Crescendo

Gli alberi che sono lenti a crescere portano i frutti migliori.(Molière)


Crescere è difficile. Sembrerebbe facile: tanto, vuoi o non vuoi, tu cresci. Ma cresci fuori. Crescere dentro, evolvere come essere umano, fare della tua vita il tuo personale compimento facile non lo è per niente.

Specie per bambini speciali come te. Con un mondo, una sensibilità ed un funzionamento peculiari.

Tu senti i colori dell’arcobaleno quando gli altri vedono solo un cielo di nuvole. Ed il sole, troppo sole, quel sole che tanto ami, pur ti ferisce troppo lo sguardo. La musica, che ti risuona dentro ore dopo che è finita, che impari e ricordi come se fosse poesia nel ritmo e nelle parole, quando è troppo alta pare ti accechi lo sguardo come l’udito, come se fosse luce.

Sta finendo la tua seconda, pur con difficoltà: e ti fai un po’ più grande, più saggio (troppo per la tua età, per quello che senti) e forse un po’ più triste.

Ed è per questo che mamma cammina curva al tuo fianco, e quando ti parla ti parla in ginocchio. Perché possa ascoltare le tue paure ed i tuoi sogni. Per fugare le tue paure o perlomeno affrontarle insieme. E per aiutarti a realizzare i tuoi sogni. Che per adesso sono un salto in un cerchio ed una giornata di mare.

Per quello che non posso realizzare, come poterti dare quella famiglia “normale” spero tu non me ne voglia mai…

“Suo figlio è tante cose”

Mostratemi un eroe
e vi scriverò una tragedia.
(F.S. Fitzgerald)

“Suo figlio è tante cose”.
Non “ha” tante cose.
Lo è.
Me l’hanno detto in tanti, con diverse umanità e professionalità.
Dal “è un piccolo principe” al “è un asperger mancato”.
Passando dal “è un bambino plusdotato”.
E tutto perché ha una fantasia fuori dal comune. A causa della sua memoria prodigiosa, della sua incredibile, grandiosa capacità creativa, e del movimento che necessita per liberare questa spinta creatrice: ritmo, anche senza musica.
Inventa storie.
O rivive storie che ha visto: ne prende i personaggi ed inventa nuovi copioni, che interpreta e vive in prima persona.
Oggi mi è stato detto che questa grande fantasia e creatività vanno “contenute”.
Mi è venuto un tuffo al cuore, ho visualizzato una gabbia e ho pensato a questa canzone di De Crescenzo.

“…non si incatena la fantasia”

 

Evidentemente la mia espressione parlava da sé, perché lo specialista si è corretto subito “ehm…incanalate”
Incanalate.
Okkei.

Ma le storie…le storie hanno un potere fortemente curativo.
Il “ritiro” (per usare un termine caro alla psicologia) in un mondo immaginario corrisponde alla necessità che gli esseri umani manifestano di poter sognare ad occhi aperti e che tanti adulti mantengono vivo proprio con la lettura, diventando protagonisti di storie che leggono.
Nei bambini, questa cosa è ancora più vera perché insegna loro che ci sono ostacoli e ci sono soluzioni…che ce la possono fare.
Poco importa se la storia sia di fantasia…basta che sia verosimile.
E non importa il tipo di personaggi coinvolti…
…Non lo dico mica io, l’ultima laureanda in psicologia.
Lo dicono un bel pò di psicologi e psicopedagogisti.
Dice Levorato: “Le proprietà minime richieste perché si possa dire che un certo testo è una storia sono che un personaggio principale, che si trova di fronte ad una situazione nuova, inattesa, problematica o non desiderata, metta in atto delle azioni per fronteggiarla e pervenga a uno stato di cose che può essere considerato una risoluzione del problema iniziale “.
Ed ecco un bimbo che a 7 anni non si accontenta di ascoltare e riascoltare storie, di tentare di leggerle o di guardarle in tv: Deve anche crearle e ricrearne di nuove.
In questo bisogno di dominare la realtà e dirsi che sì, ce la può fare.
A trovare il tesoro, a catturare il fantasma, a sconfiggere il mostro…a trovare la chiave giusta che apre la porta magica.

Certo, mio figlio è tante cose.
Indubbiamente è un inventore di sogni.
E i sogni sono tanta roba…

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Bello e’

La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.
(Danny Kaye)

… Sapete cos’è bello?
Bello è avere consapevolezza di aver scansato non un fosso, ma un abisso, anche se hai sofferto per la rovinosa caduta e certi lividi pare non vadano via…ma assieme a loro hai avuto il privilegio del calore dell’amicizia vera.
Bello è che il giorno si allunga, e a Napoli il sole pare addirittura più bello nel freddo Gennaio.
Bello è dimenticarti di quanti anni perché non li senti, e testarda andare avanti ad inseguire i sogni che avevi lasciato alcuni ti seppellissero sotto una coltre di finto amore.
Bello è decidere di “stringersi” in un part time guadagnando meno per investire nel tuo tempo e per sperare di dare un futuro migliore a te e al tuo bambino…e sentirsi dare dai tuoi clienti attestati di stima difficili da eguagliare, per il lavoro svolto.
Bello è aver paura, in tutto quello che non c’è e non va, che tuo figlio sia ancora più inquieto di quanto ti sembri… e la notte, quando sogna, sentirlo poi ridere sereno.
Bello è decidere di dare lo stesso giorno due esami e dare proprio quelli che ti sconsigliavano assolutamente di dare insieme…ma nella tua testa hanno un fil rouge che decidi di dipanare…Studiare fino alle tre di notte per non togliere tempo a tuo figlio…prendere ferie per finire i programmi…E prendere due ventinove.
Bello è trovare l’occasione di una giornata di esame per riabbracciare un grande amico, e ricordarti che manca parecchio nella tua vita ma è in fondo come una bella fetta di formaggio svizzero, con tanti buchi ma tanto buona… hai tanto amore, di svariate forme, perché l’amore è un diamante dalle mille facce.
Bello è sperare ancora che domani possa essere meglio…
…Ed è bello anche fermarsi a ringraziare chi di voi crea i colori dal grigio 💜

 

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Acquista Mika, “No Place in Heaven”

Published in: on 22 gennaio 2016 at 5:41 PM  Lascia un commento  
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