
Ce la farò ed oltre me, come facevi tu – che però proprio di te ti dimenticasti- troverò la strada per aiutare gli altri.

Se ci fossi stata tu mio figlio sarebbe stato più sereno.
Se ci fossi stata tu,  non sarei ancora 4° livello, non avrei saltato un giorno a lavoro, né un minuto, né per necessità né per disperazione.
Non prenderei quattro soldi, che mi costringe alla continua precarietà.
Sarei stata virtuosa e magari avrei avuto avanzamenti in carriera…o li avrei avuti altrove.
Ci saresti stata tu che guidavi e portavi in giro mio figlio, da donna che -al posto degli uomini che sanno solo criticare e mortificare-  guidava, martellava, pittava, riparava…e che non lavoravi, ma solo per una deprecabile visione maschista e di unica possibilità di controllo (i soldi) sulle donne che se vogliono, da sole, riescono a far tutto, a differenza dei maschi.
E l’unica cosa che gli manca – il “membro”- lo sanno creare con il miracolo di una nuova vita.

Uno dei miei primi ricordi, a nemmeno tre anni, è un’immagine di te col pancione in alto su di uno scaletto con un pennello in mano e l’eco della tua voce nelle stanze vuote della nostra nuova casa.
Col tempo mi sono chiesta spesso perché ci sei sempre stata tu su quello scaletto a pittare, e non mio padre, che bestemmiava ad ogni cambio di lampadina che gli toccava fare.
Oggi ho tutte le risposte.

Perciò so che saresti fiera di me. Con tutti i miei difetti… molti dei quali sono i tuoi.
E con tutti i miei pregi.
Che sono tutti i tuoi.
A te che mi hai insegnato la curiosità, mi hai insegnato a ridere di me, ad avere attenzione per gli altri e che solo fossi stata meno gelosa della tua bimba e più sicura di te,  oggi mi avresti dato anche più autostima, che invece sto dovendo costruire da sola lungo gli ultimi 14 anni.

Ora che sono mamma so che è impossibile non sbagliare in qualcosa.
Ecco perché oggi ti dico che puoi continuare ad essere fiera di me. Perché non mi arrenderò, migliorerò ancora, imparerò dai tuoi e dai miei errori, cercherò di essere felice e di rendere felice affinché un giorno mio figlio possa essere fiero di me ed io di lui.
Come io sono fiera di te… questo, forse, non te l’ho detto mai.
Buona festa della mamma.

#mothersday
#festadellamamma
#worklifebalance

festadellamamma

Ma che ne sanno

…Che ne sanno.
Che ne sanno se non l’ho scritto, se l’ho nascosto dietro ad un sorriso, quello schiaffo o quel sottile violentarti l’anima ogni giorno, perché alcune cose le riesci a dire: di altre te ne vergogni troppo…per troppo tempo.
Che ne sanno se ho cercato il lato positivo,
se ho scavato nei cuori di pietra come se fossero quei punti X sulle mappe del tesoro…con l’illusione che ci fosse qualcosa di prezioso…
Che ne sanno di briciole cercate come nelle favole alla ricerca di un posto che ti facesse sentire a casa…umiliando la tua dignità ogni giorno…
…Che ne sanno.
No, non si sa…
Non si sa  dire…
Non si riesce ancora a dire…
…non si può dire.

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Published in: on 11 agosto 2016 at 1:17 PM  Comments (1)  
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otto marzo #3 (the day after)

Le donne forti sono forti e glielo puoi leggere addosso.
Le donne forti hanno sofferto.
Le donne forti non cedono per seguire altri esempi.
Le donne forti si creano, ma riescono a distruggersi
cercando di capire perché si sono create così.
Le donne forti amano le soluzioni difficili,
purtroppo capiscono che sono le uniche.
Le donne forti amano in modo diverso,
amano forte.
Le donne più forti
il più non lo conoscono,
perché il più sono loro.
E. Moon

…Lasciate per una volta che la guerriera si possa togliere la corazza.

Lasciate che anche solo per una sera possa riporla, dopo l’ennesimo giorno a perdifiato, a guidare sotto il diluvio, e poi a camminarci sotto -ha preso il treno col sole ma arriva a destinazione con le scarpe inzuppate – dopo messaggi che ancora una volta feriscono ed umiliano, dopo i conti che non tornano e non ci sono nonni che tengano -e ti facciano sentire un poco al riparo dalla Bufera.

Lasciate che per una volta la guerriera possa respirare la terra bagnata senza il peso della corazza sul cuore… e possa sognare al crepuscolo.
Che sogni che il problema più importante sia dove andare in vacanza,
trovare il tempo di parrucchiere ed estetista,
che al minino intoppo possa chiamare la mamma per la cena e che addormenti il bambino,
Che qualcuno in fondo alle scale la aspetti con un ombrello ed un fiore rubato ad una siepe e che possa sedersi al lato passeggero, stringendo la mano del cavaliere,
Che alla sera possa posare il plaid sul suo uomo addormentato in poltrona e al mattino trovi un caffè ed un biglietto di buona giornata,
Che le sue carezze non vadano più al vento,
Che i suoi figli possano correre in un giardino,
Che il sole della Vita scaldi e non scotti…

…Lasciate che la guerriera, per un giorno solo, possa tornare #donna.

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