Il destino di un’illusione

Non siamo mai così indifesi verso la sofferenza,
come nel momento in cui amiamo.

L’amore è il passo più vicino alla psicosi.

Sigmund Freud

Una settimana di passione, la mia.
Fai il pittore, il falegname, la donna delle pulizie, l’arredatore di interni.
Oggi, che è Pasqua, butta le cose e conserva, imballando, quelle che magari potranno servire un giorno… ma che ora stanno in mezzo per niente.

Pulisci, pulisci, e trovi un piccolo bouquet nascosto, lasciato ad essiccare.
Da romanticona quale sono, adoro i fiori.
In verità, anche le piante, visto che considero come regalo più bello che abbia mai ricevuto (mio figlio a parte)  una pianta di gelsomino del madacascar recapitatami dal fiorista da parte di un mio carissimo amico il giorno del mio quarantesimo compleanno, che cresce rigogliosa.
Aveste visto la mia faccia, quel giorno, quando arrivo’ la consegna davanti alla porta nelle prime ore del mattino, io che dormivo ancora… No, non era del mio ex partner che era impegnato a cornificarmi da mesi, ovviamente facendo attenzione a non farsi scoprire e approfittando dei miei problemi familiari e lavorativi.
Era di questo mio amico, che mi fa pure da commercialista a gratis … quel giorno sono arrivata ad invidiare (sentimento che mai mi appartiene) la moglie.

Mancano dieci giorni al mio quarantaduesimo compleanno, e… tornando a quel piccolo bouquet essiccato che è la ragione di questo post, bouquet con una rosa sola, che per me valeva quanto un intero giardino in fiore… esso mi fu regalato al mio compleanno di cinque anni fa.
Un brevissimo momento in cui una persona forse incapace di amare veramente -o forse semplicemente immensamente egoista – divenne l’illusione di un destino finalmente felice, dopo cinque anni precedenti trascorsi in perenne via crucis.

Il destino di quell’illusione oggi mi pare rappresentato egregiamente nei colori sbiaditi, quasi tetri, di foglie e bocciolo.
Se solo lo avessi capito allora, non avrei sprecato anni di lacrime.
Una mia carissima amica qualche tempo fa ha visto le mie foto prima e dopo l’incontro di questa persona e mi ha detto che questa anima maledetta mi aveva rubato il sorriso… che da quando ho conosciuto lui il mio sorriso ha perso luce… per questo, solo per questo, sicuramente non poteva avermi amato nemmeno per un giorno… mi disse che sicuramente aveva sempre mentito.
Ora so che ha ragione.

Quindi ecco: io che speravo di conservare un ricordo prezioso come un anello mai ricevuto in dono, oggi ho aperto la pattumiera.

Ecco la fine che fanno le illusioni.
Sognate in grande, ma non illudetevi mai.
Felice rinascita a tutti.

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Anniversari da festeggiare

…Conta
i passi che hai fatto
l’amore che hai dato
la sete che hai spento
e ricambia
i baci che hai preso
e a volte rubato
cosciente o distratto…
lascia
indietro un errore, uno sbaglio d’amore
ce l’hai sulla pelle
Pensa
che da ogni ferita c’è Luce che entra…
(L. Fragola)

…Partiamo da una differenza fondamentale.  La differenza tra un uomo della malavita ed uno psicopatico omicida.
Sono entrambi assassini seriali.
Ma il primo sceglie di esserlo, consapevolmente e a suo tornaconto, il secondo ha invece un funzionamento psichico tale da essere incapace di fare altro.
Ecco. La differenza serve per capire come, a distanza di un anno, io mi trovi a poter dire che perdere una persona che aveva il funzionamento emotivo di un uomo della malavita è stata la mia salvezza.

Ovviamente, sulle prime, quando ti trapassano quasi a morte e ti lasciano a terra in un lago di sangue (per usare una metafora a tema) non la pensi certo così. Il mondo finisce li’.
Il buio.
Poi però c’è chi ti raccoglie.
L’ Amore lo vedi lì, in chi to raccoglie a pezzi da terra e ti aiuta a ricomporti…non in quello che credevi perduto…perché là avevi perso solo una cosa: il Tempo.
Non l’Amore.
Tempo prezioso con un malavitoso emotivo.
(Che gli altri non riconoscono a meno che non sono per necessità costretti a guardare nell’Abisso che ha dentro…vedono solo chi, alla stregua dei malavitosi reali, “fa del bene”e porta il santo in processione. Mica riconoscono il killer spietato…)

“…E nemmeno un secondo può andare sprecato…La vita passa troppo in fretta, e va’…”

E ti dici, per la prima volta in 41 anni,  che tornando indietro non sprecheresti due anni. Nossignore.
Ma due mesi si.
Il tempo di conoscere due bambini speciali e tante persone preziose (come Susy e i suoi, Giusy e la sua grande e bella famiglia, Luigi, Mariangela e tanti altri…anche fuori regione) che hanno arricchito ed arricchiscono la mia esistenza.
E la’ ti dici che è vero, che anche dal letame nascono i fiori…
…Questi 12 mesi sono stati importanti.
Importanti per rinascere, per scegliere chi essere. E per imparare a non tradire mai più il proprio intuito: rileggendo lettere e diari dell’epoca mi sono resa conto che ci aveva visto giusto tempo fa, purtroppo, ma scelsi di ignorare il mio impareggiabile intuito forse per un’ autostima ancora troppo traballante.
Ora ” non mi perdo neanche un giorno” per dirla con le parole della canzone che apre questo post.

La lezione è proprio quella: da ogni ferita c’è Luce che entra.

E la Luce crea prospettive nuove ed entusiasmanti per la propria esistenza.☺

                      Luce che entra